Tennis, la racchetta di Djokovic divide l’Australia. Il governatore statale Andrews blinda l’AO

Pubblicato il autore: Antonio Quarta Segui


Non ci sta Daniel Andrews, il governatore dello Stato australiano del Victoria.
Le indiscrezioni circolate poche ore fa circa l’e-mail della WTA che indicava come possibile la partecipazione di tennisti non vaccinati contro il Coronavirus agli Australian Open di gennaio (previa hard quarantine di 14 giorni in hotel e con limitazioni alla mobilità) e poi confermate dalle parole del Primo Ministro del Paese Scott Morrison (dettosi disponibile ad aprire le porte del continente a chi avesse ricevuto un’esenzione) non ottengono il favore amministrativo della circoscrizione di Melbourne.

Il “braccio di ferro” tra un governatore ed il Premier

Piuttosto che cedere il passo sul tanto controverso quanto irrazionale vincolo (assodato che le iniezioni anti Co.Vi.d-19 in uso non sono in grado di garantire una copertura immunitaria dal contagio in entrata o in uscita) od affidarsi, prioritariamente, ad appositi test diagnostici per tutelare la sicurezza sanitaria del torneo, il laburista Andrews preferisce ingaggiare un “braccio di ferro” con il Premier nazionale e con chiunque non sottoscriva la propria rigorosa visione: “I giocatori non immunizzati non avranno un permesso speciale per partecipare. Stiamo bloccando le persone non vaccinate fuori da pub, caffè, ristoranti, dal Melbourne Cricket Ground e da ogni sorta di altri eventi. Non chiederemo un’esenzione. Pertanto, il problema è sostanzialmente risolto”.

L’ottimismo che infrange l’ottusità

Questione chiusa?
In quanto ospitante l’annuale di tennis, sarebbe il Governo statale del Victoria a poter disporre l’entrata degli atleti non vaccinati sul proprio territorio, facendo espressa richiesta al Governo federale di Morrison per un lasciapassare eccezionale. Quest’ultimo, infatti, controlla esclusivamente i confini del Paese e si occupa del rilascio di eventuali visti mentre sono le amministrazioni federate a godere della piena libertà (grazie alla “pandemia”) di gestire le deleghe in materia di immunizzazione e di organizzazione delle procedure di quarantena. E tutto ciò altro non ha fatto che generare confusione su chi possa decidere in ultimis della gestione dell’evento sportivo.

Ma in seguito all’apertura del Premier “ScoMo” anche Tennis Australia (l’organismo direttivo dello sport da racchetta nel Commonwealth) ha prontamente dichiarato la propria missione di «tenere l’Australian Open il più vicino possibile alle condizioni pre-pandemia», sottolineando la propria influenza in tal senso sia verso lo Stato del Victoria sia verso il Governo federale, e dicendosi «ottimista» a riguardo.

Novak Djokovic ha già parlato

Novak Djokovic dunque, il ben nove volte campione dell’AO il cui stato vaccinale non è noto e non gradisce che lo sia, potrebbe effettivamente mantenere la promessa di chiamarsi fuori dal difendere il titolo quest’anno. Chi ci guadagnerebbe e chi ci perderebbe?
Dal canto suo il serbo si è già espresso chiaramente in più occasioni riguardo obblighi o ricatti.
E, dopo tutto, lui i titoli per parlare li ha già…

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