Il primo slam dell’anno a Djokovic e Osaka

Pubblicato il autore: Daniele Conti Segui


A Melbourne va in archivio il primo slam della stagione tennistica, coi verdetti che hanno rispecchiato i valori previsti alla vigilia. A trionfare nei tabelloni maschili e femminili sono stati Djokovic e Osaka, rispettivamente numero 1 e 2 delle classifiche mondiali Atp e Wta.

Il torneo si è svolto nel rigido rispetto dei protocolli sanitari imposti dall’autorità in merito all’emergenza Covid-19. La lunga quarantena imposta ai giocatori nelle due settimane precedenti alle competizioni è stata lungamente protestata, ma l’organizzazione è stata irremovibile. Questo ha permesso di portare a casa due settimane di gare in modo quasi pulito, seppur il pubblico, inizialmente contingentato, è stato allontanato dopo dei casi sporadici riaffiorati in città.

Tutto facile per Nole

Nel tabellone singolare maschile Djokovic ha avuto vita facile, più per mancanza di avversari che per suoi meriti. Il serbo, che ha da sempre nel torneo australiano il suo slam preferito, ha lasciato per strada 5 set, chiudendo con netti 3-0 solo tre incontri su sette. È scivolata via liscia persino la finale, vinta 75 62 62 contro un Medvedev da cui ci si attendeva di più sul duro.

Quarto slam per la Osaka

Se possibile, il compito della nipponica è stato ancor più agevole. Sfruttando un tabellone irrisorio, che ha avuto un solo ostacolo degno di questo nome in Serena Williams in semifinale, la giapponese ha dimostrato grande continuità di gioco confermando sempre i pronostici della vigilia. Per lei il secondo slam australiano e il quarto totale, dopo la doppietta anche in America. In un tennis femminile dove gli scivoloni sono all’ordine del giorno, anche tra le big assolute, avere solidità mentale è l’arma fondamentale per arrivare al trionfo.

A Melbourne disastro azzurro

Partendo dalle donne è facile capire come il bilancio italiano agli Australian Open 2021 sia stato disastroso. La migliore è stata niente poco di meno che la rediviva Sara Errani, unica capace di spingersi fino al terzo turno. La Giorgi si è fermata al secondo incontro, mentre Paolini, Trevisan e Cocciaretto, sono scese in campo solo per un turno.

Tra i maschietti qualche barlume di luce in più, e forse un pizzico di rammarico. Fognini e Berrettini si sono spinti fino agli ottavi di finale, subendo eliminazioni differenti. Il ligure ha ceduto di schianto a un Nadal in grosso affanno sul cemento, senza mai entrare in partita fino al 36 46 26 finale; per il romano invece è stato fatale lo stiramento addominale sul finire del match contro Khachanov. Un vittoria di Pirro quella contro il russo, visto che nell’ottavo contro Tsitsipas non è potuto nemmeno scendere in campo.

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