La crisi del calcio italiano: i giovani non ci sono o non ci si crede? Il confronto con Germania e Inghilterra ci condanna

Il disastro dell'Italia a Euro 2024 ha riportato d'attualità il tema della difficoltà dei giovani a farsi largo nei campionati nostrani. Uno studio sull'impiego dei nazionali Under 20 nell'ultima stagione fa impietosamente emergere il vero problema: i ragazzi non mancano, a scarseggiare semmai è la fiducia.

serie a

Sembrano trascorsi ben più di 10 anni da quel caldo pomeriggio brasiliano del 24 giugno 2014 a Natal, quando la sconfitta contro l’Uruguay certificò la seconda eliminazione consecutiva dell'Italia dalla fase a gironi di un Mondiale. I due lustri successivi ci hanno purtroppo insegnato ad aggiornare il libro dei primati negativi, fino alla brutta figura ad Euro 2024.

Attraverso il seguente studio, che prende in esame l'impiego nell'ultima stagione dei giocatori delle nazionali Under 20 di Germania, Inghilterra e Italia, proviamo a capire se davvero la mancanza di giovani di livello sia uno dei mali principali del calcio italiano.

Inghilterra patria dei giovani, anche senza seconde squadre

Proprio dopo il flop sudamericano del 2014 si iniziò a parlare di seconde squadre. All’attuale presidenza federale va dato il merito di averle fatte nascere nel 2018, dando il via libera all'iscrizione al campionato di Serie C. Iniziamo specificando che le seconde squadre non esistono in Inghilterra, dove nella stagione 2016-’17 è nata la Premier League 2, la versione locale del nostro campionato Primavera. Le squadre B, quindi, limitatamente ai tornei di vertice, esistono solo in Germania, in Italia, oltre che in Spagna e in Francia. In quest'ultimo paese, tuttavia, non sono ammesse ai tornei professionistici. Ciò che distingue Germania e Spagna da un lato e Italia dall'altro riguarda i limiti di età. Da noi le squadre B sono state impostate come Under 23, negli altri due paesi non ci sono vincoli anagrafici. La differenza si vede inevitabilmente a livello di risultati e competitività generale. Eppure, dai dati sulla localizzazione delle squadre di appartenenza delle rose di Germania e Italia U20, prese da Transfermarkt.it, si notano inaspettati punti di contatto.

Di seguito il numero di Nazionali Under 20 impiegati nelle seconde squadre di Germania e Italia nel 2023-2024:

Leggi anche:  Intervista esclusiva a Sergio Pellissier: “In Nazionale i più forti e non i più giovani, Kean il nuovo Vlahovic. Sulla lotta scudetto…”
NazioneN. GiocatoriGiocatori, squadre e categorie
Germania5Nahuel Noll (Hoffenheim II, 4a serie);

Silas Ostrzinski (Borussia Dortmund II, 3a serie);

Nnamdi Collins (Eintracht II, 4a serie);

Nicolas Oliveira (Amburgo II, 4a serie);

Raul Paula (Stoccarda II, 3a serie)
Italia4Paolo Vismara, Giovanni Bonfanti, Iacopo Regonesi (Atalanta U23, Serie C);

Alessandro Pio Riccio (Juventus Next Gen, Serie C)

Pur essendo arrivati in netto ritardo rispetto ai tedeschi e pur avendo avuto solo due squadre B fino alla primavera 2024, non possiamo lamentarci in termini quantitativi. Non finisce qui. Nella scorsa stagione 10 componenti della rosa dell’Italia U20 hanno militato in Serie B, contro gli 11 della Germania e gli 8 dell’Inghilterra. Numeri confortanti? Solo in parte. Una prima differenza sostanziale emerge infatti dalle squadre coinvolte e dalle rispettive ambizioni. Nessuno degli italiani ha militato in formazioni di vertice impegnate nella corsa alla promozione in Serie A. Si contano infatti quattro ragazzi alla Ternana, uno a testa per Ascoli, Catanzaro, Modena, Reggiana, Cittadella e Pisa. Eppure, nella top 5 degli Under 20 più utilizzati tra quelli militanti nelle seconde divisioni di Germania, Inghilterra e Italia, guidata da un fratello d'arte molto promettente, compaiono due dei tre italiani che hanno disputato l'ultima stagione da titolari in Serie B, insieme al pisano Tommaso Barbieri.

Di seguito la Top 5 Under 20 per minutaggio nei tornei di Seconda Divisione nel 2023-2024 in Germania, Inghilterra e Italia:

Leggi anche:  Intervista esclusiva a Sergio Pellissier: “In Nazionale i più forti e non i più giovani, Kean il nuovo Vlahovic. Sulla lotta scudetto…”
GiocatoreData di nascitaSquadraPartite - Min. GiocatiMedia minuti
Jobe Bellingham23/09/2005Sunderland45; 364581
Alessandro Marcandalli25/02/2002Reggiana35; 291884
Tom Rothe29/10/2004Holstein Kiel33; 268081
Robert Wagner14/07/2003Greuther Furth31; 254782
Antonio Raimondo18/03/2004Ternana38; 220058

La Serie B dei giovani? Il caso di Luca D'Andrea

Marcandalli è sì il giocatore con la media di minuti più alta, ma anche per distacco il meno "giovane" del pokerissimo. Raimondo ha giocato tutte le partite, ma quasi sempre da subentrante. Ecco uno dei nodi. Non è che in Italia i giovani scarseggino, a mancare è la fiducia nei teenagers veri e propri. Paradigmatico il caso di Luca D’Andrea. Il talentino di proprietà del Sassuolo, classe 2004, debuttò in A a 18 anni appena compiuti, nel settembre 2022, giocando da titolare cinque partite e sfornando anche un assist per Kyriakopoulos contro l’Atalanta, salvo sparire subito dai radar. Non fu abbastanza per spingere club di alta Serie B a chiederlo in prestito. Ad assicurarselo è stato il Catanzaro, tra le rivelazioni del campionato '23-24, ma senza l’apporto di D’Andrea. L'attaccante ha sommato solo 720 minuti, con appena sei presenze da titolare. In Germania ben 8 degli 11 componenti dell’Under 20 che hanno militato nella 2.Bundesliga nella stagione 2023-’24 sono stati protagonisti nelle prime 8 della classifica finale, quindi in squadre che hanno lottato per la promozione o l’hanno conquistata. E si sa che allenarsi e giocare in un contesto competitivo aiuta a crescere...

La Serie A "dimentica" gli Under 20 italiani: il dato sul campionato 2023-'24

La differenza si acuisce se si sale al piano superiore e si considera l'utilizzo degli Under 20 nelle prime serie nazionali. Qui l'Italia scompare, sommando poco più di 1500 minuti con appena tre giocatori. Uno solo, Filippo Terracciano, ha iniziato l'annata da titolare, con il Verona, salvo poi non vedere quasi più il campo da gennaio dopo il trasferimento al Milan. Pietro Comuzzo e Filippo Missori sono stati invece "invisibili" alla Fiorentina e al Sassuolo. Tutt’altri numeri quelli in arrivo da Inghilterra e soprattutto Germania. Anche nel primo caso gli Under 20 ad aver trovato spazio in Premier sono tre, come in A, ma con oltre 300 minuti in più rispetto all'Italia. Merito soprattutto di Archie Brown, titolare in Jupiler League con il Gent anche in Conference League. In Germania si sfiorano addirittura gli 8000 minuti, che divisi per quattro giocatori fanno poco meno di un'ora di impiego a partita. Il portiere Mio Backhaus e il centrocampista Anton Kade sono stati titolari nel Volendam, in Eredivisie, e nel Basilea. Frans Kratzig si è invece diviso tra la Bundesliga austriaca con l’Austria Vienna e addirittura quella tedesca con il Bayern, con cui ha debuttato in Champions League.

Di seguito i minuti giocati nella stagione 2023-2024 nei campionati di Prima Divisione dagli Under 20 di Germania, Inghilterra e Italia (fonte: Transfermarkt.it)

Leggi anche:  Intervista esclusiva a Sergio Pellissier: “In Nazionale i più forti e non i più giovani, Kean il nuovo Vlahovic. Sulla lotta scudetto…”
NazioneN. GiocatoriMinuti Giocati
Germania47692
Inghilterra32145
Italia31672

Insomma, i giovani italiani di valore ci sono, ma risultano "trasparenti". Non emergono e poco si fa per farli emergere. Che fare, quindi? Dare più spazio nelle scuole calcio alla tecnica individuale non può bastare. Per legge non è possibile imporre un numero minimo di giocatori italiani da tesserare. A confermarlo l’introduzione, che risale al 2004, del numero minimo di quattro giocatori formati nei vivai nostrani. I cosiddetti Association Trained Player, che sono spesso stranieri, ma non eleggibili per le nazionali, dal momento che i tempi per uno ius soli sportivo sembrano non arrivare mai. Non resta quindi che iniziare a puntare con decisione sui nostri ragazzi, anche per provare a vincere campionati. C’era una volta la Corea, poi c’è stata la Nuova Zelanda, la Macedonia del Nord e ora la Svizzera. Porre fine al giro del mondo delle figuracce è un imperativo. Farlo facendo crescere i nostri giovani e smettendo di considerarli "giovani" a 18 o 20 anni è possibile.