Federer XX, il ritorno del Re. Dalla diciassettesima testa di serie al bis agli Australian Open

Pubblicato il autore: MATTIA D'OTTAVIO Segui

Lo sappiamo, il titolo dell’articolo sembra quello di un colossal. Quella di ieri però è l’ennesima impresa di un campione leggendario, il più forte della storia nella sua disciplina e forse di tutto lo sport.
Complimenti anche a Cilic che ha disputato un grande torneo e una grande finale e magari meritava una rivincita dopo la sconfitta in finale a Wimbledon lo scorso anno (il croato era sostanzialmente infortunato, ma ha comunque concluso l’incontro scongiurando una finale interrotta per ritiro), pesa però l’esperienza, tutta dalla parte di Roger che ha dominato primo e quinto set e ha bissato il successo dell’anno scorso, salendo a quota 20 Slam e 96 titoli.

La vittoria del precedente Australian Open contro Nadal in finale fu l’apoteosi, contro il rivale di sempre, il giocatore che lo ha sempre messo in difficoltà, e per di più dopo lo stop forzato per i problemi alla schiena e al ginocchio. Ripartiamo da lì, dal match di semifinale di Wimbledon perso al quinto contro Raonic. Sembrava tutto apparecchiato per l’ennesima finale sull’erba del centrale, invece una grande prestazione dello spilungone canadese e i problemi fisici sono la causa di una bruciante sconfitta. Nelle prime battute dell’ultimo set lo svizzero tenta un allungo sul passante di Raonic, cade e chiede l’intervento del fisioterapista. L’incontro lo concluderà, ma anche la stagione e tutti gli appassionati temono per un ritiro anticipato. Federer invece si rimbocca le maniche, comincia il recupero e programma alla perfezione la stagione 2017 con l’aiuto del suo staff e soprattutto del nuovo tecnico Ljubicic, che lo fa lavorare soprattutto sul rovescio rendendo lo svizzero ingiocabile per molti, compreso Nadal che contro questo nuovo Roger 2.0. viene da quattro sconfitte consecutive.

La prima appunto 365 giorni fa sul centrale di Melbourne: Federer torna nel circuito da testa di serie numero 17, ha un tabellone difficilissimo, e per smentire chi credeva crollasse negli incontri che si protraggono troppo, sconfigge al quinto Nishikori e Wawrinka e in finale trova sulla sua strada Nadal, anche lui protagonista di un rientro da urlo. L’ultimo atto del torneo è bellissimo, uno spot per il tennis e alla fine s’impone Roger che a tratti sembra danzare sul cemento. Comincia un’annata da favola, il campione svizzero sembra essere ringiovanito di 10 anni. S’impone nei Master 1000 di Miami e Indian Wells, vince ad Halle e Basilea e torna ad alzare il trofeo di Wimbledon. Sull’erba londinese forse il cammino è meno entusiasmante, complici le uscite premature di Djokovic e Murray, che anche in Australia non hanno potuto dire la loro: il serbo eliminato dalla sorpresa Chung, lo scozzese ancora fermo ai box per l’infortunio all’anca. Allora si ritorna indietro nel tempo, Nadal si riprende il Roland Garros e si aggiudica Us Open, Federer gli altri due Slam, le Atp Finals finalmente sono preda di Dimitrov, che solo per un attimo allontana l’etichetta di eterno incompiuto, tornata prepotentemente dopo la sconfitta del bulgaro in Australia contro Edmund. Melbourne che ha incoronato di nuovo Re Roger, che chissà se sarà in grado di bissare la passata stagione. Certo che se il buongiorno si vede dal mattino.

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