Da Vine a Vergallito: Zwift è la nuova frontiera dello scouting nel ciclismo?

Pubblicato il autore: andrea terreni


Anche Vergallito dopo Jay Vine approda al mondo del ciclismo professionistico direttamente dai rulli della Zwift Academy. Il ciclismo cambia e con lui cambiano anche i modi in cui le squadre reclutano i nuovi talenti ed ecco che uno strumento come Zwift viene battuto da manager e direttori sportivi di tutte le più important squadre del mondo. Ma se molte di queste ancora non hanno dato sfogo alla tentazione di servirsene per ingaggiare qualche nuovo profilo, questo non è il caso della Alpecin-Deceuninck.
La squadra belga appena promossa nel World Tour è famosa soprattutto per essere il team del campionissimo olandese Mathieu Van Der Poel. Questa però non è l’unica motivazione per cui questa squadra si trova sulla bocca di tutti già dallo scorso anno.

L’australiano Jay Vine è infatti salito alla ribalta per essere passato al professionismo, proprio con la Alpecin, dopo essere stato reclutato vincendo la Zwift Academy 2021. Si tratta di una rassegna di corse ciclistiche sui rulli, in cui tutti gli sfidanti sono collegati tramite dei rulli interattivi ad un mondo virtuale che simula i percorsi reali.
Ma non è tutto. Vine infatti ha dimostrato di essere perfettamente a proprio agio nelle corse reale. Per lui due vittorie alla Vuelta d’Espana al termine della prima stagione da Pro e un nuovo contratto con la UAE di Tadej Pogacar.

Luca Vergallito: da Zwift alla corte di Van Der Poel

Stessa sorte è toccata dopo l’edizione 2022 della Zwift Academy al nostro Luca Vergallito. Ex ciclista dilettante che ha preferito dedicarsi allo studio piuttosto che rincorrere il sogno del professionismo attraverso la strada. Per lui una Laurea in Scienze Motorie e tanta esperienza in alimentazione e preparazione fisico atletica.
La pandemia e la grande passione per le due ruote hanno lanciato Vergallito nel mondo di Zwift come uno dei talenti più brillanti. Il successo nel contest Academy gli è valso un contratto con la Alpecin-Deceuninck e la possibilità di misurarsi con i professionisti in corse reali sulle strade di tutto il mondo.

Si apre quindi un dibattito in seno al ciclismo. E’ giusto avvalersi di certe tecnologie anche per la fase di scouting oppure sarebbe meglio continuare a valutare i giovani attraverso le corse di categoria? La tecnologia arriva a migliorare le prestazioni di uno sport come il ciclismo, in cui dati e riferimenti sono costantemente analizzati e sfruttati per far rendere al meglio gli atleti. Quindi è giusto che un approccio di questo tipo possa essere utilizzato anche in fase di costruzione delle squadre? La strada dirà se certe scelte sono state corrette e se la tecnologia può, in qualche modo, sostituire la strada.

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