Massimo Paganin a SuperNews: “Con Correa, più soluzioni per l’attacco di Inzaghi. In Champions, Milan l’italiana con il girone più difficile. Cifre monstre del calcio di oggi? Sistema non sostenibile, serve tetto salariale”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone.


SuperNews ha avuto il piacere di intervistare Massimo Paganin, ex giocatore, tra le tante, di Inter, Atalanta, Bologna. Con l’ex difensore vicentino, classe 1970, siamo andati indietro nel tempo, negli anni trascorsi con la maglia nerazzurra, quella che gli ha consentito di vincere la Coppa Uefa nel 1993-1994, per poi analizzare le prestazioni delle squadre italiane in questo inizio di campionato. Infine, Paganin ha commentato il sorteggio di Champions League e si è espresso sulla necessità di un sistema calcio più sostenibile, dotato di un “tetto salariale” in grado di arginare le cifre e le offerte monstre dei top club europei.

Massimo, hai un passato da calciatore che merita di essere ricordato. Con l’Inter, in particolare, hai totalizzato 107 presenze e hai vinto anche la Coppa Uefa nel 1993-1994. Come sei approdato sulla sponda nerazzurra? E che ricordi hai degli anni con la maglia dell’Inter?
Dobbiamo andare un po’ indietro negli anni. Sono approdato all’Inter dopo l’esperienza nella Reggiana, nel ‘90-91, e dopo quella dell’annata successiva con il Brescia, club con cui ho vissuto la prima esperienza in Serie A. Sono arrivato all’Inter nel 1993-1994. Mi sono trasferito alla Pinetina e ho vestito la maglia nerazzurra per quattro anni. Ho dei ricordi bellissimi di quegli anni, molto emozionanti. L’Inter mi ha permesso di giocare ad un livello calcistico altissimo, e questo per me è stato un privilegio. Sono infinitamente contento e grato al club nerazzurro, perché mi ha permesso di realizzare i miei sogni. Ognuno può scrivere all’interno della storia di un club delle pagine importanti o anche solo poche righe, non importa: l’importante è essere stati parte di questa storia. E io sono estremamente orgoglioso di questo.

Oggi l’Inter, come molte squadre italiane, si trova a fronteggiare problemi economici di non poco conto. Un esempio lampante è stata la cessione di Romelu Lukaku, un giocatore che fino a quel momento sembrava una pedina inamovibile per i nerazzurri, e che invece, davanti alla gigantesca offerta del Chelsea, alla fine ha ceduto e ha scelto la Premier League. Cosa ne pensi della scelta del giocatore belga? Ti aspettavi che lasciasse l’Inter, soprattutto dopo le dichiarazioni d’amore rivolte al popolo e alla squadra nerazzurra?
Mi hanno insegnato che “le parole se le porta via il vento”. Purtroppo, anche se vengono fatte delle promesse o delle dichiarazioni importanti, possono subentrare delle dinamiche che possono cambiare totalmente le carte in tavola, e così è stato per Lukaku. Nel calcio di oggi, purtroppo, difficilmente ci si può legare ad un club. Credo che nel caso di Lukaku ci sia stato un vantaggio reciproco per entrambe le società. In particolare, l’Inter con la cessione dell’attaccante belga ha potuto fare altri acquisti importanti e acquisire/investire soldi in un momento economico delicato, non solo per la società nerazzurra, ma per il calcio italiano in generale. E’ difficile competere con le società inglesi, che hanno introiti televisivi che sono quasi quattro volte quelli del nostro campionato, e che hanno un potere di spesa così elevato. L’Inter ha fatto una scelta dettata dalla portata dell’offerta: in un caso del genere, nessun giocatore è più indispensabile, soprattutto in un contesto di momentanea difficoltà societaria.


Da circa un anno e mezzo, poi, il Covid ha peggiorato drasticamente la situazione e creato notevoli difficoltà ai club del nostro campionato. Tornando alla cessione dell’attaccante belga, la società nerazzurra ha fatto la scelta che ha ritenuto giusto fare in questo particolare momento, ma ci tengo sempre a precisare che è il club a far grande il giocatore, e non il giocatore a far grande il club. I calciatori vanno e vengono, la società rimane. Lukaku ha fatto una scelta personale, ha deciso di andar via. Bene: il club lo saluta e  volta pagina. Il bello e il brutto dello sport è proprio questo: da una stagione all’altra si possono anche cambiare tutti i giocatori, ma la società resta. L’Inter è una buona squadra, è ripartita bene e ha preso un allenatore in grado di valorizzare la rosa a disposizione. Non si deve pensare a quello che era o che poteva essere, ma si deve ripartire da quello che può essere fatto d’ora in avanti. La squadra di Inzaghi possiede ancora quell’orgoglio, quella determinazione, quella cattiveria agonistica e quella voglia di dimostrare che chi è andato via aveva torto. Credo che la maggior parte dei nerazzurri abbiano la consapevolezza di avere cucito sul petto uno scudetto, e questa consapevolezza si percepisce sul campo.

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Joaquin Correa è uno degli acquisti post Lukaku. L’attaccante ex Lazio si è presentato alla tifoseria nerazzurra con una doppietta che ha ribaltato il risultato del match contro il Verona. Che ne pensi dell’argentino? Questa squadra sarà in grado di far pentire Antonio Conte di averla lasciata?
Non lo so, ma bisogna far pentire chi è andato via. Per quanto riguarda Correa, credo sia un ottimo giocatore. Si è presentato bene con la doppietta all’esordio, e non deve fermarsi, perché ci si aspetta molto da lui e credo che abbia ancora molto da dare alla squadra. L’argentino è stato un acquisto importante perché consente ad Inzaghi di lavorare su più fronti e di adottare soluzioni diverse in attacco. Questo è un grande vantaggio, dal momento che l’Inter giocherà tre differenti competizioni: più giocatori con caratteristiche differenti saranno a disposizione, più Inzaghi potrà proporre strategie e soluzioni offensive diverse in partite che possono risultare complicate.

La Juventus ha iniziato questo campionato con un pareggio contro l’Udinese e con una sconfitta per 1 a 0 contro la neopromossa Empoli. Che cosa non ha funzionato nella squadra di Allegri?
Non si guarda mai in casa d’altri, perché è difficile capire quali siano le dinamiche che regolano lo spogliatoio e la squadra in generale. Sicuramente Allegri dovrà trovare il più velocemente possibile il suo 11 titolare. Pensavamo che la Juventus non potesse avere problemi a ripartire e a occupare già i primi posti della classifica, ma così non è. Ricordo anche, però, che nella stagione 2015-2016 i bianconeri vinsero il campionato nonostante due sconfitte subite nelle prime due giornate. Per questa ragione, credo siano dei problemi che risolveranno nel più breve tempo possibile. Inoltre, bisogna dire che è andato via un giocatore come Ronaldo, che garantiva più di 30 gol a stagione in tutte le competizioni,  quindi non facilmente sostituibile. Tuttavia, credo che la Juventus abbia la forza per sopperire a questa mancanza e per riallinearsi presto alle altre squadre. In questo inizio di campionato mi ha sorpreso molto la Lazio, così come la Roma. Credo che ci siano tante antagoniste per lo scudetto, la Juventus non è il solo club al quale stare attenti.

Domanda sul Milan: dopo la dolorosa cessione di Donnarumma, come vedi i rossoneri di Pioli? L’arrivo di Giroud potrà risultare decisivo per questa stagione?
Il Milan ha fatto molto bene la scorsa stagione. La squadra è cambiata poco rispetto lo scorso anno. E’ vero che i rossoneri hanno perso Donnarumma, ma Maignan è un buon portiere. Anche per il Milan vale lo stesso discorso fatto per l’Inter: vanno via giocatori importanti, ma ne arrivano altri altrettanto importanti. Indipendentemente da tutto, credo che il Milan sia stato costruito sulla base della giusta filosofia. Stefano Pioli è cresciuto molto come allenatore nell’arco di questi anni: ha dato serenità e consapevolezza all’ambiente, e il secondo posto raggiunto la scorsa stagione ne è la prova. Nella prima conferenza stampa, l’allenatore ha dichiarato che “questo Milan è il più forte che abbia allenato”, quindi immagino che, per ottenere un risultato ancora migliore, in questa stagione cercherà di lottare per lo scudetto, così come farà l’Inter, la Lazio, la Juventus, ecc. All’inizio tutti i club partono per ottenere risultati importanti, ma non sempre è facile, e soprattutto dipende dal lavoro svolto nell’arco della stagione. Non è facile dare continuità, e credo che in questo l’Inter sia avvantaggiata, perché ha dimostrato, anche negli anni scorsi, di avere una struttura solida, in grado di affrontare e superare le difficoltà, anche quelle che si presentano nel corso della stagione. Sul lungo periodo, questo fa la differenza all’interno di una stagione caratterizzata da un grande equilibrio tra le squadre in corsa per lo scudetto, un equilibrio che probabilmente non c’era mai stato prima.

Capitolo Roma: due successi su due per Mourinho, con la vittoria per 3 a 1 contro la Fiorentina e quella per 0 a 4 in trasferta contro la Salernitana. Si intravede già il lavoro dello Special One su questo gruppo?
Direi di sì, soprattutto sull’aspetto mentale. La Roma ha dimostrato in questi anni di essere un’ottima squadra, ma molto discontinua, con alti e bassi importanti nel corso della stessa stagione. Per questo, credo che Mourinho stia lavorando prevalentemente sull’aspetto mentale di questo club, cercando di dare la giusta consapevolezza e mentalità vincente alla squadra. Questo si è visto sia nella Conference League sia nelle prime giornate di campionato, dove la Roma è riuscita a vincere contro la Fiorentina, una squadra in grado di fare cose importanti e molto scomoda da affrontare nell’arco della stagione, quindi il club giallorosso rientra nella categoria delle squadre alle quali bisogna far attenzione. Quest’anno, poi, credo che il tecnico portoghese sia riuscito a dare più equilibrio alla squadra, quindi sono sicuro che la vedremo giocare bene e mettere in difficoltà le altre big del nostro campionato.

Cosa ne pensi del “dream team” costruito dal PSG e delle cifre esorbitanti del calcio attuale, in cui rientra l’offerta da 180 milioni del Real Madrid allo stesso club parigino per portare tra i “Blancos” Kylian Mbappè? E’ sostenibile un sistema di questo tipo?
No, non è sostenibile un sistema di questo tipo, perché si continua a sforare verso l’alto. Non credo ci siano infiniti soldi da spendere e soprattutto che possano rientrare nel sistema calcio. Quindi, sicuramente si dovrà mettere “un tetto” a questo tipo di spesa, cercando di limitarla per quanto possibile, affinché il sistema calcio diventi sostenibile non solo per i grandi club, ma anche per tutti gli altri. Saranno poi l’UEFA, la FIFA e le varie federazioni all’interno dei vari paesi ad occuparsi di questo, ma a mio modo di vedere è questa la strada da intraprendere, altrimenti avremo come risultato dei grandissimi problemi e buchi finanziari. Non si può continuamente sforare verso l’alto e agire in un sistema che funziona in questo modo. Questa è la mia personalissima opinione. Un giocatore come Mbappè, che all’anno guadagna 17 milioni e mezzo netti, capisco che voglia di più, ma sinceramente faccio fatica a comprendere tutto questo. Soprattutto, chi lo accontenta dovrebbe iniziare a ragionare in maniera differente.


Se ci fosse, come ho già detto, un tetto salariale, non ci sarebbero più queste problematiche: ci sarebbe un massimo da poter spendere ed entro cui muoversi, un massimo che, comunque, rimane fuori da ogni logica. Non voglio fare moralismi, perché questo è un sistema di cui facevo parte anche io, però mi rendo conto che il sistema può vivere e sopravvivere senza problemi anche senza queste cifre. Invece di investire esclusivamente verso l’alto, si potrebbe investire anche verso il basso, per cercare di dare ossigeno a questo sistema. Per quanto concerne il PSG, tutti i club hanno la loro storia, e lo stesso Paris si confronterà con club che hanno una storia più importante, con squadre che sono forti, strutturate e in grado di competere con chiunque. Sulla carta, mi dispiace, non vince mai nessuno. Ricordo un Brasile fortissimo, probabilmente fuori da ogni logica, nel mondiale di Germania 2006, ma che non vinse la competizione perché formato esclusivamente da grandissimi giocatori. Pochettino dovrà gestire uno spogliatoio non facile, pieno di grandi personalità. Sono curioso di vedere cosa succederà. Ora il PSG ha una grande responsabilità, perché se non vince si attirerà le critiche, ma anche in caso di vittoria si tenderà a dare i successi per scontati, visto il gruppo assemblato. Quindi, ripeto, la responsabilità del club è grande, e non è sicuramente facile lavorare con una pressione di questo tipo, anche perché, a livello europeo, ci sono delle squadre attrezzate in grado di mettere in difficoltà la squadra parigina.

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Tra le neopromosse, quale squadra ti ha sorpreso piacevolmente in queste prime due giornate per aver espresso un buon calcio?
Non ho avuto modo di vedere le partite di Venezia e Salernitana. So che hanno subìto delle sconfitte, quindi sicuramente sono quelle più in difficoltà in questo momento. Ho invece avuto modo di vedere l’Empoli, che è riuscita a vincere a Torino, con un buon calcio espresso non solo contro la Juventus, ma anche contro la Lazio nella prima giornata di Serie A. Mi piace il sistema di gioco di Andreazzoli, il 4-3-1-2 con un trequartista e due punte: grazie al suo allenatore, la squadra ha acquisito un’identità precisa e gioca a viso aperto con tutte le avversarie. Gli azzurri potranno far bene quest’anno, credo se la giocheranno fino alla fine per restare nella categoria, perché ci saranno anche Venezia, Salernitana, Spezia e qualche altro club a lottare per non retrocedere.

Sorteggio Champions League: chi delle italiane passerà agevolmente il girone?
Agevolmente nessuna, ma credo che tutte le italiane abbiano la possibilità di passare. Forse il Milan ha il girone più complicato, ma trovandosi il club rossonero in quarta fascia non ci si poteva aspettare un sorteggio differente. Credo che l’Atalanta possa essere l’italiana in grado di incidere più nel suo girone, perché ha trovato delle squadre più o meno alla pari, ad eccezione del Manchester United. Nonostante ciò, gli uomini di Gasperini potranno giocarsela contro i Red Devils, che ho visto giocare in questi giorni e che possono essere messi in difficoltà. In ogni caso, credo che tutte e quattro le italiane possano passare questa prima fase. In particolare, l’Inter, fresca di scudetto, ha trovato Real Madrid, Shakhtar e Sheriff. Quello che i nerazzurri cercheranno di fare quest’anno è passare i gironi eliminatori, cosa che non è accaduta negli ultimi due anni. Nel percorso di crescita di una squadra c’è la necessità di consolidare una posizione e migliorarla attraverso le prestazioni, ed è quello che dovrà fare l’Inter quest’anno: bisognerà passare il primo turno e poi, grazie a questi risultati, cresceranno autostima, fiducia e tutti quei requisiti per poter far ancora bene nei prossimi anni.

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