Paolo Bertolucci a SuperNews: "Sinner, va bene così. Arnaldi è esploso, e l'Italia in Davis può..."

La redazione di SuperNews ha intervistato in esclusiva una figura di spicco del tennis, ovvero l'ex tennista oggi commentatore televisivo Paolo Bertolucci. Tra i temi trattati il percorso dei tennisti italiani, le possibilità dell'Italia nella prossima Coppa Davis e il favorito per la vittoria degli US Open.

In esclusiva ai microfoni di SuperNews è intervenuto Paolo Bertolucci, ex tennista italiano e oggi commentatore televisivo. Ogni volta si rimane "incantati" dalle sue parole, sia durante gli eventi live che commenta, sia in fase di valutazione tecnica dei giocatori. Si è parlato dei singoli giocatori italiani, da Sinner a Musetti, delle possibilità dell'Italia di fare bene in Coppa Davis e degli Us Open in corso. Di seguito le parole di Paolo Bertolucci.

Paolo Bertolucci, partiamo subito da Sinner: come giudica il suo percorso agli US Open e la sconfitta con Zverev al quinto set?

Il percorso di Sinner era difficile, complicato, irto di ostacoli. Il ragazzo si è comportato bene, ha fatto quello che doveva fare, ha perso con Zverev che è un giocatore che sta tornando prepotentemente ad alti livelli lottando fino alla fine. La struttura fisica diversa tra i due e la prima palla di servizio più efficace di Zverev hanno portato a questo risultato finale.

Sinner ha subito critiche per la gestione del quinto set proprio contro Zverev: lei da che parte sta?

Dalla parte di Sinner assolutamente, senza pensarci un secondo. Aveva i crampi già da un pò ed è riuscito ad andare avanti. Zverev ha cinque anni in più, un giocatore che ha vinto ATP Finals, ha fatto finali di Slam, si è trovato molte più volte di Sinner in queste situazioni e ha sfruttato anche l'esperienza maturata nel corso di questi anni, ma soprattutto era meno stanco. Sinner, dal canto suo, non so nemmeno come abbia fatto a vincere il quarto set, visti i crampi e la stanchezza: ovvio che all'inizio del quinto era stremato.

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Per Sinner si parlava di obiettivo Top Ten, ora si può benissimo considerarlo da Top Five?

Sinner è numero 6 del mondo, ha 22 anni, credo che ci sia ampia possibilità che rimanga tra i primi 5 del mondo. L'ho sempre sostenuto che è un giocatore che vale la classifica che ha attualmente e con la possibilità anche di migliorarla. Poi, se diventa numero 1 o numero 2 o via dicendo, io non faccio l'indovino. L'impressione è che Alcaraz sia più attrezzato sotto questo punto di vista. Può essere che venga fuori anche qualcuno di nuovo, ma Sinner per i prossimi 10 anni sarà un giocatore altamente competitivo, questa è la cosa più importante. Poi, stando lì, una volta arrivi quarto, una volta secondo e una volta arrivi anche primo.

Rimanendo sugli US Open, chi vede favorito sia in campo maschile che femminile?

Nel maschile Djokovic sembra abbastanza naturale che arrivi in finale, Alcaraz ha un tabellone molto brutto con Zverev prossimo avversario e poi probabilmente Medvedev. Tutti si aspettano una finale Djokovic-Alcaraz, una ripetizione di Wimbledon, però bisogna arrivarci. Soprattutto Alcaraz che avrà due ostacoli abbastanza complicati e bisognerà vedere come (e se) arriverà in finale, in che condizioni fisiche e mentali dopo due battaglie tennistiche non indifferenti. Per quanto riguarda le donne è sempre complicato e difficile trovare una favorita, di sicuro la nota positiva è il ritorno ad alti livelli della Gauff, che potrebbe aver definitivamente fatto lo step necessario per provare a vincere il titolo.

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Per quanto riguarda i tennisti italiani, Sinner a parte, un paio di nomi che vede in crescita?

Arnaldi sicuramente. Non ha avuto una crescita, è proprio esploso. Lo avevo visto ad aprile e sembrava un giocatorino, una larva di giocatore, non era ancora sbocciato. Si capiva che aveva delle qualità, però non c'era niente che ti facesse pensare che pochi mesi riuscisse ad ottenere i risultati che poi ha avuto. Sono contentissimo per lui: è un giocatore che piace, è divertente a vedersi, è un creatore di gioco, insomma, sa fare un po' tutto. Ieri contro Alcaraz si è comportato molto molto bene. E' la nota lieta di questo periodo per l'Italia tennistica. La nota meno lieta è quella di Berrettini, che non so cosa abbia addosso: si fa male spesso e non riesce a trovare continuità. Sono un paio d'anni che va così. Sul valore del giocatore, ovviamente, non si discute, uno che ha ottenuto i risultati che ha ottenuto Berrettini nel recente passato non può essere messo in discussione. Speriamo che la salute lo assista per rivedere il Matteo che conosciamo. Poi c'è Musetti, e si ritorna a parlare sempre delle stesse cose: un tennista dotato di un braccio e di una qualità fuori dalla norma che, però, non è accompagnata da altri fattori altrettanto importanti.

Coppa Davis, l'Italia sarà protagonista: come la vede?

Innanzitutto bisogna vedere chi gioca, chi verrà schierato e convocato. A parte questo aspetto, visto che il Canada detentore del titolo non schiererà Auger-Aliassime, che non giocherà Djokovic, che non giocherà assolutamente Nadal, vedremo gli Stati Uniti come si presenteranno. Di sicuro, l'Italia è tra le prime 3 del mondo. L'anno scorso siamo andati a un passo dalla finale, che probabilmente avremmo vinto, tra l'altro con una squadra non al completo. Quest'anno speriamo di avere la squadra al completo e ce la giocheremo con tutti.

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Quando commenta le partite è sempre un piacere ascoltarla. Soprattutto in uno sport come il tennis, in cui ci sono numerose pause, lo spettatore riesce a percepire la sensazione di rimanere in campo con i giocatori. Si diverte a fare la telecronaca, in questo momento? C'è stato un periodo migliore, valorizzato da talenti superiori?

Ho avuto la fortuna di attraversare il momento migliore del tennis mondiale con vari fenomeni. Da Federer, Nadal, Djokovic, Murray a Tsonga e Berdych, solo per citarne alcuni: giocatori di assoluto livello dentro e fuori dal campo. Adesso che questi giocatori o hanno smesso o sono avviati verso la fine della carriera è venuta fuori questa belva spagnola chiamata Alcaraz che ti fa ringiovanire di qualche anno e ti riporta indietro nel tempo. E' vero che ora c'è questo nuovo dualismo Djokovic-Alcaraz, ma non potrà durare a lungo vista la differenza anagrafica, quindi speriamo di goderci questi duelli fino a quando si può. Mi auguro che insieme ad Alcaraz ci possa essere Sinner, insieme a Rune, Shelton e, perchè no, anche Musetti e Arnaldi a duellare tra loro. Il tennis si rigenera in continuazione, non ha confini, il prossimo talento può venir fuori dalla Mongolia piuttosto che dall'Indonesia, quindi c'è spazio e ci sono possibilità di ogni tipo.