Cosa perde il ciclismo italiano dopo il ritiro di Sonny Colbrelli

Pubblicato il autore: andrea terreni


Sono passati pochi giorni dall’annuncio, tutt’altro che a sorpresa, del ritiro dal ciclismo di Sonny Colbrelli. Bresciano di Desenzano del Garda, Colbrelli ha detto basta all’età di 32 anni compiuti il 17 maggio di quest’anno. Era nel pieno della maturazione agonistica, fisica e psicologica, una condizione che gli aveva permesso di raggiungere risultati eclatanti nella scorsa stagione, l’ultima corsa in modo completo.
Poi il terribile giorno al Catalunya in cui Sonny ha rischiato seriamente la vita e da li tutto è cambiato fino all’annuncio del ritiro.“Mi aspettano nuove sfide che voglio affrontare con il sorriso: su tutte il ruolo di ambasciatore della Bahrain Victorious, squadra che mi è stata vicina come una seconda famiglia. Continuerò a godermi ogni uscita che farò in bicicletta: anche se da oggi in poi sarà solo per divertimento e non per gareggiare“.

Il ritiro di Sonny Colbrelli: tutti i numeri del bresciano

Gli esordi in Bardiani

Sonny Colbrelli ha fatto il suo esordio nel ciclismo professionistico nel 2010 come stagista della Colnago CSF Inox (poi Bardiani) correndo il Giro del Veneto. Dopo una parentesi nella stessa squadra anche l’anno successivo ha disputato sempre con la Colnago CSF Bardiani l’intera stagione 2012 correndo anche il Giro d’Italia e ottenendo un 9° posto nella 13° tappa Savona-Cervere come miglior risultato. Sarà proprio alla Bardiani che Colbrelli legherà la prima parte della sua carriera, correndo con il team italiano fino alla stagione 2016 compresa.
La prima vittoria arriva il 20 Giugno 2014 nella 2° tappa del Giro di Slovenia e alla fine dell’esperienza in Bardiani le vittorie complessive saranno 15. Tra le più prestigiose da segnalare sicuramente la classifica generale del Tour de Limousin e il Trofeo Bruno Beghelli nel 2015, il GP Città di Lugano e la Tre Valli Varesine l’anno successivo.

La consacrazione con la Bahrain

Nel 2017 passa al neonato team mediorientale della Bahrein Merida che ingaggia diversi corridori italiani e tra questi Nibali, Visconti e Pellizzotti oltre allo stesso Colbrelli. Qui arrivano subito la prima vittoria nel World Tour grazie al successo nella seconda tappa della Parigi-Nizza. Chiude la prima stagione con 3 vittorie alzando le braccia al cielo anche alla Freccia del Brabante e alla Coppa Bernocchi. L’anno seguente le vittorie saranno 4 e di prestigio: una tappa al Giro di Svizzera e una al Giro del Dubai, ma soprattutto il successo al Gran Piemonte nel finale di stagione.

Il 2019 e il 2020 sono due stagioni interlocutorie in cui però l’affinità di Colbrelli con certe corse diventa sempre più sensibile. Da velocista resistente si trasforma in corridore classico a tutti gli effetti. E’ capace di attaccare sugli strappi, resistere alle lunghe distanze e regolare gruppetti in volata sfruttando lo spunto veloce di cui è stato sempre dotato.

Il 2021 è l’anno della svolta. In primavera non arrivano grosse soddisfazioni dalle classiche ma due belle vittorie al Romandia e al Delfinato, corse del calendario World Tour. La svolta arriva a cavallo dell’estate quando Colbrelli vince il Campionato Italiano e con la maglia tricolore conquista tappe e classifica generale al Benelux.
Il capolavoro poi Colbrelli lo fa nel Campionato Europeo di Trento. Resiste all’attacco di Evenepoel prendendone la ruota e non mollandola più fino al rettilineo finale. Qui con uno sprint regale fa doppietta Campionato Italiano e campionato Europeo. Quella da campione d’Europa è una maglia che porta fortuna a Sonny. Nella Parigi-Roubaix spostata ad ottobre e sotto un tempo da tregenda Colbrelli firma il capolavoro assoluto della carriera. Nel velodromo di Roubaix mette in fila Vermeersch e Van Der Poel riportando in Italia il prezioso sasso.

Questa è e resterà l’ultima vittoria di Sonny Colbrelli.

Il ciclismo italiano perde in un colpo solo, seppur per differenti motivi, Sonny Colbrelli e Vincenzo Nibali. Lo squalo al termine di una carriera favolosa, il cobra all’apice di un’evoluzione che è culminata con la conquista della Parigi-Roubaix. Colbrelli lascia il ciclismo dopo 11 stagioni complete da professionista e 34 vittorie.

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