Matuidi, oltre al danno la beffa: nessuna sanzione al Cagliari

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Matuidi, dopo la ferita inferta da uno sparuto gruppo di pseudo-tifosi cagliaritani che, con reiterati ululati di chiaro intento razzista, offendevano il centrocampista juventino, arriva proprio oggi la beffa: come si legge dalle motivazioni a sostegno delle decisioni del Giudice Sportivo non è possibile "assumere alcuna determinazione nei confronti della Società Cagliari, per le deprecabili espressioni di matrice razziale di cui il calcatore Matuidi della Soc. Juventus riferisce di essere stato oggetto, in quanto le medesime espressioni non risultano essere state percepite né dal Direttore di gara né dai collaboratori della Procura federale né dal GOS, come da relazione depositata agli atti di questo Ufficio, e pertanto, visto l’art. 11 comma 3 CGS, non possono essere oggetto di sanzione”.
Una sconfitta per il calcio sotto tutti i punti di vista: le richieste di aiuto rivolte all'arbitro dell'incontro, il signor Calvarese di Teramo, non solo non sono state esaudite nell'immediato ma al tempo stesso non hanno sortito l'effetto sperato, con una alquanto bizzarra omissione da parte degli ufficiali di campo dell'esplicito riferimento all'episodio negli atti di gara, con la conseguenza che, in mancanza dell'importante materiale probatorio ai fini della decisione, non è stato possibile adottare alcuna deliberazione.

Matuidi, cori razzisti in Cagliari-Juve:la cronistoria

Matuidi, dopo il tweet della società sarda, arrivano i ringraziamenti per la solidarietà. Ecco il messaggio:

Cagliari-Juve sarà ricordata purtroppo anche per il biasimevole episodio di razzismo occorso al centrocampista juventino. Solo nel pomeriggio di ieri erano arrivate le scuse ufficiali del club isolano, il quale attraverso il suo profilo ufficiale Twitter ha pubblicato un messaggio di scuse e di rispetto nei confronti del calciatore francese, Blaise Matuidi, vittima sabato di reiterati ululati di chiaro stampo razzista, provenienti da una piccola frangia di pseudo-tifosi del club cagliaritano.
Ecco il tweet in francese (lingua parlata dal calciatore bianconero) della società rossoblù:

La traduzione del testo: "Sei un grande giocatore. Esempio per i giovani. Desideriamo scusarci se sei stato insultato alla Sardegna Arena per il colore della tua pelle. Il razzismo non ha niente a che fare con il popolo sardo. Solo l'ignoranza può spiegare certi comportamenti. Rispetto".

Cagliari-Juve, l'episodio che ha colpito Matuidi

Cagliari-Juve è stata la gara della vergogna: la Sardegna Arena si rende protagonista di un increscioso episodio, sebbene circoscritto ad un numero piuttosto esiguo di persone a dir poco inqualificabili.

Quasi al termine della prima frazione di gioco, il centrocampista della Juventus, il francese Blaise Matuidi, ha ricevuto a quanto pare una serie di ululati di chiaro stampo razzista. Lo juventino ha sin da subito segnalato il grave episodio al direttore di gara dell'incontro, il signor Gianpaolo Calvarese della sezione di Teramo, il quale però clamorosamente non ha sospeso la partita, così come prescritto dalla normativa di riferimento, ma addirittura sembra invogliare proprio Matuidi a continuare a giocare.
Il francese, ovviamente contrariato e visibilmente nervoso, ha proseguito la gara, ma la triste vicenda ha avuto il sopravvento, spingendolo ad un fallo di frustrazione a centrocampo, con annessa ammonizione comminata dallo stesso arbitro.

Sembrava che il calcio italiano si fosse scrollato di dosso la inqualificabile scure del razzismo sui campi di gioco, ma ci siamo sbagliati: nel 2018 si verificano ancora queste spiacevoli e tristi vicende che poco hanno a che vedere con il nostro mondo attuale, altamente globalizzato e culturalmente aperto ad ogni sorta di pensiero.
Matuidi è stato fatto oggetto di insulti di inequivocabile stampo razzista anche nel corso della gara contro il disputatasi al Bentegodi la scorsa settimana, che aveva indotto il Giudice Sportivo a comminare una giornata di squalifica con la condizionale alla Curva Sud del Verona, disponendo altresì che l’esecuzione di tale sanzione sia sospesa per un periodo di un anno con l’avvertenza che, se durante tale periodo sarà commessa analoga violazione, la sospensione sarà revocata e la sanzione sarà aggiunta a quella comminata per la nuova violazione, nonché aveva irrogato anche l’ammenda di 20.000,00 per tale episodio.
L'auspicio è che si superi questo genere di ristrettezza mentale e si viva il calcio come uno sport di potenziale integrazione tra diverse etnie e culture, così come dovrebbe essere concretamente nei fatti.