I migliori ciclisti italiani alla Parigi-Roubaix: imprese, leggende e delusioni


La Parigi-Roubaix è senza dubbio la corsa in linea più conosciuta al mondo, la più amata e la più temuta, e spesso ha riservato per i ciclisti italiani enormi soddisfazioni e grandi delusioni nei suoi 120 anni di storia.

L'Italia è al terzo posto tra le nazioni pluri-vincitrici di questa corsa, dietro ai maestri delle pietre del Belgio e ai padroni di casa della Francia. Sono stati dieci i ciclisti italiani ad aggiudicarsi la vittoria alla Parigi-Roubaix e ad alzare le braccia al cielo all'interno del Velodromo André Petrieaux. Un rapporto con le pietre dell'enfer du nord che ha sempre affascinato i nostri corridori e che spesso ha saputo anche regalare emozioni restate indelebili nella leggenda del ciclismo. Purtroppo però come tutte le corse che si rispettano anche le delusioni non sono mancate nella centenaria storia di questa corsa.

Parigi-Roubaix: i migliori ciclisti italiani sulle pietre

Andiamo a vedere una classifica dei migliori ciclisti italiani sulle pietre della Parigi-Roubaix.

5° ALESSANDRO BALLAN: corridore che non è mai riuscito a vincere a Roubaix, ma che a cavallo tra il 2000 e il 2010 è stato sempre protagonista in questa corsa e nelle classiche del nord (vincendo un Fiandre). Per lui tre podi e una top10, confrontandosi direttamente con due fenomeni come Tom Boonen e Fabian Cancellara.

4° FAUSTO COPPI: non poteva mancare da questa graduatoria il "campionissimo" del ciclismo italiano che in questa corsa, disputata soltanto cinque volte, ha ottenuto una vittoria (1950) e due secondi posti.

3° ANDREA TAFI: toscano e grande interprete delle corse sul pavé. A Roubaix ha conquistato almeno una volta tutti e tre i gradini del podio, vincendo la corsa nel 1999 dopo la beffa del 1996 quando arrivando in parata con due compagni del Team Mapei (Museeuw e Bortolami) dovette cedere vittoria e secondo posto per ordini di squadra.

2° FRANCO BALLERINI: un corridore che ha basato tutta la sua carriera su questa corsa. Il legame tra Ballerini e la Parigi-Roubaix è il più solido tra tutti i corridori italiani che qui hanno corso. Il Ballero ha inseguito il successo, sfiorandolo più volte, per tutta la sua carriera e poi alla fine è riuscito a vincere questa corsa per ben due volte nel 1995 e nel 1998. Emozionante il suo arrivo nel velodromo di Roubaix nel 2001, quando fu accolto con un boato alla sua ultima corsa in carriera. Sotto la sua maglia capeggiava la scritta "Merci Roubaix".

1° FRANCESCO MOSER: lo sceriffo è stato probabilmente il più forte corridore italiano in assoluto e certamente quello che ha i migliori risultati alla Parigi-Roubaix. Per lui un dominio fatto di tre vittorie consecutive nel 1978, 1979 e 1980 anni in cui ha incrociato le ruote con giganti del ciclismo come Roger De Vlaeminck e Eddie Merckx. Per lui anche altri quattro podi che lo rendono uno dei più forti sulle pietre del pavé.

Altri vincitori, imprese e delusioni

Ecco chi sono i corridori italiani in grado di vincere alla Parigi-Roubaix:

  • Maurice Garin (1897 e 1898)
  • Serse Coppi (1949)
  • Antonio Bevilacqua (1951)
  • Felice Gimondi (1966)
  • Sonny Colbrelli (2021)

Tra le imprese più belle e da ricordare c'è certamente la vittoria nel 2021 di Sonny Colbrelli. In una Roubaix spostata ad ottobre per la pandemia del Covid 19 il bresciano della Barhain riuscì ad entusiasmare trionfando al termine di uno sprint tiratissimo contro Van Der Poel e Vermeersch in una giornata che sarà ricordata per le condizioni meteo tragiche e per la fuga meravigliosa dell'italiano Moscon poi giunto 4°.

Tra le delusioni più cocenti invece c'è da annoverare il 2° posto dell'edizione 1993 di Franco Ballerini. Il toscano fu autore di un attacco dalla lunga distanza in cui si portò dietro il francese Duclos Lassalle vincitore dell'anno prima. Il Ballero lavorò tutto il giorno trascinandosi dietro il francese che scongiurò più volte l'italiano di non staccarlo perchè tanto non avrebbe potuto batterlo essendo a corto di energie. Invece nello sprint a due nel velodromo di Roubaix fu proprio lui a spuntarla al fotofinish causando al compianto Ballerini una profonda crisi che lo portò anche a pensare al ritiro dalle corse.