A Budapest obiettivo massimo raggiunto per Vettel

Pubblicato il autore: daniele conti Segui

Che l’Hungaroring fosse un circuito stregato per le Rosse lo si sapeva già prima del weekend ungherese, e se n’è avuta conferma con le prove libere di venerdì. Dove si predilige l’aerodinamica anziché la potenza del motore, la Ferrari soffre da anni, correndo col solo obiettivo del podio. La maggior sofferenza era attesa sul giro secco, una vera tragedia su una pista in cui è difficilissimo sorpassare.

Difficoltà già nelle libere per le Rosse

In apertura di fine settimana, nella sessione di libere che contano, le seconde del venerdì, la scuderia di Maranello ha girato dietro alle Mercedes e alle Red Bull, dimostrando come fosse poco competitiva con l’assetto da gara. Appena meglio aveva fatto nel primo e nel terzo stint, con Vettel a rimediare in entrambi i casi il terzo posto. Hamilton ha dominato in queste ultime due frazioni, limitandosi ad inseguire le macchine austriache nel secondo parziale.

Qualifiche opache da 2a e 3a fila

Le cose non sono andate affatto meglio al sabato pomeriggio, confermando il trend della prima parte del weekend. Per la Ferrari una macchina in seconda fila, con Leclerc quarto, e una in terza, con Vettel a seguire il compagno di scuderia. A preoccupare maggiormente è stato il distacco di quasi mezzo secondo dalla pole position di Verstappen, sintomo di una scarsa competitività sul giro secco che sarebbe stata pagata anche il giorno seguente vista la difficoltà nel superare qui a Budapest.

Gran Premio Budapest 2019: il miracolo di Vettel

La partenza ha subito dato speranze ai nostri a causa del duello tra le Mercedes che ha visto Bottas perdere terreno e posizioni, prima da Hamilton e da Leclerc, poi anche da Vettel nel corso del primo giro. Dopo qualche tornata si capisce che il finlandese abbia problemi all’alettone anteriore danneggiato nel duello col compagno di team, ed è costretto a rientrare ai box venendo subito estromesso dalla lotta per il vertice. Come da copione la gara scivola via senza troppe emozioni fino a metà del suo corso, quando la girandola di pit stop rimescola momentaneamente le carte. Verstappen ed Hamilton si scambiano lo scettro, con l’olandese che riprende la vetta dopo le soste.

Le emozioni latitano, con la corsa che mantiene inalterati i valori di tutto il weekend: ci sono due macchine superiori alle altre che devono accontentarsi delle briciole. A pagare alla fine è la strategia delle Frecce d’Argento che anticipano il secondo pit stop di Lewis rimandandolo sul tracciato con gomme morbide. L’inglese macina giri veloci e si avvicina al pilota al comando che entra in crisi di gomme. Per l’olandese reggere fino al termine è impossibile: è costretto alla seconda sosta e a dire addio alla vittoria. Dietro all’inarrivabile duo le Ferrari fanno ciò che possono. Vettel supera il compagno a due giri dal termine e si prende il podio, con due posizioni recuperate dal via. Per le Rosse una magra consolazione quella di essere le ultime due macchine non doppiate: il distacco dal vincitore super il minuto.

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