Emanuele Bastia a SN: “Quest’anno mi impegnerò a giocare Open di alto livello”

Pubblicato il autore: Vincenzo Palumbo

emanuele bastiaUmiltà, testa sulle spalle e tanta voglia di fare. In questo modo si è presentato Emanuele Bastia, giovane tennista che SuperNews ha avuto il piacere di intervistare. Emanuele Bastia nel 2021 si è notevolmente migliorato sia nel gioco che nei risultati. Vincitore della speciale classifica della Road to Tennis Napoli Cup, ha conquistato la wild card che gli ha aperto le porte del tennis internazionale.

Benvenuto Emanuele Bastia. Un 2021 incredibile coronato dalla vittoria della wild card per la classifica Road to Tennis Napoli cup e la partecipazione al primo torneo ATP. Com’è andato il tuo debutto internazionale?
Si, il 2021 è stato un anno veramente bello, soprattutto inaspettato. Nel mio debutto internazionale non ho espresso il miglior tennis però guardando la cornice di pubblico che faceva il tifo per me, non potevo avere miglior esordio internazionale.

Il 2022 può essere l’anno della consacrazione. Come ti stai preparando per affrontare al meglio la stagione?
Non so se sarà l’anno della consacrazione. È successo tutto molto in fretta e devo ancora metabolizzare. Devo apprendere ancora molti miglioramenti e devo prendere più consapevolezza. Io ho sempre studiato e giocato poche volte a settimana. Quest’anno sto provando a fare full-time e non è facile abituarmi ai nuovi ritmi. Il tennis è uno sport difficile che richiede tempo per consacrarsi, ci sono tante sfaccettature da affrontare e tanti aumenti di difficoltà che pian piano sto cercando di superare.

Quest’anno quali saranno i tuoi impegni principali?
Quest’anno mi impegnerò a giocare Open di alto livello. Ora sto giocando per il Circolo Tennis Maurizio Longo Corsano dove ho la possibilità di allenarmi a tempo pieno e la squadra mi sostiene anche economicamente. Appena finita la Serie C, giocherò qualche torneo Futures per approcciarmi con continuità agli ambienti internazionali.

Per i giovani tennisti che si affacciano al professionismo, quali sono le difficoltà maggiori che si incontrano nel cammino di crescita?
Io credo che il tennis sia uno sport bellissimo ma davvero molto complesso. I momenti difficili in campo sono tanti perché sei da solo e un giorno magari ti senti fortissimo mentre il giorno dopo oppure a distanza di poche ore ti cambiano completamente tutte le sensazioni. Il cammino è pieno di incertezze. Bisogna avere una gran voglia di non mollare, accettando le sconfitte e gli errori. I giovani tennisti sono troppo legati al risultato, magari vogliono avere successo nel breve termine e non vedono i miglioramenti. Purtroppo in questo contribuiscono pure i genitori che inconsciamente non sempre sono un aiuto per i ragazzi. Inoltre c’è da considerare l’aspetto economico. Se non si gioca per una squadra che ti sostiene economicamente in tutto quello che fai, resti solo. Non tutti hanno la possibilità di pagarsi gli allenamenti e tutti gli attrezzi da lavoro: racchette, corde, scarpe. Poi devi metterci anche i soldi per girare e andare a fare i tornei.

Dal tuo punto di vista, c’è differenza strutturale e organizzativa tra le società di tennis del Sud Italia e quelle del Nord?
Non ho moltissima esperienza di scuola tennis perché mi sono sempre allenato nell’Accademia Tennis di Napoli e al massimo ho cambiato allenatore. Dal mio punto di vista posso dire che forse al Sud Italia si allena poco il servizio. Non so se è un fatto di allenamento e metodologia o solamente un caso però riscontro che diversi giocatori del Nord Italia hanno una marcia in più nel servizio.

Oltre al tennis, quali sono i tuoi progetti futuri?
Io sono laureato in economia e il mio sogno è quello di gestire un’attività per conto mio, magari in ambito sportivo. Nel tennis cerco di fare quanta più strada possibile, entrare nella classifica ATP e raggiungere il mio massimo.

C’è un tennista al quale ti ispiri?
Il tennista al quale mi ispiro è Sebastian Corda. Vedo una vaghissima somiglianza tra me e lui nelle prese e nel modo di portare i colpi. Purtroppo non siamo neanche lontanamente paragonabili però in lui mi ci vedo molto.

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