Giuseppe Vives a SuperNews: “Lecce piazza speciale, il Torino ora deve dimostrare di volersi salvarsi. Corsa Champions? Spero acceda il Napoli”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui

SuperNews ha avuto il piacere di intervistare Giuseppe Vives, ex giocatore, tra le altre, di Lecce e Torino. L’ex centrocampista partenopeo ha ricordato ai nostri microfoni gli anni trascorsi in giallorosso, periodo in cui conquistò la promozione in Serie A nel 2009-2010, ma anche quelli in cui ha indossato la maglia granata, altra tappa importante della sua carriera. Vives si è poi espresso sull’attuale stagione del Toro e sugli appuntamenti di oggi riguardanti i play-off di Serie B: in particolare, il match Venezia-Lecce delle 20.45. Infine, il nostro intervistato ha fatto il punto della Serie A, indicando chi tra Milan, Napoli e Juventus possa conquistarsi un posto in Champions League.

Giuseppe, Lecce è stata una tappa importante della tua carriera: sei stato il capitano della squadra e hai vinto il campionato di Serie B nel 2009-2010. Che esperienza è stata per te? Hai un ricordo particolarmente significativo legato al Salento?
È stata un’esperienza bellissima. Io arrivavo dalla Serie C, e ho avuto la possibilità di giocare in Serie B grazie a Zeman, che mi aveva notato in una partita. L’allenatore ha deciso di darmi questa possibilità. Ricordo di aver esordito subito, fin dalla prima partita, quindi ho provato un’emozione grandissima. L’anno dopo, poi, abbiamo vinto il campionato cadetto e abbiamo ottenuto la promozione in Serie A, che credo sia il sogno di ogni bambino. Per questo motivo, Lecce è stata la tappa più importante della mia carriera, quella che mi ha permesso di giocare nella massima serie. Ho un grande ricordo della città, ho tanti amici, lo stesso Giacomazzi è stato mio testimone di nozze. Ho scoperto Lecce, per me prima un po’ sconosciuta, e posso dire che “piangi quando arrivi e quando te ne vai”.

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Anche nel Torino hai indossato la fascia da capitano, totalizzando 151 presenze dal 2011 al 2017. Come definiresti i tuoi sei anni a Torino? Cosa ha significato per te vestire la maglia granata?
Torino è stato uno step superiore per me. Ho fatto fatica a lasciare Lecce, una piazza a cui ero fortemente legato, però sono davvero grato per aver avuto l’opportunità di Torino: ho avuto modo di capire cosa significhi indossare la maglia del Toro, di vivere “lo spirito granata” e di conoscere da vicino la storia del Grande Torino. Inoltre, anche con il club granata, ho avuto la fortuna di vincere il campionato di Serie B, di arrivare in Europa League e di giocare con calciatori davvero importanti. Il Toro mi ha fatto crescere tantissimo e mi ha dato la possibilità di fare quel “passo in più” nella mia carriera.

Proprio il Torino, attualmente, si trova quartultimo in classifica, a quota 35 punti, seguito dal Benevento, che invece ne ha 32. Il vantaggio del Toro sul Benevento ci permette di pensare che, in qualche modo, sia da considerarsi più salvo che a rischio oppure no?
No, non credo che il Torino sia salvo. Purtroppo, i granata si trovano in una situazione non facile, ne sono una dimostrazione le ultime due partite. In queste situazioni si prova un po’ di paura, come credo l’abbia provata ieri il Benevento: in 11 contro 10, sopra di un gol, è riuscito a prendere un gol al 90esimo. Questo è sintomo di non tranquillità. La stessa cosa sta succedendo anche al Toro. Spero che i granata non si ritrovino a rincorrere la salvezza nell’ultima partita, perché sarebbe davvero dura giocarsela in una partita secca, dove basterebbe un episodio per decidere le sorti della gara. Adesso il Torino deve dimostrare la sua voglia di salvarsi: basta chiacchiere, ora bisogna solo fare risultato.

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Il Lecce oggi giocherà la semifinale di andata dei playoff in trasferta a Venezia. È una sfida decisiva? Sono due squadre alla pari o una delle due potrebbe avere un punto di forza in più sul quale puntare per vincere questa gara?
Si tratta di una semifinale play-off, quindi si affrontano squadre forti. Il Venezia gioca un grande calcio, conosco Paolo Zanetti, con cui ho avuto il piacere di fare un ritiro nel mio primo anno a Torino, e fa giocare davvero bene la squadra. Anche il Lecce gioca un buon calcio. Probabilmente, i giallorossi hanno una rosa un po’ più ampia e dei giocatori più esperti. Credo che sarà una partita difficile, sono match particolari, in cui anche un solo episodio può fare la differenza.

Milan, Napoli e Juventus si giocheranno un posto in Champions nell’ultima giornata di Serie A. Chi pensi potrà conquistarlo? Chi lo meriterebbe di più, secondo te?
Ieri il Milan ha sprecato un importante match-point contro il Cagliari. Se i rossoneri avessero portato a casa il match, avrebbero fatto un passo decisivo per la conquista della Champions League. Al contrario, adesso gli uomini di Pioli dovranno giocarsi l’accesso in Europa contro l’Atalanta, e non sarà semplice battere la squadra di Gasperini. Non è facile per nessuna squadra affrontare la Dea. Anche per il Napoli non sarà facile, però i partenopei giocheranno in casa, vengono da buoni risultati e hanno tutta la voglia di raggiungere il posto in Champions. La Juventus dovrà fare punti a Bologna, e credo che i rossoblù giocheranno il match al meglio delle loro possibilità, come ha fatto ieri il Cagliari. Personalmente, spero che sia il Napoli a conquistare l’accesso alla Champions League, poi, secondo me, se lo giocheranno Milan e Juventus.

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Quale degli allenatori di Serie A è stato, a tuo avviso, il valore aggiunto per la sua squadra?
Faccio i complimenti a Vincenzo Italiano, che ha raggiunto la salvezza alla guida di uno Spezia con tanti giovani, senza nomi che, su carta, abbiano grandissimo valore, e che ha saputo giocarsela con tutte le squadre. Italiano non ha avuto paura, ha fatto il suo gioco su tutti i campi, e soltanto così credo che ci si possa salvare in Serie A. È stato sicuramente lui il valore aggiunto di questa stagione.

Atalanta-Juventus sarà la finale di Coppa Italia, che si disputerà mercoledì 19 maggio. Ci si può aspettare maggiormente un passo falso da parte della Juventus oppure da parte della Dea? Come credi che finirà?
Come ho detto, affrontare l’Atalanta è difficilissimo. Credo che la squadra di Gasperini, in questo momento, abbia qualcosa in più rispetto alla Juventus, per questo credo che possa essere lei a vincere la Coppa Italia.

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