F1 Gp Spagna: Hamilton non sorprende più, Leclerc primo dei “normali”

Pubblicato il autore: Alessandro Vescini Segui

f1 gp spagna

Dopo il gp del Portogallo, la F1 è rimasta nella penisola iberica alla volta della Spagna. A vincere è ancora una volta Lewis Hamilton, che si riprende la posizione su Max Verstappen dopo che l’aveva persa alla partenza ai danni dell’olandese. Chiude il podio Valtteri Bottas. Ottimo Charles Leclerc con un sontuoso quarto posto, primo tra i “normali”. Sainz arriva settimo, a sandwich tra le McLaren. Vediamo nel dettaglio le pagelle.

Mercedes 9

Il circuito del gp di Spagna era ideale per le caratteristiche della vettura, ma per vincere la gara bisognava domare un esuberante ragazzino arrivato in F1 dall’Olanda. E la corsa è stata gestita perfettamente. Dopo il primo giro, la strategia è dovuta cambiare visti i due piloti che hanno perso entrambi la posizione su chi li inseguiva. Inizialmente Hamilton sembrava andare fino alla fine. Poi, vista l’evoluzione della gara, la durata del primo stint di gomme morbide è stata anticipata, per permettere a Lewis di avere una mescola più fresca rispetto a Verstappen. Poi se come team principal hai un cannibale come Toto Wolff, anche i minimi particolari sono importanti. Mentre Hamilton stava recuperando su Max, è stato rallentato da, chi se non, Mazepin. Furioso, Toto ha parlato in radio a Michael Masi, direttore Fia della gara, demandando le bandiere blu per il russo. Una sciocchezza per molti, ma in una battaglia per il mondiale così serrata, i dettagli sono fondamentali. Hamilton 10, beh che dire, non ci sorprende più ormai. Una partenza non ottimale, ma è stato previdente ad allargare la traiettoria lasciando passare Verstappen. Altrimenti il contatto era scontato e, di conseguenza, la gara rovinata. Ma da campione quale è non si scompone. Accorcia di giro in giro il distacco da Max mettendolo continuamente sotto pressione. Ma l’errore dell’olandese non arriva. Allora Lewis rimette le gomme morbide per andarlo a prendere e superarlo in pista. Più si avvicinava la fine della corsa, più le sue probabilità di vittoria aumentavano, e così è stato. Il 10 in pagella è per il “Driver of the day”, ma soprattutto per la 100esima pole in carriera. Bottas 4, senza quella monoposto non sarebbe arrivato a podio. Alla partenza si fa silurare da Leclerc all’esterno in curva 1. La differenza tra Mercedes e Ferrari è netta, ma Valtteri non riesce a superare Charles nonostante il drs a disposizione. Solo un undercut gli permette di riprendersi la posizione sul monegasco. Dopo il pit stop di Hamilton, è subito dietro all’inglese. Arriva il messaggio dai box: “Segui Lewis e andate a prendere Verstappen”. Detto fatto. Il giro dopo, Bottas ha perso 1 secondo e 2 decimi dal compagno di squadra. La sua gara è terminata lì. E invece no. Dopo la seconda sosta, Hamilton è dietro al finlandese. Quando arriva il momento di lasciarlo passare, Valtteri gli fa perdere pure tempo. Per fortuna della Mercedes non è stato determinante per il risultato finale.

Red Bull 5

Non era facile battere la Mercedes in questo gp di Spagna di F1 ma la strategia poteva sicuramente essere pensata meglio. Quando si è primi non si fa mai la prima mossa ma, quando devi combattere con una freccia d’argento per la vittoria, bisogna andare sul sicuro. Il primo pit stop di Max dura 4,2 secondi, troppi rispetto a come ci hanno abituato i meccanici della scuderia austriaca. Questo ritardo ha diminuito l’efficacia della strategia, tanto che anche l’olandese ha commentato con un “Ne parliamo dopo di questo”. La decisione di fare una strategia opposta a quella di Hamilton poi, non ha giovato. Con un secondo pit stop, Verstappen avrebbe subito l’undercut da Lewis ma da lì in poi ci sarebbe stata una battaglia in pista ad armi pari. Il punto del giro veloce limita i danni. Verstappen 9, se avesse vinto sarebbe stato meritato. Ma se contro hai un 7 volte campione del mondo, anche una prestazione al limite della perfezione non basta. Di prepotenza si prende la prima posizione alla partenza, “accompagnando” Hamilton all’esterno di curva 1. Prova la strategia con una sola sosta, consapevole che Lewis l’avrebbe raggiunto con gomme più nuove. Ma Max riesce a gestirle da veterano, tenendo più volte l’inglese sopra il secondo di distacco e costringendolo a cambiare strategia. Ma purtroppo non basta. A fine gara sconsolato ammette: “Era impossibile tenerli dietro”. Se il campionato piloti non è già chiuso è grazie a lui. Perez 5, in qualifica arriva ottavo accusando un dolore alla spalla. Una giustifica della stessa credibilità di uno studente che motiva l’assenza con “impegni famigliari”. In gara poteva tranquillamente lottare con Leclerc per il quarto posto, ma ha fatto fatica a superare Ricciardo. Sta facendo meglio dei suoi predecessori in Red Bull, ma per aiutare la scuderia nella corsa al mondiale costruttori serve molto di più.

Ferrari 8

Veloce tutto il weekend. Dopo il gp di Spagna, la vettura del 2020 sembra ormai una lontana parente dell’attuale in F1. Il podio era improbabile, ma per una parte di gara i tifosi della Rossa hanno intravisto una speranza. Bravi anche a gestire la strategia di Leclerc, non mettendo mai a repentaglio il suo quarto posto. La gara però era con le McLaren. I 6 punti guadagnati accorciano la distanza della scuderia di Maranello da quella britannica a sole 5 lunghezze. Leclerc 9. fenomenale, il vincitore della gara dei “normali”. Alla partenza supera un assonnato Bottas e tutti noi ci aspettavamo che il finlandese si riprendesse subito la posizione. Ma Charles non era d’accordo. Giro dopo giro, migliora il suo tempo personale tenendo dietro un pilota che ha una monoposto nettamente più veloce della sua. Il suo ingegnere gli comunica i distacchi da Ricciardo, suo diretto rivale, ma Leclerc di personalità chiede che gli vengano riferiti quelli da Bottas. Dopo il suo pit stop, gli viene comunicato: “Andremo fino alla fine”. E il monegasco gestisce in modo eccellente le gomme difendendosi senza problemi dai deboli assalti di Perez. Quando avrà la vettura competitiva ci farà divertire. Sainz 6, l’obiettivo era arrivare almeno davanti a una McLaren e ci è riuscito. Ma sia per la posizione di partenza, sia per come si è sviluppata la corsa, poteva fare di più. E anche Carlos ne è consapevole, come dichiarato in post-gara. L’undercut al primo pit stop gli permette di superare Ocon. Alla seconda sosta ai box invece, si ritrova attaccato a Ricciardo con la stessa gomma. Ma, nonostante il drs, non è riuscito a superarlo. Se vuole contribuire alla causa “Terzo posto costruttori” deve fare di più.

McLaren 6

Un gp di Spagna complicato per la terza forza di questa F1 2021. Entrambi i piloti però sono riusciti a recuperare una posizione rispetto alla posizione in griglia al via. Questo fa ben sperare per le prossime gare del calendario. Strana la difficoltà in qualifica, uno dei punti di forza della scuderia britannica. Norris 5, sottotono tutto il weekend. Partiva come terzo nella classifica piloti, ma porta a casa un bottino di 4 punti. Mai realmente vicino al compagno Ricciardo e a Sainz, nemmeno in qualifica che di solito è il suo cavallo di battaglia. Costretto a mettersi le vesti di secondo pilota, lascia passare con facilità Daniel, in battaglia con Carlos. Per non farsi mancare nulla riceve anche una bandiera bianconera, a un passo dalla penalità. Ricciardo 7, lotta per tutta la gara con Perez, nonostante la differenza tra le due vetture. Pian piano comincia ad accorciare il distacco dal compagno di squadra. Se continua così, il podio è questione di tempo.

Alpine 6

Come la Ferrari, ha dimostrato di essere veloce per tutto il weekend. Altro gp a punti e altro allungo sull’Alpha Tauri. Per lottare con la Rossa e la McLaren per il podio la strada è ancora lunga ma, dopo due Gran Premi deludenti, stiamo vedendo la Alpine rispettare le aspettative. Alonso 5, è la seconda volta consecutiva che si fa battere dal compagno di squadra e uno come Fernando non se lo può permettere. Sempre attorno alla zona punti ma all’asturiano è mancato quel guizzo per raggiungere la decima posizione. Colpa della strategia o del pilota? Ocon 7, discorso opposto ad Alonso. Mettersi dietro per due volte di fila un due volte campione del mondo non è scontato. In qualifica poi ha sorpreso tutti con un quinto posto, davanti alle due McLaren e a Sainz. Dopo il gp del Portogallo e di Spagna, la riconferma in F1 è sempre più vicina.

Aston Martin 5

Dopo il gp di Spagna, possiamo confermare che la Racing Point vista l’anno scorso in F1 è un lontano ricordo. Arrivano in Catalogna con un nuovo pacchetto areodinamico, ma i risultati non cambiano. Arrivare un Q3 è sempre più difficile e in gara sono sempre troppo lenti rispetto ai rivali. Se poi il pit stop di Vettel è 1,5 secondi più lento rispetto a quello di Alonso, le possibilità di fare punti si allontanano. I soli 5 punti messi a referto dai due piloti dopo 4 gare ne sono la conferma. Vettel 5, si sapeva che in Aston Martin non avrebbe lottato per il titolo fin dal primo anno, ma non ci si aspettava che i suoi rivali fossero i due piloti dell’Alfa Romeo e Russell. Seb sta seguendo la brutta piega presa nel 2020. Vediamo se sarà in grado di aiutare nello sviluppo della monoposto e nella crescita di Lance. Stroll 6, l’unico che ci prova. Nonostante un auto inferiore a Gasly, Ocon e Alonso, fino agli ultimi giri è lì a battagliare con loro. Il fatto che i 5 punti totalizzati dalla scuderia sono suoi, dimostra che non è lì perché “figlio di”. In realtà sì, ma l’impegno non gli manca.

Alpha Tauri 5

Dopo l’exploit delle prime due uscite, sono emersi evidenti problemi di affidabilità. A Tsunoda, prima nelle seconde prove libere, poi soprattutto durante la gara, gli si spegne l’auto per un problema elettronico. Gasly ha avuto per tutto il weekend problemi di understeering e il suo pit stop da 6,7 secondi gli ha cancellato ogni possibilità di arrivare nono. Il decimo posto è anche troppo per quello che abbiamo visto. Un’altra grana è la gestione del rookie giapponese. Il carattere e la voglia di fare bene ricordano il giovane, non che adesso sia vecchio, Max Verstappen. Ma i risultati sono ben lontani dal fuoriclasse olandese. Per stare tra i top-5 bisogna alzare l’asticella. Gasly 5, un decimo posto ma con tanto rammarico. Al di là degli errori del team, Pierre poteva decisamente fare meglio. Non nella prestazione generale, dove ha recuperato le defezioni della squadra, ma nei dettagli. I 5 secondi di penalità presi per aver messo male l’auto in griglia per la partenza erano evitabili e hanno pesato nell’economia della gara. Tsunoda 4, va bene la voglia di fare bene, ma bisogna restare umili e rispettare il proprio ruolo. Durante la terza sessione di prove libere si lamenta della vettura dicendo letteralmente: “La macchina è inguidabile”. Immediata la risposta dal muretto chiedendogli di calmarsi. Le scuse sono poi arrivate, ma l’atteggiamento visto finora è di una testa calda.

Alfa Romeo 4

Non è una monoposto da zona punti, però in ogni gara bisogna essere pronti a sfruttare le occasioni che capitano. Se poi fai rientrare Giovinazzi per sfruttare la safety car, il minimo è avere le gomme pronte. È la terza volta che capita in questa stagione che l’italiano è penalizzato da errori della sua scuderia. Non si può solo sperare che Kimi faccia il miracolo. Raikkonen 6, sempre vicino alla top-10, solo l’auto inferiore gli ha impedito di siglare i primi punti. Purtroppo senza ritiri o un alto numero di safety car è difficile per il finlandese arrivare tra i primi dieci. Giovinazzi 6, esente da colpe, ancora una volta. L’impegno c’è, prima o poi arriverà anche la fortuna.

Williams 6

Stesso discorso dell’Alfa Romeo. Con Russell quest’anno c’è possibilità di fare punti. Russell 6, è l’anno della consacrazione. Nelle prime quattro uscite ha surclassato il compagno di squadra, e lotta più con Kimi e Vettel che con le Haas. Il prossimo anno molto probabilmente lo vedremo in Mercedes. Latifi 5, la sedicesima posizione è il miglior risultato stagionale. Ma se confrontato al suo compagno di squadra, non c’è competizione. Almeno sta volta è arrivato davanti alle due Haas, ma lui ha la vettura più veloce.

Haas 6

Poco da dire sulla scuderia, le difficoltà sono enormi. Ormai è la cenerentola della griglia e arrivare a finire la gara con entrambe le monoposto è già un buon risultato. Schumacher 6, con la vettura che si ritrova ha fatto il massimo. In partenza recupera due posizioni poi la differenza con le altre auto si è fatta sentire. Non sembra guidare la stessa macchina del suo compagno di squadra. Mazepin 3, più che pilota è un ostacolo per gli altri. Ogni volta che un pilota deve fare un doppiaggio e vede il retro della Haas targata numero 9, sa già che sarebbe più facile superare Hamilton. Già nelle prime prove libere intralcia Leclerc che ormai si è rassegnato ai suoi comportamenti. Poi in Q1 ha ricevuto la penalità per aver rallentato Norris nel giro lanciato. Arretrato di 3 posizioni, dalla 20esima alla 20esima, e 1 punto di penalità, se mai gli verrà tolto.

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