F1 Gp Monaco, le pagelle: amarezza Leclerc, disastro Mercedes

Pubblicato il autore: Alessandro Vescini Segui

f1 gp monaco
Dopo la Spagna, la F1 è rimasta in Europa per il prestigioso gp di Monaco. Dopo la pole in qualifica, Charles Leclerc è stato costretto al ritiro prima dell’inizio della gara. Davanti a tutti è partito Max Verstappen che ha mantenuto la posizione fino alla bandiera a scacchi. Secondo un ottimo Carlos Sainz davanti a Lando Norris. Disastro Mercedes invece, con Lewis Hamilton settimo e Valtteri Bottas costretto al ritiro durante il pit stop. Vediamo nel dettaglio le pagelle.

Red Bull 9

Con una Mercedes in evidente difficoltà per la prima volta in questa stagione di F1, l’occasione che il gp di Monaco offriva era ghiotta. Ed è stata sfruttata alla perfezione. Primi sia nel campionato piloti che in quello costruttori, non accadeva dal 2013 per la scuderia austriaca. In una pista dove l’overcut è più potente dell’undercut, la scelta di tenere fuori Perez più a lungo ha giovato, permettendo al messicano di recuperare 5 posizioni rispetto alla griglia di partenza. Capolavoro sia da parte del muretto che da parte dei meccanici durante il pit stop. Verstappen 9, in un circuito come quello di Monaco, è difficile superare. Per questo era importante rimanere davanti dopo la partenza, visto il forfait di Leclerc. Ma Max partiva dal lato sporco della pista, al contrario di Bottas. Una caratteristica che contraddistingue l’olandese però è l’aggressività. Dopo il giro di formazione posiziona la sua vettura quasi in diagonale, pronto dopo lo spegnimento dei semafori a tagliare la traiettoria del finlandese. E così è stato. Da lì in poi per Max è bastato gestire le gomme fino alla fine. Primo posto a Montecarlo, un sogno fin da bambino come dichiarato da lui stesso e testa del mondiale. Era da Vettel 2018 che Hamilton non aveva un rivale così tosto. Il 10 gli manca solo perché senza Charles non ha dovuto faticare troppo per assicurarsi la vittoria. Perez 7, un quarto posto più merito della scuderia che di Sergio, ma per sfruttare queste occasioni bisogna essere pronti quando è il momento. E il messicano si è fatto trovare nel posto giusto al momento giusto. Male la qualifica, nono a 1 secondo dal compagno di squadra. Dopo le prime cinque uscite di questa stagione, Perez ha dimostrato di avere il passo gara per lottare per il podio a ogni gp ma di non avere la velocità necessaria sul giro secco.

Ferrari 8

L’elevato carico areodinamico sull’ala posteriore ha dato i suoi frutti. La Rossa è stata veloce tutto il weekend e la possibilità di vincere la gara è andata a concretizzarsi con il passare dei giorni fino alla pole position di Leclerc. La delusione per il monegasco però è tanta. Dopo l’impatto, la vettura numero 16 non sembrava danneggiata in modo irreparabile. Si parlava di un problema al cambio, con possibilità di sostituirlo ricevendo la penalità di 5 posizioni indietro nella griglia di partenza. Ma il gp di Monaco è forse quello in cui le prestazioni al top delle vetture di F1 sono meno determinanti. Ecco perché, in un campionato dove non ti giochi il mondiale, la scelta rischiosa di correre con un cambio danneggiato poteva starci. Ma poco prima dell’inizio della corsa è emerso un problema al semiasse sinistro nella monoposto di Leclerc, nonostante i meccanici di Maranello abbiano lavorato tutta la notte sulla macchina. Un danno così grave si poteva notare prima? Per ora non abbiamo una risposta. Nonostante tutto questo la Ferrari torna a casa con il primo podio stagionale, ma con l’amaro in bocca per non aver sfruttato un weekend nel quale è stata nettamente più veloce della McLaren, rivale al terzo posto costruttori. Leclerc 6, primo pilota monegasco a fare la pole a Montecarlo. La maledizione del Gran Premio di casa continua a colpirlo. Da quando ci corre, a partire dal 2016, non ha mai terminato una gara nel principato. Fino a 2 minuti prima della fine della Q3 è stato un weekend da 10 in pagella per Charles. Poi è arrivato l’errore per, come lui stesso ha ammesso, aver spinto troppo la vettura oltre i suoi limiti. L’errore è totalmente del pilota. Dopo le prove libere era emerso che durante la terza sessione di qualifiche sarebbe stato più importante il primo tentativo piuttosto che il secondo. Primo tentativo nel quale Charles aveva dato ben 2 decimi agli inseguitori. Per questo motivo l’aver esagerato nell’ultimo giro veloce non è perdonabile. Sainz 8, non solo Charles, ma anche Carlos è stato veloce per tutto il weekend. La pole non era tanto lontana e la frustrazione dopo l’incidente del compagno di squadra sta a dimostrare quanto lo spagnolo ci credesse. Il ritiro di Bottas gli ha spalancato le porte verso il secondo posto, ma il podio non è mai stato a rischio, nonostante avesse dietro Norris, Perez e Hamilton. Dopo i tanti cambi di scuderie tra i piloti, Sainz è quello che si è adattato meglio alla nuova vettura dimostrando di essere già un buon secondo pilota, ma di avere la velocità di fare punti importanti quando i big arrancano.

Mercedes 1

Gp di Monaco totalmente da dimenticare nella storia delle frecce d’argento in F1. Nelle prove libere di giovedì entrambi i piloti hanno riscontrato problemi con le proprie vetture, in particolare per quanto riguarda l’equilibrio, fondamentale in un circuito dove anche il minimo errore ti fa andare a muro. Dopo la prima giornata del weekend Hamilton ha indicato delle soluzioni di set up alla squadra che però ha deciso di non seguire. Risultato? Bottas terzo in griglia e Lewis addirittura settimo. Il peggio sembrava passato e la gara sarebbe stata corsa in ottica difensiva per limitare i danni. Ma i veri danni sono arrivati domenica. La decisione di far entrare ai box Hamilton per primo è inspiegabile, visto che l’undercut è inefficace a Montecarlo. Dopo il primo giro di pit stop il britannico si ritrova ancora settimo, solo grazie però ai ritiri di Leclerc e del compagno di squadra, altrimenti si sarebbe ritrovato in nona posizione. Ed è proprio con Valtteri che la frittata è stata cotta a puntino. Un pit stop che non ha precedenti nella storia della Formula Uno. Il finlandese è stato costretto al ritiro perché i meccanici non sono stati in grado di togliere la gomma anteriore di destra per sostituirla con la mescola nuova. Addio alle possibilità di vittoria e addio anche ai primi posti nei campionati piloti e costruttori. A Baku la scuderia tedesca metterà, dopo tanto tempo, le vesti di inseguitrice. Hamilton 4, l’auto non era un granché, ma un sette volte campione del mondo alla guida di una Mercedes non può rimanere per 3/4 di gara dietro un Alpha Tauri. Lewis è apparso nervoso fin dal primo giorno di weekend, soprattutto dopo il meeting fallimentare con la squadra. Dopo la “geniale” strategia a stenti tratteneva la rabbia nei team radio. Poi quando ha ricevuto la notizia che sarebbe stato dietro pure a Perez è esploso con un fin troppo pacato: “Come mai mi avete fermato?”. Sarà stata una domenica sera bollente in casa Mercedes. Bottas 6, per una volta senza colpe. Il suo lo stava facendo bene, con la possibilità di giocarsi la vittoria dopo il pit stop. Già appunto, dopo il pit stop.

McLaren 7

La nuova livrea utilizzata in occasione del gp di monaco l’ha fatta diventare la vettura più bella della F1. La velocità però non è stata allo stesso livello della bellezza. La nuova forma dell’ala anteriore ha permesso a Norris di essere competitivo con i primi. Ma se la si confronta alle prestazioni della Ferrari, alla scuderia britannica è andata bene. Dopo la gara mantiene il terzo posto in classifica limitando i danni e portandosi a casa un ottimo podio. Norris 8, un podio tanto sudato quanto meritato per quello che sta facendo vedere in questa stagione. Nell’ultima parte di gara ha difeso con le unghie e con i denti il terzo posto da un arrembante Perez, che si è dovuto arrendere sul finale. Se Ricciardo è arrivato in McLaren per vincere il titolo, prima di guardare i vari Hamilton e Verstappen dovrà guardarsi all’interno perché Lando va forte e la squadra sta puntando forte su di lui. Ricciardo 4, anonimo. Come quando ti consegnano un compito in bianco e tu, insegnante, hai pietà per lo studente e gli dai un quattro d’ufficio. Per tutto il weekend è stato lontanissimo dal compagno di squadra e in gara è arrivato addirittura a essere doppiato da Lando. Non credo serva aggiungere altro. Daniel dove sei?

Aston Martin 8

Dopo le prime quattro uscite di F1, l’Aston Martin è rinata al gp di Monaco. Forse perché le differenze tra le vetture si assottigliano, o forse perché veramente sta tornando quella che abbiamo ammirato la passata stagione. Come per la Ferrari, il maggior carico areodinamico sull’ala posteriore ha giovato. Ma non solo la monoposto ha sorpreso, ma anche le strategie. Stroll parte tredicesimo e con le gomme dure riesce a fare uno stint sufficientemente lungo da permettergli di entrare di prepotenza nella zona punti in ottava posizione. E da lì non si è più schiodato. Per quanto riguarda Vettel, la scelta di tenerlo fuori un po’ di più, non facendosi prendere dalla foga del pit stop di Hamilton ha permesso al tedesco di recuperare due posizioni dopo la sosta. Da Montecarlo escono con un bottino di 14 punti, balzando al quinto posto costruttori, obiettivo minimo per questa stagione. Vettel 8, è tornato quello di un tempo. In una pista dove il talento fa l’80% della gara, Seb si è risvegliato dal letargo non giustificato rispolverando i guanti da pilota di prime posizioni. “Driver of the day” più che meritato. Stroll 7, una gara in ombra che gli ha permesso di non essere notato mentre, giro dopo giro, recuperava secondi e posizioni. Già in partenza recupera due posizioni e poi gestisce bene le gomme fino a sfruttare il momento giusto per fermarsi ai box. Per un momento è stato addirittura un pericolo per Hamilton. Bravo!

Alpha Tauri 7

Ormai non sorprende più, la vettura uscita dalle officine di Faenza è un vero gioiellino, tanto da poter lottare per entrare nella top-5 di F1 e il gp di Monaco l’ha confermato. Gasly 8, in qualifica mette dietro le Alpine, le Aston Martin, Hamilton, Perez e Ricciardo. Diciamo che un risultato così non lo si può attribuire alla fortuna. In gara poi riuscire a tenere dietro un sette volte campione del mondo, tenendo conto la differenza di potenza tra le due monoposto, non è da tutti. Se la scuderia è così sorprendente, gran parte del merito va al francese. Tsunoda 5, in enorme difficoltà già dalle prime prove libere. Viene eliminato in Q1 e in gara finisce addirittura dietro alle due Williams. Dopo l’exploit del Bahrain ci aveva illuso, ma dobbiamo ricordarci che è un rookie e ha bisogno di fare esperienza.

Alpine 5

Dopo gli ottimi passi avanti visti nel doppio impegno nella penisola iberica, arriva un passo indietro. Come Ferrari e Aston Martin, aumentano il carico areodinamico sull’ala posteriore, ma senza ottenere i risultati sperati. Dopo il gp di Monaco, è difficile collocare l’Alpine nella griglia di F1. Sicuramente meglio rispetto a inizio stagione, ancora una volta una vettura va a punti, ma per lottare con Ferrari e McLaren non ci siamo proprio. Alonso 4, un veterano come lui viene eliminato in Q1 e per l’ennesima volta viene battuto dal compagno di squadra. In gara poi, è uno spettatore non pagante. Assieme a Ricciardo è tra le delusioni più grandi di questo inizio stagione. Ocon 6, se la scuderia francese fa punti, il merito è tutto di Ocon. Correre affianco all’asturiano poteva essere stressante per lui ma, al contrario, sta rispondendo bene alle pressioni e alle aspettative. Addirittura a un certo punto della gara, ha un vantaggio di oltre 40 secondi sul compagno due volte campione del mondo.

Alfa Romeo 7

Il gp di Monaco rappresenta un’ottima occasione per fare punti per i team minori e l’Alfa Romeo questa occasione l’ha sfruttata in pieno. Già dalle prove libere era sempre tra i primi dieci, o con Raikkonen o con Giovinazzi. Durante la gara è stata più veloce dell’Alpine. Il bottino finale è anche troppo povero per quello che ci hanno fatto vedere ma almeno ha cancellato il numero zero nella casella dei punti totalizzati. Raikkonen 6, ci è andato vicino alla zona punti. Bastava una safety car o un incidente davanti. Ma gli episodi non sono arrivati. Kimi ancora a secco quest’anno, ma i primi punti stagionali non tarderanno ad arrivare. Giovinazzi 8, finalmente raccoglie ciò che semina. Dopo i primi quattro Gran Premi sfortunati, Antonio è riuscito a portare a casa un punticino che vale oro. In qualifica porta la sua vettura fino alla Q3. In gara poteva arrivare addirittura ottavo, ma gli è mancato il guizzo per superare Ocon e non perdere i secondi necessari che hanno permesso a Stroll di restare davanti all’italiano dopo la sua sosta ai box. La conferma è sempre più vicina.

Williams 6

Solo un paio di safety car avrebbero permesso alla scuderia britannica di arrivare in zona punti. Non si vedono molti progressi ma forse stanno già pensando alla monoposto del 2022. Russell 6, troppo veloce per lottare con il fondo della griglia ma con una macchina troppo lenta per aspirare a qualcosa di più. Questo è quello che aspetterà a George per il proseguo di questa stagione. Se il prossimo anno la Mercedes non lo prenderà in considerazione, forse sarà il caso di accasarsi in un altro team che valorizzi il suo talento. Latifi 6, nella terza sessione di prove libere va a muro. Questo e mettere dietro Tsunoda sono i suoi highlights per questo weekend.

Haas 6

Durante il gp di Monaco, hanno dichiarato che non apporteranno migliorie alla vettura nel corso della stagione per concentrarsi sulla monoposto per il mondiale 2022 di F1. Nonostante ciò durante le prove libere sono riusciti a tenere dietro le due Williams, una piccola vittoria. Schumacher 5, distrugge l’auto nelle prove libere di sabato costringendo i meccanici a fare miracoli. In però i problemi sulla monoposto rimangono. Partire e arrivare dietro a Mazepin non è una cosa di cui andarne fieri. Mazepin 6, le aspettative su di lui erano alte. Ma Nikita delude tutti rispettando i limiti di pista, o quasi vista la bandiera bianconera, e non andando a incontrare in modo ravvicinato i famosi muri di Montecarlo. Prima sufficienza dell’anno per lui!

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