Australian Open, Nadal si ritira e Marin Cilic vola in semifinale

Pubblicato il autore: Silvia Barbieri Segui


Una giornata ricca di sorprese nei quarti di finale dell’Australian Open: il numero uno al mondo, Rafa Nadal messo a k.o. da un dolore muscolare e il terzo favorito al titolo, Grigor Dimitrov, è stato sorprendentemente eliminato dall’inglese Kyle Edmund.

Un dolore lancinante alla gamba destra, una lunga storia di infortuni muscolari e il vano tentativo di stringere i denti pur di rimanere in campo. Si conclude così l’esperienza dell’iberico agli Australian Open. Niente da fare per Nadal che dopo una battaglia durata circa quattro ore è costretto a chinare il capo, a gettare la spugna e a ritirarsi al quinto set per via di un dolore muscolare facendo così passare in semifinale il croato Marin Cilic.

Una vittoria durissima per Cilic che dopo il tie-break del terzo set aveva ormai visto la sconfitta avvicinarsi. Poi ecco la svolta del quarto set, Nadal chiede un time-out e l’intervento a bordo campo del suo fisioterapista. I massaggi alla gamba non sono serviti a molto, l’iberico è apparso in netta difficoltà e all’inizio del quinto set si è dovuto arrendere al dolore. Si conclude così il match: 3-6, 6-3, 6-7(5), 6-2, 2-0 per il croato.

In conferenza stampa ovviamente non sono mancate le critiche del giocatore di Maiorca verso l’organizzazione: “Chi gestisce l’Atp World Tour dovrebbe riflettere su quello che sta accadendo e sulla salute dei tennisti. Se continuiamo a giocare su queste superfici così dure non so che cosa ci potrà riservare il resto della vita quando smetteremo di essere tennisti.”

La causa del suo disturbo muscolare risulta essere, a quanto pare, la superficie del campo su cui si stanno disputando i tornei più importanti. Queste, infatti, sono troppo rigide per giocarci.
In effetti, negli ultimi anni, il numero degli infortuni nel mondo del tennis si è moltiplicato colpendo alcuni dei giocatori più famosi. Polso, gomiti, anche e ginocchia sembrano le articolazioni più soggette ad infiammarsi sia per colpa di campi troppo duri che per ritmi di gioco più intensi e un elevatissimo livello atletico. Insomma i problemi muscolari sono ormai all’ordine del giorno.

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