Omar El Moudden a SN: “Lavoriamo per rappresentare con orgoglio il Sud e la Basilicata. Mondiali di Volley? Francia e la Polonia favorite”

Pubblicato il autore: Enzo Palo

omar el mouddenSuperNews ha avuto il piacere di intervistare Omar El Moudden. Il libero del Cave del Sole è figlio d’arte, infatti il padre in passato ha rappresentato la nazionale del Marocco. Classe 2002, dopo un’ottima stagione in Serie A2 si è riconquistato il posto in squadra e quest’anno ha alzato le sue ambizioni. Omar El Moudden ci ha svelato il suo sogno nel cassetto e ha detto la sua sulle possibilità di vittoria della nazionale italiana impegnata in questi giorni nei Mondiali di Volley.

Benvenuto El Moudden Omar. Dopo un’ottima stagione sei stato confermato anche quest’anno come libero del Cave del Sole. Contento di questa scelta?
Sono molto contento della fiducia che la società, il Presidente e il mister Barbiero hanno riposto in me. Lo scorso anno ho cercato di apprendere il più possibile per migliorare e questo mi ha spinto ad impegnarmi molto. La riconferma è stata una gratificazione personale e soprattutto un ulteriore incentivo per fare sempre meglio.

Quest’anno la A2 è molto competitiva con tanti ottimi club. Qual è l’obiettivo del Cava del Sole?
La riconferma mi fa sentire parte di un progetto di crescita non solo personale ma di tutta la squadra che con il duro allenamento sta lavorando per essere competitiva e rappresentare con orgoglio il Sud e la Basilicata. Inoltre penso che sicuramente riusciremo a far bene e ad esprimere le nostre potenzialità poiché siamo un gruppo misto formato da tanti giovani e da gente che ha tanta esperienza. Lavorando giorno dopo giorno come stiamo già facendo da 3 /4 settimane, riusciremo a toglierci tante soddisfazioni.

Quali sono invece i tuoi obiettivi?
Ho degli obiettivi molto fermi e sono quelli di migliorare in tutti i fondamentali. Essendo ancora molto giovane devo lavorare giorno dopo giorno per confermarmi il posto in questa società e per essere nel mio ruolo, una certezza per la squadra.

Il ruolo del libero è un ruolo chiave nella pallavolo. Per i meno esperti, ci spieghi le difficoltà principali del tuo ruolo e come le affronti?
Le difficoltà del libero sono tante, è una continua sfida per essere sempre più specializzato nei propri compiti. Il libero deve sempre tenere la propria ricezione su alte percentuali di successo, difendere e recuperare palle impossibili. Serve quindi una buona preparazione atletica e soprattutto bisogna possedere una grande forza mentale, essere perseverante, convinto delle proprie responsabilità e lavorare sodo!

Sono in corso i Mondiali di Volley maschili e a breve inizieranno i femminili. Dove può arrivare l’Italia?
Dopo la vittoria degli Europei maschili, l’Italia sicuramente ha dimostrato la propria forza ed essendo una squadra molto giovane può essere una mina vagante. Sta disputando un bel mondiale ma credo anche che battere i campioni olimpici in carica della Francia sia molto difficile.
Per quanto riguarda l’Italia femminile penso che sicuramente sia la favorita per la vittoria finale. L’obbiettivo di questa nazionale è far crescere le giovani e fargli fare tanta esperienza per prepararle al meglio per le future competizioni.

Quali sono le nazionali favorite?
Penso che le nazionali favorite per la vittoria di questi mondiali siano in primis la Francia e la Polonia. La nazionale transalpina è una squadra collaudata, composta da grandissimi giocatori che hanno vinto tantissimo come Earvin Ngapeth (il mio giocatore preferito) e hanno un sistema di gioco molto equilibrato. Dopo queste due corazzate secondo me ci sono anche gli USA ad ambire alla vittoria.

Il tuo sogno nel cassetto?
Da piccolo mio padre, ex nazionale pallavolo Marocco, mi ha inculcato l’amore e la passione per questo sport. Da bambino mi portava ai suoi allenamenti e il mio primo mister è stato proprio lui. Voglio rendere fiero mio padre e anche mia madre che ha, ormai, abbandonato l’idea di vedermi medico. Il sogno di mio padre è diventato il mio e sarei felice di fargli l’accredito per venirmi a vedere in una partita di Superlega.

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