Serie A, Presidenti divisi sulla ripresa

Il campionato di serie A si è fermato l'8 marzo, quando il Coronavirus ha cominciato via via a rendersi sempre più pericoloso mietendo molte vittime. Ora che la curva dei contagi sembra stabilizzarsi e dopo che il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha prorogato le misure restrittive fino al 13 aprile (estendendo il divieto degli allenamenti), tra i presidenti delle società è continuo dibattito sulla ripresa del campionato. C'è chi è favorevole ad una proroga oltre il 30 giugno, chi invece la vuole concludere qui: il presidente federale Gabriele Gravina, come più volte ribadito,sarebbe entrato nell'idea di terminare i campionati come dichiarato ieri:
"Nessuno come oggi è in grado di fare previsioni finchè l'emergenza sanitaria terrà sotto scacco le società. Superata questa, dovremo ripartire, tracciare un percorso, la priorità assoluta è la conclusione dei campionati. E' un'esigenza per definire gli organici ed evitare un'estate piena di contenziosi legali, comunque la federazione valuterà altre ipotesi. Fino al 18 aprile ci dovrebbe essere il lockdown, l'ipotesi è partire il 20 di maggio o in ultima analisi ai primi di giugno, e potremo a luglio definire i nostri campionati. Dobbiamo dare un segno di speranza ai nostri cittadini, anche se il calcio in questo momento passa in secondo piano rispetto al virus. Lo scudetto? Senza conclusione bisogna decidere di assegnarlo o meno, la Juventus non sarebbe d'accordo riguardo a questa soluzione."
Il presidente del Brescia Massimo Cellino, in maniera perentoria, vorrebbe fermarsi qui: "Se ci costringono a riprendere, sono disposto a non schierare la squadra e perdere le partite a tavolino per rispetto dei cittadini di Brescia e dei loro cari che non ci sono più. Il campionato non può riprendere in primis per il rispetto alla salute, e poi per la salvezza del sistema calcio. La UEFA non può far slittare, sono arroganti pensano solo agli interessi economici. Poi non si potrebbe andare oltre il 30 giugno, scadono i contratti, c'è la chiusura del bilancio. Se vuole rendersi utile, la UEFA ci procuri delle bombole d'ossigeno e respiratori, gliene saremo grati".
Stessa linea il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero: "Giocare..capite? Se devo dire a Gabbiadini che a maggio si gioca dopo che ha avuto il Coronavirus. Non è una macchina che la spegni e riaccendi. Non so se avrà la testa per giocare. Poi allo stadio chi ci va? La gente con le mascherine? Basta parlarsi addosso; affrontiamo questo momento con questa dignità. Non è vero che voglio concludere il campionato qui perchè ho paura di retrocedere".
Il presidente Assocalciatori Damiano Tommasi sarebbe intenzionato, qualora le condizioni lo permettessero, a riprendere il campionato: "Per riprendere si devono verificare tre condizioni: 1) che l'emergenza sia finita, ce lo auguriamo tutti. 2) Se si torna a giocare deve essere per portare a termine la stagione anvhe oltre il 30 giugno, mancano tante partite. Scegliere chi promuovere o retrocedere è antipatico, parliamo di squadre che hanno investito molto come il Benevento. 3) Si deve viaggiare in sicurezza, non solo per gli allenamenti, ma di muovere 50 persone due volte a settimana, in quella che oggi è zona rossa".
Una decisione andrà presa, auspicando il buon senso da parte di tutte le componenti.