Nibali, parla Michele Bartoli: “Non lo sto accusando. Non mi trascinerei”

Pubblicato il autore: Emanuela Francini Segui

Nibali
Intervenuto in esclusiva da OA SportBartoli ha parlato della situazione attuale del ciclismo italiano, sia al presente che al futuro del movimento azzurro, tra un veterano come Vincenzo Nibali e un giovane come Andrea Bagioli. Il Leoncino delle Fiandre Michele Bartoli è sicuramente l’italiano più fiammingo di tutti, da sempre il miglior Maestro delle Classiche della sua generazione. Negli anni a cavallo tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, dove è riuscito a portare il nostro Paese ai vertici delle Classiche Monumento.

Bartoli su Nibali: “Andare avanti come Valentino Rossi? Non mi trascinerei”

Professionista dal 1992 al 2004, considerato tra i migliori interpreti delle corse in linea di un giorno a cavallo degli anni novanta e duemila. Ottenne importanti vittorie nelle classiche di Coppa del mondo vincendo due Liegi-Bastogne-Liegi, due Giri di Lombardia, un Giro delle Fiandre, una Freccia Vallone, un’Amstel Gold Race, un Campionato di Zurigo e due volte la classifica finale di Coppa del mondo.

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Michele Bartoli, su OASport ha parlato del Tour de France, in scena tra un paio di giorni, parlando di Nibali: “Mi aspetto vittorie di tappa. Poco in termini di classifica generale, ma intendo per la lotta verso il podio. Poi sono convinto che Nibali potrà fare una buona classifica – ammette l’ex ciclista -. Ma non possiamo pensare di partire per il Tour con prospettive di top3. Poi ovviamente tutto può accadere, anche perchè Vincenzo ha già vinto una maglia gialla, e se dovesse trovare la sua vecchia condizione, è chiaro che potrebbe rientrare tra i papabili; anche se gli anni passano pure per lui“.

Lisa Guadagnini, inoltre, nel corso della sua intervista a Bartoli ha messo a confronto Nibali e Valentino Rossi, che quest’anno sta disputando una stagione non brillante in MotoGp. Da molto tempo gli addetti ai lavori consigliano a The Doctor il ritiro, ma non ne vuole sapere. Ecco cosa ha dichiarato l’ex ciclista: “La mia ultima vittoria è stata al Giro di Lombardia, quindi una gara importante, una Classica Monumento. Poi ho deciso di smettere perché sentivo dentro di me qualcosa che non funzionava più come prima; nonostante avessi ancora 34 anni. E nonostante tutto, tornassi indietro, lo rifarei”.

Ha poi continuato: “Io sono del parere che, quando un campione che ha vinto tutto, e non riesce più a dare quello che dava prima, deve mettere davanti la conoscenza rimanendo comunque a disposizione degli altri, e quindi chiuderla con il ciclismo ‘pedalato’. Poi però, d’altra parte, è anche giusto correre ancora volentieri e che nessuno faccia osservazioni troppo critiche. Difatti io non sto accusando Nibali, perchè sono dell’idea che sia ancora in grado di vincere gare di valore, però questo è il mio pensiero. Perciò se qualcuno mi dicesse ‘un atleta fa bene a trascinarsi?’, io potrei affermare a piena voce ‘No, non fa bene“.

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