La Vini Zabù lancia un appello ai tifosi. Ecco di cosa si tratta

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu Segui


La Vini Zabù lancia un appello ai tifosi. Dopo le ultime vicende legate al doping e alla rinuncia del Giro d’Italia, la squadra ha lanciato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma “IndieGoGo” per rinnovare il suo progetto. La campagna durerà due mesi e i tifosi potranno partecipare contribuendo alla raccolta fondi.

Queste le parole di presentazione dell’iniziativa: “Vogliamo raccontarvi una storia. La storia di un team diventato professionista nel 2009 e attivo dal 2003. Una squadra che ha vinto 181 gare in 12 anni, la prima nel 2009 con Oscar Gatto al Giro di Sardegna e l’ultima un mese fa con Jakub Mareczko che ha saputo battere Mark Cavendish alla Settimana Internazionale Coppi & Bartali. Una storia che ora è in pericolo perché due ciclisti sono risultati positivi in pochi mesi costringendo la dirigenza della squadra a una decisione difficile”.

 

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La Vini Zabù lancia un appello ai tifosi. Il messaggio

Il messaggio così prosegue: “Abbiamo deciso di non partecipare al Giro d’Italia anche se ne abbiamo il diritto, un atto di coraggio e amore per il ciclismo, un sacrificio enorme per una Squadra che ha quelle tre settimane nel nostro bellissimo Paese e con gli incredibili tifosi come obiettivo principale della stagione. Ci rivolgiamo quindi a loro, ai tifosi del vero ciclismo a quelli che sono emozionati per i Campionati Italiani vinti da Giovanni Visconti, a quelli che hanno ancora in mente la sparata di Oscar Gatto che a Tropea ha battuto Alberto Contador. E ancora a quelli che hanno tifato fino all’ultimo metro del Giro delle Fiandre per Filippo Pozzato quando solo Tom Boonen riuscì a precederlo.
Viviamo per questo tipo di emozioni. Ed è per questo che vogliamo aumentare il nostro monitoraggio dei nostri atleti. Vogliamo assicurarci che questi episodi non si ripetano in quanto creano un danno al nostro bellissimo sport e a tutto il Team a partire dai loro colleghi fino ad ogni singolo membro dello staff. Abbiamo deciso di aprire un crowdfunding perchè ripudiamo il doping. Vogliamo combatterlo creando un progetto che ha funzionato bene all’estero, ma non è mai stato fatto in Italia”.

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