Roma: Under, Gerson e gli altri giovani che avanzano. Aspettando iI vero Schick!

Pubblicato il autore: Samuele Zagagnoni Segui

La freccia turca Cengiz Under

Roma – Benevento. La quarta contro l’ultima in classifica. Sulla carta non ci doveva essere storia, la squadra della capitale ha troppa più qualità degli avversari per portare a casa un risultato finale diverso dalla vittoria.
Eppure, a meno di 30 minuti dalla fine il risultato era ancora sull’ 1-1. Nessun giocatore della Roma riusciva a sbloccare una gara che, normalmente in questi casi, rischiava di riservare delle clamorose sorprese.
Poi d’un tratto le paure e i fantasmi sono venuti meno.
Un freccia mancina accelerava sulla fascia destra e metteva dentro un delizioso pallone di destro. Il gigante Edin Dzeko ringraziava ed insaccava. Si trattava di Mahrez? No!
Il protagonista della storia è il piccolo turco Cengiz Under, giovane giocatore (classe 1997) che in quest’inizio di stagione ha faticato (non poco) a trovare spazio nello scacchiere del mister Di Francesco.
L’ipocrisia in questi casi è dilagante. E’ vero, infatti, che l’impressione fosse quella di un giocatore che meritava maggiore spazio. Tuttavia, è altrettanto vero che, dati i noti problemi economici che la Roma ha palesato in questi mesi, il suo acquisto è stato spesso e volentieri criticato. Dopo la partita di ieri, che segue il bel goal di Verona, come ha detto anche il Mister Eusebio Di Francesco, sarebbe opportuno chiedere scusa al giocatore e al direttore sportivo Monchi per essere stati bollati, troppo frettolosamente, come “brocchi”.
Nella partita il turco non si è limitato a contribuire in maniera evidente al goal del 2-1. Infatti, in pochi minuti ha anche siglato due bei goal (del 3-1 e del 4-1), chiudendo così la partita.
Cengiz Under sta gettando le basi per diventare, con tempo e pazienza, un leader. Forse, la Roma può cominciare a sperare di aver trovato il degno erede di Salah.

La raggiunta maturità calcistica di Gerson

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Ieri sera oltre alle magie del turco si è apprezzata anche la maturità calcistica che ha dimostrato di aver raggiunto il brasiliano Gerson.
Il centrocampista, sempre classe 1997, ha giocato in un centrocampo a due. Un ruolo in cui poteva avere alcune difficoltà, soprattutto in fase difensiva. Eppure, sia dal punto di vista agonistico che da quello tecnico ha mostrato delle ottime qualità.
Un giocatore fresco e maturo che deve solamente migliorare il tempo delle giocate imparando a scaricare prima il pallone. Difetto che può migliorare e che sicuramente non oscura i suoi numerosi pregi.
Eleganza nel palleggio, facilità di calcio e ottima protezione del pallone. La crescita rispetto allo scorso anno è evidentissima. Risulta difficile comprendere come mai lo scorso anno Mister Luciano Spalletti abbia preferito spremere oltremodo Strootman e Nainngolan  piuttosto che gettare nella mischia il giovane brasiliano.
Se dovesse continuare a crescere la Roma si ritroverà in casa un giocatore con delle geometrie che al centrocampo mancano dalla cessione di Miralem Pjanic. 

La certezza Pellegrini e le speranze in Karsdrop, Capradossi e J. Silva

Sempre restando sui giovani,  all’appello va messo anche Lorenzo Pellegrini.  Ed infatti, la circostanza che il giocatore sia ormai considerato al livello dei titolari non deve far dimenticare che si tratta di un classe 1996. Ad oggi, tralasciando alcune prestazioni deludenti (tra cui l’ingenua espulsione di Verona), si può tranquillamente sostenere che il giocatore non ha fallito il salto dal Sassuolo alla Roma.  Inoltre,  vi è la consapevolezza degli ampi margini di miglioramento del giocatore. Le uniche perplessità sorgono sulla sua posizione nel 4-2-3-1 che il tecnico ha disegnato nelle ultime partite. L’impressione è che lui renda meglio come mezzala piuttosto che da mediano davanti alla difesa.

A questi tre giocatori, inoltre, si devono aggiungere anche altri giovani che, ad oggi, non hanno dato un degno contributo alla squadra ma su cui si ripongono tante speranze.
Si tratta di  Karsdorp, Capradossi e J. Silva che, per infortunio (Karsdorp e Silva) o per il poco tempo a disposizione (Capradossi), non hanno ancora mostrato le loro qualità. Il tempo, parlando comunque di giocatori di 22/23 anni, per mostrarle c’è. La Roma ci crede e giustamente ci spera.

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Aspettando Patrick Schick

Capitolo a parte è quello di Patrick Schick. L’elegante attaccante ceco per il momento non ha ripagato l’importante investimento che la Roma ha sostenuto per acquistarlo (42 milioni di euro).
Ciò nonostante, agli occhi attenti dei tifosi non sono sfuggiti quei 30 minuti di Genova in cui contro la sua ex squadra ha mostrato tutto il suo talento cristallino.
I problemi fisici e l’equivoco tattico sulla posizione che dovrà occupare in campo ne stanno limitando il rendimento. Di Francesco, però, è convinto che, una volta tornato in forma dal punto di vista fisico,  anche lui diventerà un leader tecnico della Roma.

In definitiva, la freschezza dei giovani va all’attacco dell’esperienza. La Roma osserva la “battaglia” in modo interessato, sperando di poter puntare sul maggior aiuto possibile per raggiungere la Champions.
Ci vuole solo la giusta pazienza!

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