Fognini e Cecchinato, la coppia d’oro del tennis azzurro

Pubblicato il autore: Alessandro Mastroluca Segui
BUENOS AIRES, ARGENTINA - FEBRUARY 15: Fabio Fognini of Italy takes a forehand shot during a second round match between Fabio Fognini of Italy and Leonardo Mayer of Argentina as part of ATP Argentina Open at Buenos Aires Lawn Tennis Club on February 15, 2018 in Buenos Aires, Argentina. (Photo by Marcelo Endelli/Getty Images)

Fabio Fognini – Foto Getty Images © selezionata da SuperNews

Il presidente Sandro Pertini incontra Cyrus Vance, alla prima visita in Italia da segretario di Stato Usa: discutono di Medio Oriente e dell’accordo Salt-2 sul controllo degli armamenti nucleari che sarebbe stato firmato di lì a un mese fra Usa e Urss. La Grecia diventa il decimo Paese a entrare nella Comunità Europea. L’Italia si divide sul contratto dei metalmeccanici, mentre i Carabinieri del generale Dalla Chiesa completano tre operazioni anti-terrorismo a Como, Prato e Genova.

E’ il 28 maggio 1979, la Ferrari si gode la vittoria del GP di Monaco e sogna il titolo mondiale con il sudafricano Jody Sheckter, Saronni rimane in testa al giro d’Italia, la Juventus si prepara ad affrontare il Catanzaro in Coppa Italia. Corrado Barazzutti è numero 16 del mondo nella classifica ATP, Adriano Panatta numero 19. Da quel momento, l’Italia non avrà mai più due giocatori in top 20. Almeno fino a questa settimana, grazie a Marco Cecchinato e Fabio Fognini.

Fognini, numero 13, ha iniziato la sua 112ma settimana non consecutiva da top 20, Marco Cecchinato la prima in assoluto grazie al terzo turno a Shanghai. Il numero 1 d’Italia, primo azzurro in 41 anni a vincere tre tornei in una sola stagione, è iscritto a Stoccolma, dove l’anno scorso si è spinto in semifinale, Vienna e Bercy. La semifinale svedese al momento non contribuisce alla determinazione della classifica di Fognini, che però ha le due semifinali a Ginevra e Sydney come ultimi risultati conteggiati: dovrà dunque arrivare in finale in Svezia e in semifinale nell’ATP 500 in Austria per aumentare il totale dei punti nel ranking. Nonostante il walk-over in semifinale a Pechino, e il contestuale forfait a Shanghai, Fognini si presenta ai tornei al coperto in Europa forte di 43 vittorie nel 2018, il suo primato stagionale. L’azzurro, che solo in due altre occasioni ha toccato i 40 successi nel circuito maggiore (40 nel 2014, 42 nel 2013) ha costruito poco meno di metà dei suoi 2315 punti negli ATP 250. Grazie in gran parte ai tre titoli in stagione, da questa categoria di tornei ha ricavato 1080 punti; 360 sono arrivati negli ATP 500, 380 nei Masters 1000, 495 negli Slam.

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Fognini, che ha un record di 35 vittorie e 37 sconfitte ATP al coperto, ha quasi 600 punti da recuperare rispetto a David Goffin, l’attuale numero 12, per ritoccare il suo miglior ranking di sempre. Ha comunque ottime possibilità di chiudere la stagione tra i primi 20. Se dovesse riuscirci anche Cecchinato, che ha 41 punti di margine sul numero 21, il russo Daniil Medvedev al best ranking in carriera, l’Italia avrebbe due giocatori in top 20 a fine stagione nella classifica ATP per la prima volta dal 1973. Allora, al primo anno nella storia dell’ATP e del ranking computerizzato, Adriano Panatta ha chiuso al numero 14 del mondo e Paolo Bertolucci al numero 20.

Marco Cecchinato – Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

Il siciliano, che ha solo 29 punti da difendere da qui a fine stagione, la semifinale del Challenger di Lima 2017, è il nono azzurro a entrare in Top 20 dal 1973 dopo Panatta (salito al numero 4 il 24 agosto 1976), Barazzutti (l’unico altro top 10 azzurro, numero 7 il 21 agosto 1978), Bertolucci (arrivato al massimo al numero 12 il 23 agosto 1973), Fognini, che ha eguagliato il best ranking al numero 13, Omar Camporese (numero 18 il 10 febbraio 1992), Andrea Gaudenzi (numero 18 il 27 febbraio 1995), Andreas Seppi (numero 18 il 28 gennaio 2013) e Renzo Furlan (numero 19 il 15 aprile 1996). Cecchinato, che aveva vinto solo due partite indoor nel circuito maggiore prima di Shanghai, è iscritto a Mosca, Basilea e Bercy nelle prossime settimane. Tappe di un viaggio diverso da tutto quanto abbia vissuto prima del 2018. La semifinale del Roland Garros non è un arrivo, è una partenza. È l’inizio di un nuovo, più luminoso percorso. Diventerà l’occasione per lavorare ancora sui suoi colpi con la pazienza dell’artigiano, per rendere più solido un servizio già efficace e provare magari a semplificare il movimento armonico del rovescio perché sia meno vulnerabile sulle superfici veloci, lì dove il rimbalzo è più basso e il tempo di reazione si riduce.

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Ha dimostrato di saper vincere anche partite complesse, contro Simon e Chung, ha usato in scioltezza il dritto lungolinea (in più del 40% dei colpi con questo fondamentale) e variato con il rovescio slice per spezzare il ritmo dei primi due avversari. Nei primi due turni, ha sempre vinto più punti negli scambi fra 5 e 9 colpi, e contro Simon ne ha chiusi anche tre in più in suo favore sotto i quattro. Servizio, risposta e primo colpo successivo gli consentono più occasioni di prendere il controllo del gioco. Certo, l’immagine che lascia dopo il secondo set contro Djokovic, con le continue ineleganti esternazioni anche verso il coach, e il peso di un passato che ancora ritorna ad ogni sua estate perché l’assoluzione per un cavillo non cancella le domande sull’integrità in occasione del famigerato Challenger di Mohamedia del 2016, non possono essere escluse dal quadro complessivo.

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Un quadro che comunque racconta di un’Italia che, trainata anche dall’effetto del capolavoro di Cecchinato a Parigi, vince di squadra. Se si guarda al ranking medio dei primi cinque giocatori nel ranking, l’Italia con Andreas Seppi al numero 46, Matteo Berrettini al 52 e Lorenzo Sonego alla posizione numero 101, raggiunge quota 46.4. Cinque nazioni hanno una presenza di maggiore qualità al vertice della classifica: la Spagna, con un ranking medio della top 5 di 28.6 (l’effetto di Rafa Nadal, numero 1, e di quattro giocatori in top 30); la Francia a 32,4 (pur senza un top 15, ma il quinto è il numero 42 Chardy), gli Stati Uniti a 32.8, l’Argentina a 42,6, l’Australia a 45,2. La ripresa azzurra, sull’onda lunga anche dei risultati di Fognini e Cecchinato, è solo all’inizio.

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