Interviste D valore, Sadek Youssef: “Il ritorno dei tifosi influisce parecchio. Sono loro il bello del calcio”

Pubblicato il autore: Vincenzo Palumbo Segui

Sadek Youssef
La rubrica Interviste D valore ospita Sadek Youssef, centrocampista del Ghiviborgo VDS. Il giovane calciatore, classe 1999, nonostante la giovane età vanta già diverse esperienze: Sanremese, Foggia, Luparense, per citarne alcune. Sadek Youssef si è messo in mostra con la squadra primavera della Virtus Entella. La sua eccellente visione di gioco lo ha portato alla realizzazione di ben 8 assist nella stagione 2017/18.

Benvenuto Sadek Youssef, dopo Sanremese e Rieti sei passato al Ghiviborgo VDS. Cosa ti ha spinto a compiere questa scelta? Alla tua età
quali sono i fattori determinanti con il quale decidi di vestire una maglia piuttosto che un’altra?
Grazie per il benvenuto. La spinta che mi ha portato a scegliere Ghiviborgo è stata la chiamata da parte di mister Bifini, che ho avuto l’anno scorso per metà stagione alla Sanremese e con il quale mi sono trovato benissimo. Alla mia età, cerco un ambiente che mi permetta di crescere e di dimostrare il valore con l’allenatore che crede in me.

Come ti sei avvicinato al mondo del calcio?
Al calcio mi sono avvicinato quando mio padre mi accompagnò a fare una prova con la squadra del mio quartiere, a San Lazzaro di Savena. Se tutt’ora sto continuando ad inseguire il mio sogno, questo lo devo a mio nonno, che ha creduto sempre in me, portandomi ovunque.

Qual è il tuo ricordo più bello? Ci racconti un’esperienza negativa che ti ha aiutato a crescere?
Il mio ricordo più bello è quando andai in prova alla Virtus Entella e, alla fine della prova, il giorno stesso mi dissero che mi avrebbero preso. Un’esperienza che mi ha aiutato a crescere è stata quella di Foggia: nonostante abbia giocato poco sono cresciuto tanto, soprattutto dal punto di vista caratteriale.

I numeri non mentono mai e tu riesci a fornire molti assist. A quale calciatore ti ispiri? 
Un giocatore che mi piace tantissimo e a cui somiglio per la duttilità e il dinamismo è Cuadrado.

Anche se in Serie D non ci sono stadi con capienza di 40/50mila spettatori, secondo te, quanto può influire il ritorno dei tifosi sugli spalti?
Il ritorno dei tifosi influisce parecchio. Sono loro il bello del calcio.

Cos’è il calcio per te?
Per me il calcio è tanto. Ci vuole grande fame e spirito di sacrificio se si vuole provare a fare qualcosa di importante. Mi auguro di fare una grande stagione a livello di squadra e individuale.

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