Rugby, riprendono gli allenamenti ma le nuove regole non convincono

Pubblicato il autore: Vincenzo Palumbo Segui

La palla ovale del rugby è pronta per tornare a essere calciata tra i pali ma le nuove regole anti-contagio non convincono gli addetti ai lavori. Nei giorni scorsi, Sergio Parisse ha commentato in modo ironico le nuove regole proposte da World Rugby. Secondo il recordman di presenze con la maglia azzurra, questi nuovi protocolli rischiano di modificare troppo il gioco del rugby, trasformandolo in un altro sport.

La Fir approva il protocollo per riprendere gli allenamenti

La Federazione italiana rugby dopo aver ricevuto il parere positivo del Comitato medico, ha varato un protocollo per riprendere gli allenamenti di rugby dal giorno 8 giugno. La Fir seguirà le direttive emanate dall’Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, le quali prevedono la ripresa degli sport di squadra a patto che “la pulizia potrà essere operata con panni puliti in microfibra inumiditi con acqua e sapone, ipoclorito di sodio 0,1%, oppure con alcool etilico al 70-75% con successiva asciugatura”.

Disinfettare è la parola d’ordine per riprendere gli allenamenti di rugby

Come previsto dal protocollo, durante gli allenamenti di rugby (a porte chiuse – ndr), i passaggi possono essere fatti solo utilizzando palloni previamente disinfettati. L’ovale andrà sanificato alla fine di ogni esercitazione con prodotti idonei e certificati (nel protocollo si consiglia di utilizzare un contenitore con i palloni puliti pronti all’uso e un altro contenitore dove mettere i palloni da disinfettare – ndr).
Inoltre per i giocatori è raccomandato igienizzare le mani dopo ogni sessione di allenamento o azione di gioco.

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