Sci: ecco come sarà la prossima Coppa del Mondo

Pubblicato il autore: Alessandro Nidi Segui

Battenti chiusi anzitempo, finali cancellate e trofei assegnati “via posta”: questo è stato il congedo dello sci agli atleti e agli appassionati per quanto concerne l’inverno appena archiviato, complice l’improvvisa pandemia di Covid-19 che ha provocato il blocco delle attività agonistiche e non, mandando – di fatto – in quarantena l’intero universo sportivo. Le federazioni, tuttavia, non si sono perse d’animo e stanno lavorando alacremente per fissare i paletti e le linee guida che dovranno costituire le solide fondamenta su cui poggerà la stagione di Coppa del Mondo 2020/2021, anch’essa minata dall’ipotesi Coronavirus, dal momento che, ad oggi, non si sa con certezza se quest’ultimo tornerà a ripresentarsi in concomitanza con i primi rigori autunnali, né sono note le tempistiche propedeutiche alla realizzazione e alla messa in commercio di un vaccino (ma si parla comunque di anni). C’è la speranza anticorpi monoclonali, ma questa è un’altra storia…

Sci: avvio di Coppa del Mondo senza Shiffrin?

Domani, lunedì 18 maggio 2020, si terrà via webcam il congresso FIS, durante il quale dovranno essere risolti numerosi enigmi, a cominciare dal calendario per la prossima “Coppa di cristallo”, maschile e femminile. Il palinsesto prevede l’esordio a Soelden, tappa tuttavia permeata dal dubbio “trasferte”: si potrà viaggiare liberamente da uno Stato all’altro? Presumibilmente sì, ma restrizioni più severe potrebbero essere applicate ai Paesi nordamericani, impedendo agli atleti di raggiungere la sede di gara. Mikaela Shiffrin rischia dunque di guardare in televisione la prima prova dell’anno?

Sci, Coppa del Mondo 2020/2021: meno pubblico e meno sedi

Un altro tassello fondamentale nella costruzione della stagione 2020/2021 di Coppa del Mondo riguarda gli assembramenti: forti limitazioni dovranno essere studiate per prevenire folle oceaniche al parterre d’arrivo, assumendosi il rischio – inevitabile – di scontentare più di un tifoso. L’incolumità, però, va sempre messa al primo posto ed è per questa ragione che gli organizzatori stanno valutando l’opportunità di ridurre drasticamente il numero delle sedi di gara, in modo da diminuire gli spostamenti da una nazione all’altra da parte degli sciatori e degli staff tecnici al loro seguito. Infine, ancora da chiarire le misure da adottare per scongiurare il contagio fra gli atleti.

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