Tacchinardi: "Ho perso il mio ex presidente per il Coronavirus. Sconvolto dalle polemiche per Juventus-Inter"


Emergenza Coronavirus, parla Tacchinardi. L'ex centrocampista bianconero è intervenuto ai microfoni di Tmw Radio parlando così della grave situazione che sta coinvolgendo la sua città Crema: "Da casa mia si sentono in continuazione ambulanze sfrecciare, ci si preoccupa tanto per i propri cari che magari sono più anziani. Sembra passata una vita dalla normalità, ma speriamo possa finire presto tutto questo. Io di mio sono un po' pauroso e già quando il virus era a Wuhan avevo la sensazione potesse arrivare anche dalle nostre parti. Ho evitato di mandare i bambini a scuola già da prima, ma non immaginavo si potesse arrivare a questo punto. Mi auguro con tutto il cuore che finisca presto e che non riparta al sud come lo sta facendo qua in Lombardia. Abbiamo perso l’ex presidente della Pergolettese a 37 anni che è stato mio presidente quando ero allenatore lì. Ha avuto un’infezione polmonare e poi trasferito a Milano è stato aiutato dalle macchine fino al collasso dei polmoni. Una vera tragedia. Adesso tutti hanno paura di ricominciare".

Tacchinardi conclude il suo intervento radiofonico parlando così dello stop della Serie A: "Sono rimasto sconvolto dalle polemiche riguardante Juventus-Inter. Non si può parlare di calciopoli bis in questo momento. È stato paradossale giocare la partita e penso si sia giocata solo per le pressioni esterne. Io sono stato calciatore e quando lo sei certe volte ti senti onnipotente, per questo si è giocato anche. Al posto di Damiano Tommasi avrei chiesto ai giocatori di smettere di giocare 15 giorni prima dell’effettivo stop. I presidenti adesso stanno avendo delle difficoltà economiche però in questo momento il pensiero deve essere rivolto solo alla salute pubblica”.