Ferrari, con le modifiche punta al primo posto nel Gp d’Ungheria

Pubblicato il autore: Silvia Zanchi Segui

Il Gp d’Ungheria 2019 è stato vinto da Lewis Hamilton per la settima volta, seguìto da Verstappen (partito in pole position) e subito dopo da Vettel. Vedremo se il sei volte campione del mondo replicherà anche questa domenica 19 luglio sul circuito dell’Hungaroring. L’appuntamento per le pl1 è stato alle 11.00 e per le pl2 alle 15.30 di venerdì 17 luglio mentre le pl3 si disputeranno sabato 18 alle 12.00 e le qualifiche alle 15.00. La corsa sarà, come sempre, in diretta su Sky Sport F1, canale 207, domenica 19 luglio alle 15.10. Al momento Vettel è apparso in gran forma (primo con 1:40.464 3) mentre il monegasco era in difficoltà (decimo).

Delusione Ferrari al Gp di Stiria

Dopo il week-end a dir poco disastroso della Rossa in Austria (al Gp di Stiria) ci si aspetta di vedere quanto prima lo sforzo dei tecnici e dei piloti di MaranelloLeclerc, provando con foga ad inserirsi dove non c’era spazio, va letteralmente addosso al compagno di squadra Vettel distruggendogli l’alettone posteriore a poche centinaia di metri dalla partenza e danneggiando sia il suo alettone anteriore sia il fondo vettura. Tutto ciò ha reso inevitabile il ritiro di entrambi. Già nelle prove di venerdì scorso al Gp di Stiria la Ferrari era a ben 2’’ dalla Mercedes, un’eternità; Binotto osserva ed analizza tutto ma i tifosi aspettano i fatti. Lungi dal puntare il dito contro un solo professionista ma il malcontento è dilagante e ci si interroga se sia il caso o meno di cambiare qualcuno al vertice.
L’ingegnere cinquantenne, nato in Svizzera ma italiano nell’animo, ha ammesso: “la SF1000 non è all’altezza delle aspettative” e l’ad Louis Camilleri – sostenuto da John Elkann – pare abbia dato a Mattia Binotto un ultimatum. La monoposto 2020 infatti è si più veloce in curva rispetto al modello dell’anno precedente ma generalmente più lenta nei rettilinei, questo nonostante i grandi investimenti fatti nel sottosterzo e nella riduzione del peso. La Sf90 raggiungeva i 327 km/h mentre l’attuale si attesta intorno ai 318 km/h. Ottima gara invece per le Racing Point, davvero veloci e costanti. Renault, con Ocon ritirato e Ricciardo all’ottavo posto, ha presentato alla Federazione Internazionale dell’Automobile un reclamo ufficiale nei confronti della britannica RP per la somiglianza con la Mercedes 2019. I risultati di Lance Stroll (settimo) e Sergio Perez (sesto) hanno insospettito i francesi e così la Fia, dopo un’attenta analisi, ha deciso di aprire un’indagine. Secondo il regolamento in essere, infatti, ogni scuderia può utilizzare solo parti disegnate dal proprio team e pare che la Racing Point abbia “copiato” la squadra di Toto WolffHamilton, reduce da un insolito quarto posto, si è limitato a portare al traguardo un’auto che “va da sola” e dimostra per l’ennesima volta di essere di una spanna superiore a tutti gli altri. Ha inoltre guadagnato un punto in più in classifica per aver fatto il miglior giro sul Red Bull Ring di Spielberg. Evidente, dalla ripresa della stagione, la continua crescita di Red Bull con Verstappen arrivato terzo – nonostante la visibilità orribile a causa del diluvio – ed Albon quarto.

Cambi ai piani alti in Ferrari

Circola il nome di Antonello Coletta come futuro team principal per il Cavallino. Dal 1997 è responsabile delle competizioni Gt, è ex direttore sportivo di Forti Corse, Peugeot (1993) ed Alfa Romeo (1995). Dal 2014 è a capo anche delle corse clienti Ferrari. C’è poi chi rimpiange Maurizio Arrivabene, che cambiò strada dopo la dipartita di Sergio Marchionne (Zurigo, 25 luglio 2018). In sostanza non gli venne rinnovato il contratto in scadenza a fine 2018. Mattia Binotto, con il quale il bresciano non ebbe mai rapporti idilliaci, fu promosso così da direttore del reparto tecnico a team principal della scuderia Ferrari. Peccato però che ai vertici l’esperienza necessaria per essere vincenti in Formula 1 sia minima. L’amministratore delegato Louis Carey Camilleri, maltese nato nel 1955 ad Alessandria d’Egitto, si laurea in economia all’Hec di Lausanne, si trasforma abilmente da analista di mercato ad amministratore delegato di Kraft Food fino a divenire presidente di Philip Morris International (Ceo tra i più pagati d’America dal 2002) e Ad di Ferrari S.p.A. (dal 2018). Brillante mente finanziaria tiene alto il prestigio del marchio Ferrari nel mondo ma l’ultima stressante stagione potrebbe spingerlo a propendere per il nuovo Tp romano. Per riportare il Titolo Piloti in Ferrari (l’ultimo risale al 2007 con Kimi Räikkönen) serve molto di più, in primis il tempo che però, ormai, è agli sgoccioli.

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