Viva la Juventus che non si adatta piú all’avversario

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui

Juventus, contro l’Udinese i segni che la crescita è quasi completa

Chi credeva che la partita contro l’Udinese sarebbe stata una pura formalitá da cui  trarre ben poche indicazioni positive sará forse rimasto piacevolmente colpito dalla prova superlativa messa in campo dalla Juventus di Maurizio Sarri. Una squadra che, per la prima vera volta in stagione, ha dimostrato di essersi adeguata perfettamente all’idea di calcio professata dal proprio tecnico: gioco offensivo, imperneato su un giro palla mai fine a se stesso e su trame di gioco avvolgenti, fatte di scambi rapidi a uno, due tocchi. Emblema ne è stato il gol fiemato in HD (Higuain-Dybala) con una serie di combinazioni rapide nello stretto che hanno permesso all’argentino di trovarsi da solo davanti al portiere e battere a rete.

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La chiave di un’azione cosí bella da meritare da sola il prezzo del biglietto sta certamente nei movimenti provati e riprovati in allenamento, l’unico viatico per trovare la malgama giusta e permettere a un gruppo di campioni di diventare un corpo corale: una squadra. I due argentini hanno dato l’impresdione di sapersi trovare ad occhi chiusi, cosí come ogni componenti dell’undici sceso in campo ieri (compreso chi è subentrato), pareva conoscere a memoria i movimenti che avrebbero effettuato i propri compagni, tanto che i bianconeri (cosa mai vista negli ultimi anni) sono andati spesso ad attaccare la porta friulana in profonditá, sfruttando le verticalizzazioni. È successo in occasione del rigore concesso a Bernardeschi e del filtrante che stava per mandare in porta De Ligt (poi capitalizzato dallo stesso Higuain).

Non servono alla Juventus i suoi uomini migliori per sbarazzarsi in scioltezza di un avversario che, solo tre giorni prima, aveva battuto il Sassuolo 3-0 e veniva da un filotto di tre vittorie di fila.
Tutti i giocatori sono in crescita e stanno garantendo prestazioni di ottimo livello. Il centrocampo, per esempio, ha funzionato a meraviglia seppur privo di Pjanic e con un Bernardeschi reinventato mezzala.  I tre in mediana si inseriscono di piú in area e danno maggior supporto alla fase offensiva. Sarri sta vincendo la propria scommessa dimostrando che, al di lá di campioni come Ronaldo, la squadra riesce ad essere dominante perchè segue uno spartito ben preciso.

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Sarri-ball per tutti i 90 minuti

L’ultima cosa che mancava al mister, e che ieri la squadra ha raggiunto, era l’intensitá, la capacità di tenere questo ritmo per tutti i 90 minuti: la Juventus, ieri, ha vinto con autorità, non con autorevolezza. Nel senso che, se prima la squadra, una volta raggiunto il vantaggio, si abbassava facendo il “gioco” dell’avversario e gestendo la gara, ieri Madama è stata perentoria, devastante in ogni suo aspetto e capace di mantenere inalterata la sua idea di partita. Non c’è stato un attimo di inutile palleggio nella propria metàcampo, ogni tocco era finalizzato a guadagnare metri e aprirsi degli spazi. L’Udinese non ha avuto timore di affrontare la squadra piú forte nel suo fortino, (sul 2-0 Gotti avrebbe mandato dentro Okaka), semplicemente non ha potuto. I campioni d’Italia hanno asfissiato i diretti avversari con dei ritmi di gioco estranei agli standard del nostro campionato: 20 tiri, 22 km percorsi e 92% di precisione nei passaggi sono solo alcuni dati che dimostrano lo strapotere tecnico e fisico della Signora.
Numeri che respingono ogni critica e pongono ai piemontesi l’ultima sfida da superare, magari giá tra due settimane, contro il Napoli: rouscire ad esprimersi su certi livelli d’intensitá anche contro avversari di maggior spessore.

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