F1 Gp Baku, le pagelle: Perez opportunista, big a secco. La Ferrari c’è

Pubblicato il autore: Alessandro Vescini Segui

f1 gp baku

Dopo il Gp di Monaco, la F1 ritorna su un altro circuito cittadino, quello di Baku. Dopo l’assenza dallo scorso calendario per via del Covid-19, il Gran Premio dell’Azerbaijan si è ripresentato con un look nuovo. Da quest’anno infatti, è stata modificata la curva del castello, nella quale Leclerc andò a schiantarsi nel 2019 con quel suo famoso team radio: “I am stupid”. Cambia la pista e cambia il vincitore. A trionfare è Sergio Perez, che sfrutta l’assist involontario del suo compagno di squadra Max Verstappen. L’olandese infatti, in pieno controllo della gara e saldamente al primo posto, finisce improvvisamente a muro per lo scoppio della posteriore sinistra. Dopo il ritiro di Max, c’è stato il primo assaggio di sprint race nella storia della F1 al gp di Baku. Ripartiti dopo la bandiera rossa, i piloti hanno dovuto completare gli ultimi due giri rimanenti, tutti con le soft appena montate. Chiudono il podio uno strepitoso Sebastian Vettel e un sorprendente Pierre Gasly. Charles Leclerc, partito dalla pole, arriva quarto. Carlos Sainz solo ottavo. Vediamo nel dettaglio le pagelle.

Red Bull 9

Veloce tutto il weekend. Nel gp di Baku l’ala flessibile ha dato un ulteriore vantaggio alla vettura, al limite però delle regole di F1. L’abbassamento sul rettilineo di 3 millimetri ha permesso alla monoposto di avere meno resistenza all’avanzamento, guadagnando parecchi decimi a giro sulle rivali. Soprattutto in un Gran Premio come quello dell’Azerbaijan, dove l’ultimo settore è praticamente un unico rettilineo, questi minimi dettagli fanno la differenza. E in gara si è visto. Ma oltre agli accorgimenti tecnici, la velocità dei meccanici ai pit stop ha fatto la differenza. La sosta di Max è di soli 1.9 secondi, ha permesso all’olandese il sorpasso su Hamilton. Solo la sfortuna ha impedito una doppietta Red Bull con giro veloce. Ma la fortuna aiuta gli audaci. Per questo motivo, classifica piloti invariata e un +26 sulla Mercedes nei costruttori. Verstappen 7, il favorito del weekend. In qualifica però aveva steccato, nonostante avesse avuto a disposizione la scia di Perez per il giro lanciato. Dopo la giornata di sabato era apparso visibilmente stizzito. Insoddisfazione trasformata in fame durante la gara. Nessuno gli avrebbe potuto togliere la vittoria, tranne il caso. Un piccolo pezzo di detrito va a forare una ruota già usurata dal degrado. Visto il finale però, Max può comunque sorridere. Perez 9, la qualifica non è il suo. Il messicano parte sesto. Ma allo start supera Sainz e Gasly portandosi subito a ridosso del podio. Per grande parte della gara poi, è stato il più veloce del tracciato. Poi la Dea Bendata è arrivata in soccorso di Sergio regalandogli la sua prima vittoria con la scuderia austriaca. In Red Bull cercavano un pilota all’altezza di Verstappen per andare all’assalto della Mercedes e Perez, gara dopo gara, sta dimostrando di avere i requisiti. A -36 dalla vetta, è da prendere in considerazione?

Ferrari 7

Se Monaco era un circuito ideale alle caratteristiche della Ferrari, curve lente e trazione in uscita, il Baku aveva come difetto uno dei rettilinei più lunghi della F1. Ma in Azerbaijan la Rossa si è dimostrata incredibilmente veloce anche nel dritto rispetto agli altri. Se il passo gara non è ancora all’altezza per lottare per la vittoria, il giro secco è già ai livelli di Red Bull e Mercedes. Non bisogna però esaltarsi, poiché le caratteristiche dei gp di Monaco e Baku erano favorevoli alla scuderia di Maranello, ma la strada intrapresa è quella giusta per ritornare in alto in F1. Terzo posto costruttori conquistato, ma la favorita resta la McLaren. Leclerc 7, vederlo lottare con Hamilton e Verstappen, anche se solo per pochi giri, è un piacere per gli occhi. Seconda pole position consecutiva, anche se c’è da ringraziare Lewis per avergli fatto da trenino. Ma per sfruttare le occasioni, bisogna essere al posto giusto al momento giusto. E Charles ha fatto un settore centrale, quello guidato dov’è richiesta l’abilità del pilota, tale da avvicinarsi abbastanza al britannico. In gara però manca ancora il passo gara per vincere le gare. Nonostante questo quarta posizione portata a casa, anche se il podio era davvero alla portata. La frenesia di voler superare subito Gasly alla ripartenza dopo la bandiera rossa, l’ha fregato. Sainz 5, in Q3 va a muro regalando la pole al compagno. Non brillante sabato ma sempre vicino ai primi. Dopo la partenza però, subito dopo aver messo le gomme dure al pit stop, commette un errore che gli compromette la gara. In curva 3 va al bloccaggio, ritrovandosi fuori dalla zona punti. I tempi sul giro però sono buoni e pian piano risale la cima, posizione dopo posizione. Ottava posizione per lo spagnolo, ma il rammarico è tanto. Senza quell’errore poteva mettersi dietro entrambe le McLaren.

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Mercedes 5

In netta difficoltà anche al gp di Baku, con il netto rischio che la corsa al Mondiale di F1 prendesse una brutta piega. Ma quando in pista non sei il più veloce, cerchi di trovare altre vie, pure quelle legali. Il vecchio volpone di Toto Wolff va a parlare con Fia dell’ala posteriore della Red Bull. Che l’abbia fatto solo per provocare i rivali o per indebolirli il risultato l’ha comunque ottenuto. A partire dal Gran Premio di Francia infatti, la Federazione prenderà provvedimenti a riguardo andando a modificare i parametri di verifica. Ma prima di pensare al futuro c’è un presente in cui era obbligatorio limitare i danni. E se hai un pilota che fa letteralmente i miracoli, non puoi fargli perdere la posizione sul suo diretto rivale per una sosta lunga 4.3 secondi. Hamilton 5, il miglior risultato nelle prove libere è stato settimo. Questo faceva presagire una gara a inseguire sperando un’improbabile rimonta. Ma Lewis in Q3 tira fuori il coniglio dal cilindro piazzando la sua monoposto in seconda posizione. In gara sorpassa subito Leclerc e si prepara a una gara prettamente difensiva. Al muretto però, hanno idee diverse. Infatti, dopo il pit stop, si ritrova dietro Verstappen e Perez. Prova a riprenderli, ma come dichiara lui stesso: “It’s impossible to keep up”. Ma le divinità della Formula Uno erano intenzionate a premiarlo, causando il ritiro di Max. Da una tragica situazione di -15 dall’olandese, in un batter d’occhio si ritrovava a + 14 sul rivale. Con una sprint race di soli due giri, nella quale partiva secondo, Hamilton si è trovato davanti a un bivio: rischiare un sorpasso sul messicano, in una pista dove basta poco per andare a muro, ma così facendo mi porto a + 21 oppure optare per una fine corsa più conservativa e portare a casa un bottino impensabile domenica mattina? Più vinci, più diventi insaziabile. La scelta del britannico però,  non ha ripagato. Posizionatosi sulla seconda casella della griglia, la sua auto comincia a fumare vistosamente, in particolare nella zona dei freni. Risultato? Probabilmente il surriscaldamento è stata la causa del bloccaggio in curva 1 che gli è costato la gara. Un errore da rookie. Bottas 0, stessi problemi di Lewis, ma in Q3 si qualifica decimo, peggior risultato da quando è in Mercedes. Anche se con set up differente, la vettura è la stessa. Ma mentre il suo compagno di scuderia lottava per la vittoria e si assicurava il podio, Valtteri veniva infilato giro dopo giro da tutta la griglia. Unica consolazione non essere arrivato dietro Williams e Haas, un’umiliazione che in casa Mercedes non avrebbero accettato. Ogni anno dichiara di puntare al titolo. Forse lo fa per dare contenuti alla troupe di Netflix in vista della nuova stagione di “Drive to Survive”. Perché puntualmente dopo le prime uscite si taglia fuori dalla corsa al Mondiale piloti. Ma a differenza degli anni passati, serve anche il suo apporto per la lotta al campionato costruttori. Salvo clamorosi colpi di scena, questa è la sua ultima stagione con le frecce d’argento.

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McLaren 5

Anche nel gp di Baku la scuderia outsider della F1 2021 è in ombra. La situazione non è allarmante per i tifosi della scuderia britannica, ma con una Ferrari così in crescita, non possono certo accontentarsi di questo sviluppo della vettura. Le energie degli ingegneri sono già orientate verso il 2022, ma la terza posizione è da conquistare. E in termini economici non è un discorso da sottovalutare. Norris 6, come lui stesso ha ammesso la quinta posizione è oro che cola. Dopo la qualifica è stato retrocesso di 3 posizioni per non aver rispettato la bandiera rossa e aver continuato in pista invece che rientrare ai box. Alla partenza poi perde 4 posizioni al primo giro. È bravo però a rimontare e farsi trovare pronto a sfruttare i vari ritiri e le safety car. Ricciardo 5, in Q2 va a muro per il bloccaggio dell’anteriore sinistra. In gara poi rimane nascosto nell’ombra. La zona punti è pura fortuna, ma in questo sport serve pure quella.

Alpha Tauri 9

Miglioramenti a vista d’occhio per la scuderia di Faenza. Al gp di Baku è arrivata la definitiva consacrazione: l’Alpha Tauri può arrivare in top 5 a ogni gara di F1. Sempre veloci, il podio è il giusto riconoscimento per un team satellite che in punta di piedi sta entrando nella lotta per le posizioni che contano. Gasly 9, primo nella terza sessione di prove libere. Quarto in Q3 ma sempre vicino alla pole. In gara però si pensava che potesse cedere la posizione alle vetture che gli stavano dietro, ma Pierre non solo si prende la posizione su Leclerc al pit stop, ma anche lo tiene dietro a distanza di sicurezza per tutta la gara. Il podio infine se lo guadagna difendendo di rabbia la terza piazza proprio sul monegasco, alla ripartenza dopo la bandiera rossa. Terzo podio dal ritorno in Alpha Tauri: merita un top team? Tsunoda 7, dopo settimane difficili, causa gli scarsi risultati e il caratteraccio che aveva dimostrato di avere, ci si aspettava che il rookie si tranquillizzasse. Ma il giapponese fa proprio il contrario. Partito settimo, quando gli viene chiesto di aumentare il ritmo risponde con un secco: “Shut up!”. Risultato? Settima posizione confermata. Ma attento Yuki: finché i risultati ci sono, puoi permetterti questi atteggiamenti.

Aston Martin 9

Finalmente abbiamo visto qualche sprazzo della vettura rosa del 2020. In Azerbaijan è stato il trionfo della strategia, per entrambi i piloti. Il podio di Seb è il giusto riconoscimento. Ora sono tornati in corsa per il quinto posto costruttori, ma bisognerà mantenere questo trend per raggiungere l’obiettivo. Vettel 10, il “Driver of the Day”. Qualificatosi undicesimo, ma con il colpo in canna per arrivare in Q3 salvo incidente di Ricciardo, si riscatta la domenica. Dopo 5 prestazioni opache, al gp di Baku è tornato il Seb che tutta la F1 conosce. Le condizioni della pista suggerivano un basso degrado delle gomme e il tedesco ha colto al volo l’opportunità. Con il primo stint di soft, mentre il resto della griglia si fermava attorno al decimo giro, Vettel resta fuori fino al ventesimo. Questo gli permette di piazzarsi subito dietro a Leclerc. Ma oltre alla strategia, è arrivato anche il guizzo del campione. In pochi giri infila sia il monegasco che Gasly piazzandosi in quarta posizione. Da lì non si muove più. Poi, sfruttando le due uscite dei contendenti al titolo, si ritrova al secondo posto. Primo podio con la scuderia Aston Martin. Ora ci hai ingolositi: ci aspettiamo altre prestazioni del genere Seb! Stroll 7, a muro nel Q1. Questo errore sembrava avergli compromesso il weekend. Ma con la strategia di partire con le gomme bianche, ritorna in piena corsa per la zona punti pur essendo partito dal fondo della griglia, in diciannovesima posizione. Poi anche per lui, una foratura alla posteriore sinistra lo costringe al ritiro. La Pirelli ha affermato che entrambi i ritiri, di Max e di Lance, non sono stati causati dal degrado eccessivo della tenuta delle mescole ma dai detriti in pista. Solo sfortuna quindi per Stroll.

Alpine 7

I progressi si cominciano a vedere. La decisione di avere una power unit depotenziata, per assomigliare il più possibile al 2019, sembra giovare. Anche se il vero motivo è che l’occhio è già puntato verso il 2022. Alonso 8, una super sesta posizione. Per la prima volta in stagione batte Ocon in qualifica. Prima della gara dichiara la pista: “Un mix tra Monaco e Monza”. E se a Montecarlo aveva deluso, in una pista “simile” a Monza non può fallire. Apparso stanco nel finale della corsa, al momento della ripartenza tira fuori nuovamente gli occhi da leone compiendo i sorpassi decisivi per la sesta piazza. Ocon 6, un po’ in ombra sabato, ma comunque partiva dodicesimo. Troppa poca gara per giudicarlo, visto che il ritiro non è stato causa di un suo errore ma di una perdita di potenza. 6 d’ufficio per Esteban.

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Alfa Romeo 7

Seconda gara consecutiva a punti. Finalmente la scuderia svizzera è pronta a sfruttare le occasioni che si palesano durante i Gran Premi. Vederla distanziarsi da Williams e Haas è un sospiro di sollievo. Raikkonen 7, tante volte vicino alla zona punti, ma mai dentro i dieci. A Baku ha gestito bene tutte le situazione nel corso della gara. Finalmente è arrivato il momento anche dell’uomo di ghiaccio mettere il numero uno vicino alla casella dei punti totalizzati. Giovinazzi 5, dopo l’ottima prestazione del gp più lussuoso di F1, a Baku va a muro in Q1. Partito ultimo, recupera subito 5 posizioni al via. Nonostante un pit stop precoce, appena al terzo giro, riesce a rientrare fino all’undicesima posizione. I rimpianti sono tanti.

Williams 4

Nelle seconde prove libere perde potenza l’auto di Latifi, la stessa cosa succede a Russell nelle terze. Durante la gara la possibilità di arrivare decimi non era tanto astratta, ma George si ritira per un problema e il canadese riceve 10 secondi di penalità per non essere entrato nella pit lane durante la safety car. A dargli l’ordine era stato l’ingegnere. Per raccogliere i dati necessari allo sviluppo della vettura del 2022, serve che i piloti completino più giri possibili. Se si fermano ogni tre per due però, è dura. Russell 6, è l’ultimo anno di sofferenza. Poi, viste le prestazioni di Bottas, lo aspetta un sedile in Mercedes. E lì avrà l’occasione di dimostrare il suo talento, che già ci ha fatto assaggiare al gp di Sahkir del 2020 quando, anche se solo per una volta, ha corso per il team tedesco, stravincendo il confronto con il finlandese. Latifi 6, spento, ma senza l’errore ai box sarebbe arrivato davanti alle Haas, unico obiettivo stagionale per il canadese.

Haas 5

Stesso discorso della Williams. Poi l’episodio del pit stop di Mick è il simbolo della stagione 2021 della Haas. L’anteriore sinistra non è ben fissata e il pilota tedesco è costretto a fermarsi per poi essere trasportato indietro fino al punto dove c’erano le pompe per saldare bene la ruota. Schumacher 6, tutto fa esperienza, l’importante è imparare le dinamiche della F1. Quest’anno, salvo colpi di scena, non farà punti, ma più giri completerà, più si avvicinerà a team migliori. Mazepin 5, alla lista di chi ha fatto arrabbiare si aggiunge Sainz. Durante le seconde prove libere si mette in mezzo mentre lo spagnolo era pronto a partire per il giro lanciato, pensando di essere più veloce di una Ferrari. Però il coraggio non gli manca. Nonostante fosse in torto, si è lamentato in radio con il suo ingegnere. Come per il gp di Monaco, ci si aspettava che a Baku andasse a muro. Ma anche sta volta, i tifosi di Mazepin dovranno aspettare il prossimo Gran Premio. Appuntamento quindi alla prossima!

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