Atalanta-Roma, tifo nerazzurro spettacolare al Gewiss Stadium

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Nella vittoria di una squadra di calcio, quali sono gli elementi che ne caratterizzano? La risposta è abbastanza semplice: buon gioco, quantità e qualità dei singoli, impostazioni tecnico-tattiche impeccabili e un mister capace. Ecco, qui a Bergamo la situazione è leggermente più ampia: quando l’Atalanta tende a vincere e convincere in casa, il merito è anche del suo grandissimo popolo (sempre presente indipendentemente dal risultato finale). Ieri sera contro la Roma si è assistito ad un sostegno nerazzurro che definire spettacolare vuol dire poco. Un contesto condito da cori, canti, tanta voce e una passione incalcolabile. Ciò che è accaduto negli ultimi giorni, con la seguente soluzione trovata (momentaneamente), non ha fatto altro che intensificare la voglia di sostenere l’Atalanta ancora di più: specialmente in una settimana che vale pagine e pagine di storia orobica.

QUANTA VOGLIA DI TIFARE ATALANTA DOPO IL “POLVERONE”: ORA, PIU’ CHE MAI, INTENSIFICARE – Ciò che è successo venerdì sera tra chiarimenti e mantenimento per quanto concerne il sostegno alla squadra, non ha fatto latro che unire tutto il popolo nerazzurro in un pensiero unico: intensificare ancora di più il sostegno verso l’Atalanta, specialmente contro Roma e Valencia (a San Siro). Il pre partita viene vissuto in una maniera particolare: c’è tanta voglia di uscire dal Gewiss Stadium senza voce, e magari con un successo importantissimo. Già, perché contro i giallorossi, i nerazzurri guidati da Gian Piero Gasperini, hanno la possibilità di volare al quarto posto in classifica con tanto di +6. Come da copione c’è sempre il tempo di un panino al volo, solita pazienza tra tornelli e controlli e si entra finalmente allo stadio. Clima caldo nonostante il freddo, con tanto anche di coreografia in Curva Morosini: sugli spalti non c’è un solo tifoso che sta in silenzio. La partita tra l’Atalanta e la Roma adesso può cominciare.

PRIMI 45 MINUTI DOMINATI, MA CHE ERRORE PALOMINO ED HATEBOER – Pronti via e subito l’Atalanta comincia ad attaccare, trascinata da un tifo molto acceso rispetto alle ultime partite. Cori, canti, il rimbombo che è più forte addirittura dello speaker: tutti elementi che trasformano il Gewiss Stadium in un contesto che va ben oltre il semplice contorno. Papu Gomez e Hans Hateboer sono vicini al vantaggio orobico, si vede anche un gioco bello da vedere e tutti presagiscono un match sulla carta abbordabile, ma nel mondo del pallone guai a dare tutto per scontato. Ad un minuto dalla fine del primo tempo, lo stesso numero 33 atalantino serve a Palomino una palla velenosa che non riesce a controllare, Dzeko si trova a tu per tu con Gollini e sigla il goal del momentaneo 0-1 romano. Ciò che accadde poco dopo sugli spalti si può solo immaginare senza fare tanti giri di parole, anche se c’è ottimismo per ribaltare completamente la situazione nella ripresa.

DINAMITE NERAZZURRA: DAGLI SPALTI AL CAMPO DI GIOCO (ED E’ QUARTO POSTO IN CLASSIFICA) – Nella ripresa la musica non cambia: i nerazzurri continuano a spingere costringendo la Roma a stare nella propria meta-campo. C’è il bisogno di colmare l’errore fatto prima e Palomino di testa (con un grande assist di Djimsiti) riesce ad insaccare la rete del pareggio. Lo stadio esplode di gioia e non si risparmia a far sentire il proprio sostegno ai ragazzi. Gasperini vuole di più come del resto l’Atalanta non si può permettere (a livello di mentalità) di accontentarsi: dentro Mario Pasalic, fuori Duvan Zapata. Neanche il tempo di commentare il cambio che il numero 88 atalantino tira fuori una rete spettacolare sotto tutti i punti di vista. Sorpasso e “Bergamoto” come contorno per una cena da “Dea”. Al fischio finale è un boato incredibile: gli orobici danno un gran colpo al campionato con un +6 sulla Roma importantissimo. Uomo partita? Ovviamente questo pubblico fantastico che dimostra la sua notevole importanza, dove ogni risultato (positivo o negativo) è conquistato insieme. La filosofia è questa: in altre piazze il tifo è contorno, per l’Atalanta è una parte di sé.

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