Lopez risponde alle accuse di doping. Il comunicato
Miguel Angel Lopez è stato sospeso dall'UCI, in maniera provvisoria, per una possibile positività a un test antidoping e il possesso di sostanze proibite. Il corridore tramite comunicato nei suoi social, ha voluto chiarire ancora una volta la sua posizione in merito.

Lopez risponde alle accuse di doping. Il corridore è stato provvisoriamente sospeso dall'UCI dalle corse. La decisione è arrivata negli scorsi giorni per via di una potenziale positività ad un controllo antidoping e possesso di sostanza proibita. Inizialmente al corridore era stata concessa la partecipazione ai Mondiali di Glasgow, invece ora la situazione si complica notevolmente.
A rischiare una pesante squalifica non è solo il corridore, ma anche il suo ex team, la squadra kazaka dell'Astana. Infatti, qualora l'Uci dovesse confermare la positività del corridore con prove valide, il team incorrerebbe in una sospensione fino a 45 giorni. Come si evolverà la situazione? Intanto le indagini dell'UCI sulla vicenda proseguono.
Lopez risponde alle accuse. Le sue dichiarazioni
Il corridore Miguel Angel Lopez ha voluto rispondere alle accuse di doping e detenzione di sostanze proibite tramite un post che ha pubblicato sui social. Al riguardo si legge: "Mi è stata notificata dall’UCI la decisione di aprire a procedimento per violazione delle norme antidoping, in relazione al presunto uso per la mia parte di menotropina al Giro d’Italia nel 2022. Questo in virtù, presumibilmente, di informazioni inviate dal sommario dell’Operazione “ILEX”.
Il sottoscritto non è a conoscenza, in questo momento, degli esami e delle prove assunte in esame dell’UCI per adottare questa decisione, ma ovviamente vuole certificare che non ci sono prove oggettive del presunto doping, che tutti i risultati delle mie analisi e del mio passaporto biologico sono negativi.
Il sottoscritto non ha mai ricevuto, utilizzato e nemmeno richiesto alcuna sostanza proibita, nemmeno al Giro dall’Italia, né mai durante tutta la mia carriera sportiva, come del resto riportato all’epoca all’ITA, con la quale questo ciclista collaborò. Voglio garantire che utilizzerò tutti i mezzi legali a mia disposizione per pulire il mio nome. Inoltre chiedere, immediatamente, che la sospensione sia revocata con misura cautelare concordata, ritenendola del tutto sproporzionata. Anche tenuto conto che i fatti per i quali sono sospeso cautamente sono resi pubblici, conosciuti da più di 9 mesi, senza che io abbia spiegato o motivato in qualsiasi momento la necessità, l’origine e l’urgenza di suddetto provvedimento, nonché le ragioni che giustificano tale azione.
Lopez risponde alle dure accuse
Il post del corridore prosegue: "La decisione dell’UCI, 10 giorni prima il Campionato del Mondo di Glasgow, una sospensione precauzionale che non solo danneggia il mio onore e danneggia il presunzione di innocenza di questo ciclista, ma danneggia tutta la mia squadra, il TEAM MEDELLIN, la nazionale colombiana di ciclismo.
In definitiva, il bene a nome di tutta la comunità ciclistica internazionale, mettendo in discussione la mia carriera sportiva, senza che vi siano prove o risultati analitici avversi, senza avere intervenuto, rilevato o trovato in mio possesso sostanza di qualsiasi tipo. Apprezzo profondamente le espressioni di affetto dei fan e il supporto della mia famiglia". Ora non resta che attendere lo scorrere del tempo per conoscere l’epilogo di questa nuova vicenda legata al doping nel mondo del ciclismo. Intanto, la sua partecipazione al Mondiale con la Nazionale Colombiana è a forte rischio, se non definitivamente tramontata.