F1 Gp Ungheria, le pagelle: Alpine magistrale, Sainz con l’amaro in bocca

Pubblicato il autore: Alessandro Vescini Segui

f1 gp ungheria

Se il Gp di Silverstone ci aveva regalato abbastanza emozioni, in Ungheria è stata pura F1 all’insegna dell’imprevedibilità. Prima la pioggia, mai vista fino a quel momento durante il weekend, che vanifica i dati raccolti il venerdì. Poi la roulette russa del primo giro, dove Bottas e Stroll sono autori di due strike ai livelli dei migliori giocatori di bowling. Alla fine la spunta, non ci crede nemmeno lui, Esteban Ocon davanti a Sebastian Vettel. Terzo Lewis Hamilton in rimonta dopo un errore del suo muretto. Charles Leclerc è stata vittima sacrificale alla prima curva, mentre Carlos Sainz chiude quarto, a un passo dal podio. La sera arriva l’ufficialità della squalifica di Vettel per aver esaurito la benzina e non aver terminato il giro della pista per riportare l’auto in zona sicura. Vediamo nel dettaglio le pagelle (highlights).

Mercedes 5

Se a Silverstone erano i favoriti, al Gp di Ungheria, uno dei più difficili dove superare in F1, ci si aspettava di vederli nuovamente dietro alla Red Bull. Invece, dalla seconda sessione di prove libere sono migliorati a tal punto da mettere entrambe le vetture in prima fila in qualifica. Per partire bene bisognava tenere Verstappen dietro. Ecco che allora ci pensa Bottas mettendolo fuori dai giochi. A questo punto la vittoria di Lewis era quasi scontata. Dopo la bandiera rossa, la pista si stava velocemente asciugando, a tal punto che tutti i piloti nel giro di formazione per la ripartenza sono rientrati ai box per montare le gomme d’asciutto. Tutti tranne Lewis, perché dal muretto gli hanno detto così. Una gara rovinata, dopo appena un giro è costretto pure lui alla sosta ritrovandosi in ultima posizione, ma che con tenacia è riuscito a recuperarla fino a un insperato terzo posto. Viste però come si erano messe le cose, è un risultato negativo. Hamilton 7, un sette volte campione del mondo deve prendere decisioni difficili che magari vanno anche contro l’ordine di scuderia. Questo perché il pilota è lui, in pista ci scende lui e l’asfalto lo annusa lui. La rimonta è super, ma anche se in testa al Mondiale c’è la consapevolezza che si poteva fare di più. Bottas 3, il tracciato era bagnato ed era partito nel modo peggiore che poteva, ma tamponare Norris in quel modo non ha scusanti. Appena rientrato al paddock ha ammesso le proprie colpe affermando che era difficile trovare il punto di frenata. A maggior ragione non aveva senso frenare così tardi. Con questa mossa si è ufficialmente tolto dal sedile Mercedes per la stagione 2022.

Red Bull 5

Non per la gara, assolutamente innocenti entrambi i piloti, ma per aver perso malamente il confronto con la Mercedes nei giorni precedenti, in un Gp di Ungheria dove si potevano guadagnare punti per entrambe le classifiche mondiali di F1. Verstappen 8, la rabbia dopo Silverstone era tanta e in Q3 aveva fallito. Ecco che la gara poteva essere l’occasione del riscatto. Ma Bottas aveva piani differenti. Con circa mezza macchina funzionante molti piloti si sarebbero scoraggiati e ritirati. Ma Max non si arrende facilmente. E con una rimonta non sensazionale ma tenace, porta a casa un misero punticino che vale oro per la corsa al titolo. Poi arriva la Dea bendata e gliene regala un altro, per via della squalifica di Vettel. Perez 6, quarto in qualifica, fuori alla prima curva in gara. Troppo poco per assegnarli altri voti.

Ferrari 6

La sufficienza se la prende solo perché ha guadagnato tanti punti sulla McLaren. A Monaco senza barriere, così viene definito il Gp di Ungheria dai piloti di F1, la aspettative erano tante. Il passo gara c’era e, dopo il caos iniziale, la vittoria era alla portata. Sbagliano la strategia con Sainz, nonostante avesse il ritmo gara, solo per difendersi da Hamilton. A fine gara però è Lewis davanti. Non raggiungere almeno il podio con Verstappen, Bottas, Perez, Norris e Leclerc fuori dai giochi è un risultato negativo. Leclerc 6, stesso discorso di Perez. Sainz 6, una gara rovinata in qualifica, dopo l’errore nel giro lanciato in Q2, che però la pioggia e Bottas sembravano aver sistemato. Per parecchi giri non riesce a superare la coppia Latifi-Tsunoda. L’unica nota positiva è il carattere tirato fuori nel rifiutare in modo deciso la decisione del muretto di farlo rientrare ai box. Nonostante ciò, gli sono mancate le gomme per l’assalto finale al podio e alla vittoria. Solo la squalifica di Vettel l’ha portato sul più basso gradino del podio.

Alpine 10

Dopo 3 weekend consecutivi a punti, ci si aspettava al Gp di Ungheria un’altra prova positiva per lottare per il quinto posto costruttori di F1. E i risultati, combinati al passo gara, visti venerdì facevano ben sperare. Ma nessuno, nemmeno il tifoso più ottimista, si sarebbe aspettato di vincere il Gran Premio. Bravissimi a gestire la situazione gomme e la strategia. Alonso 9, 40 anni compiuti in Ungheria e quale regalo migliore poteva farsi Fernando. Non segue Sainz come strategia ma decide di restare fuori più a lungo per provare l’impossibile. L’arrivo di Hamilton con mescola migliore sembra sancire la fine dei giochi per Alonso. Ma l’asturiano decide di tirare fuori lavagna e gessetti e insegnare a tutti come si difende una posizione. Per chi non ha visto il Gran Premio, peccato. Ocon 10, la fortuna aiuta gli audaci e Esteban lo è stato. Ritrovarsi in prima posizione è un motivo di orgoglio, ma difenderla con le unghie e con i denti per 66 giri non è facile. Si difende pure dall’undercut di Vettel e si assicura la prima vittoria in carriera. Bravo!

Aston Martin 4

In questa stagione di F1 ogni volta che c’è stata un’occasione da sfruttare si sono fatti trovare pronti, è successo a Monaco e anche al Gp di Ungheria. Il non avere la benzina sufficiente per terminare la gara però, costringe Sebastian al ritiro, un vero peccato. Vettel 8, come a Montecarlo, è stato nel posto giusto al momento giusto. Per ritrovarsi lì ci vuole fortuna, ma se è la seconda volta in stagione anche l’esperienza ha fatto la sua parte. L’unica sbavatura è stata la mancata vittoria e la squalifica, ma la prestazione resta superlativa. Stroll 1, quando si gareggia c’è sempre un po’ di sana spensieratezza che può aiutare un pilota, ma questa volta si è trattata di spregiudicatezza. Bastava un semplice ragionamento logico per comprendere che in una pista bagnata era impensabile riuscire a recuperare 8 posizioni alla prima curva, soprattutto se ci provi passando sull’erba. Ha tentato una mossa da videogioco, solo che nella realtà non esiste la possibilità di resettare l’accaduto.

McLaren 4

In un Gp di Ungheria come questo, non è ammesso non andare a punti, soprattutto se lotti per il terzo posto costruttori di F1. Mai realmente pericolosa, una volta ripartiti dalla bandiera rossa non si è visto un tentativo di reazione per salvare il salvabile. Norris 6, stesso discorso di Leclerc. Ricciardo 2, terra chiama Daniel. È incomprensibile quello che sta accadendo all’australiano in questo 2021. In una gara sul bagnato, dove di solito si esalta, il podio era alla sua portata. Invece finisce addirittura fuori dalla zona punti. Forse non riesce a gestire la pressione di avere Norris come compagno di squadra? Dopo aver abbandonato la Red Bull per “colpa” dell’esplosione di Verstappen qualche dubbio a noi tifosi viene.

Alpha Tauri 8

Altra prova concreta in Ungheria, dopo alcuni Gp sottotono per la sorpresa di questa stagione di F1. Se l’Alpine e l’Aston Martin vanno molto a exploit, la scuderia di Faenza sembra avere nella costanza di risultati il suo punto di forza. Gasly 8, alla prima curva si trasforma in Alberto Tomba facendo slalom tra le vetture incidentate. Poi inizia la sua nuova gara partendo dagli ultimi posti della griglia. Una grande rimonta e la soddisfazione, oltre il quinto posto, di avere il punto addizionale del giro veloce. Tsunoda 7, prova di forza, soprattutto mentale. Dai box arriva l’ordine di un “Driver swap” e, al contrario di quanto ci saremmo aspettati, Yuki non fiata e asseconda gli ordini di scuderia. La lamentela è arrivata successivamente, ma la buona prestazione rimane lo stesso. Un ringraziamento speciale lo deve fare ai suoi meccanici che gli hanno rimesso a nuovo una vettura distrutta dopo la prima sessione di prove libere.

Alpha Romeo 3

I soli 2 punti in stagione sono l’emblema di questo 2021: in Ungheria, come in tutti i Gp di F1, la vecchia Sauber non riesce a sfruttare le opportunità che le capitano. L’occasione di andare a punti non era ghiotta, ma ghiottissima. Però per un’uscita dal pit stop non sicura per Kimi e un errore di strategia per Antonio arrivano altri zero punti per un altro weekend. Raikkonen 5, incolpevole sulla penalità di 10 secondi ricevuta, ma colpevole di essere stato troppo passivo in gara. Che sia un primo segnale di ritiro? Giovinazzi 5, anche Antonio questa volta ha le sue colpe. L’aver superato la velocità in pit lane ha complicato una corsa che partiva più che in salita. Aver meno punti delle Williams è un fallimento.

Williams 9

I miglioramenti li stavamo vedendo weekend dopo weekend e al Gp di Ungheria è arrivata, dopo tantissimi anni in F1, la prima volta che entrambe le vetture sono in top 10. I tifosi del team possono ben sperare per il 2022, poiché il lavoro e gli sforzi della scuderia stanno dando i loro frutti. La fortuna c’è stata per tutti i tema inferiori, ma a punti sono andate le Williams. Russell 9, prima volta a punti con questa squadra. Dopo tanti tentativi, George ci è riuscito. E il prossimo anno in Mercedes potrà puntare alla vittoria dei Gran Premi. Latifi 9, avere più punti di Russell in campionato è un’offesa al talento del pilota britannico, ma Nicholas è stato reattivo nel sfruttare in pieno il mega regalo ricevuto da Bottas e Stroll.

Haas 6

Per una volta in “gara”. Bravi a cercare in ogni modo di raggiungere la zona punti. Schumacher 6, il super crash nella terza sessione di prove libere è costato tanto alla squadra in termini economici. Lo stesso Mick lo sa bene, tanto che ha commentato con un colpevole: “I know what it means”. Ma in gara la situazione creatasi ha annullato il deficit di partenza del pilota tedesco. Un’ottima difesa su Verstappen, che ha fatto veramente fatica a superarlo, certifica il suo talento. Mazepin 6, non è stato vittima dei tamponamenti in curva 1, ma ci ha pensato Kimi in pit lane. Per una volta la colpa non è sua. 6 di incoraggiamento.

 

  •   
  •  
  •  
  •