Cara Inter, sembra un film già visto

Pubblicato il autore: Giovanni Smaldone Segui

Si ferma a 4 la striscia di vittorie consecutive dell’Inter che viene costretta al pari da un ottimo Bologna che ha per gran parte della partita meritato la vittoria. Solo nel finale la squadra di Spalletti è riuscita a riacciuffare il pari su rigore con Icardi. Ma ancora una volta, come già mostrato nelle precedenti trasferte di Roma e Crotone, l’Inter ha dato l’impressione di non aver ben chiaro cosa fare.

Torniamo all’estate e al mercato/non mercato fatto da Sabatini. Si è detto che il vero acquisto fosse stato l’allenatore che sarebbe stato capace di insegnare l’arte della vittoria alla stessa squadra che l’anno scorso si era classificata al settimo posto. Si, la stessa squadra… perchè gli inserimenti di Borja Valero e Vecino (da notare il centrocampo della fiorentina finita ottava l’anno scorso) e di Skriniar in difesa non possono aver stravolto la rosa. Si è puntato sull’allenatore e sul suo modo di fare calcio.

Vorrei sapere se esiste qualcuno dopo 5 giornate di campionato che mi sappia spiegare 1 sola cosa introdotta da Spalletti nel gioco dell’Inter. Sentivo dire nei giorni scorsi che Spalletti ha portato la mentalità giusta, quella che ti fa vincere le partite, che ti fa competere per i primi posti. Anche due anni fa l’Inter vinceva le partite; le ha vinte fino a natale, peccato che poi sia finita a 34 punti dalla Juventus.

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Dopo la trasferta di Crotone anche al Dall’Ara si sono rivisti gli stessi peccati delle precedenti gestioni. Così come con De Boer o Pioli, anche stasera l’Inter si è intestardita a cercare compulsivamente la fascia destra e i cross di Candreva. Tanti cross puntualmente respinti dalla difesa perchè in area c’era solo Icardi. strepitoso spallettiNon c’è inserimento dei centrocampisti che sono il vero marchio di fabbrica di Spalletti (vedere il Perrotta della prima Roma e il Nainggollan della seconda). L’uomo chiave dell’allenatore di Certaldo è quello dietro la punta, ma ancora oggi non si sa chi possa giocare in quella posizione. Borja Valero, Gagliardini, Brozovic, Joao Mario… Tutti ci hanno provato ma i risultati sono stati deludenti.

Se non ci sono gli uomini adatti non sarebbe meglio provare a cambiare modulo? Joao Mario ha vinto un europeo da protagonista (annichilendo un certo Paul Pogba) giocando mezz’ala in un centrocampo a 3. Sarebbe troppo chiedere a Spalletti di cambiare? Ma lui “ha portato una ventata di positività, di mentalità vincente”,  e allora va bene così.
E intanto l’Inter soffre a Crotone, soffre a Bologna, stenta in casa con la Spal.

Un capitolo a parte meriterebbe Icardi. A meno che non segni, non si capisce mai se è sceso o meno in campo. Magari un tempo poteva essere considerato un pregio toccare 1 pallone e fare 1 goal ma ormai nel calcio moderno la punta centrale deve necessariamente essere coinvolta nel gioco. Deve far giocare meglio la squadra e non soltanto pensare a segnare. Icardi vaga per il campo sempre negli ultimi 20 metri senza lottare per una palla sporca e senza creare spazi per i compagni. Se gli arriva il pallone giusto, per carità, riesce quasi sempre a timbrare il cartellino ma siamo davvero sicuri che questo basti per creare una squadra da vertice?

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icardi

Spalletti è capitato nella peggiore delle società che è in grado di esaltarsi e deprimersi molto velocemente. Ci vuole umiltà da parte di tutti e tanta voglia di sacrificarsi e di lavorare. Se qualcosa non funziona bisogna avere la capacità di capire che bisogna cambiare, non continuare a sbattere la testa contro il muro sperando che si rompa.
Il calendario non aiuta perchè domenica c’è il Genoa in casa, poi si va a Benevento… ma quanto fanno veramente bene le vittorie striminzite e immeritate, rispetto ad una sonora batosta?
Lo scopriremo nelle prossime partite.

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