Aspettando Milan-Inter - 2 / Quei primi dieci minuti di ordinaria follia nerazzurra


Domenica 24 marzo 1974: siamo in pieno periodo di "austerity" per via della crisi petrolifera seguita alla "guerra del Kippur" dell'autunno precedente tra Israele e Paesi Arabi e per legge, di domenica e nei giorni festivi (come accaduto per San Giuseppe, allora ricorrenza segnata in rosso sul calendario) le automobili circolano a targhe alterne (una volta le pari e un'altra le dispari). Ci si sposta per lo più con i mezzi pubblici e si riscopre il piacere della città, oltre al puro godimento di una partita di calcio di quelle "clou".

A San Siro, con l'aiuto di un dolce sole che corona la primavera appena incominciata, va in scena un derby sulla carta in tono minore: Milan e Inter stanno attraversando la fase iniziale di un periodo di stasi dopo anni di cuccagna. I rossoneri, che solo l'anno prima si fecero soffiare lo scudetto all'ultima giornata dalla Juventus, sono calati e il loro campionato è assai deludente (sesto posto con 24 punti). Nereo Rocco si è dimesso poche settimane prima e adesso è Cesare Maldini a guidare la squadra, ma le cose stanno andando anche peggio di prima. Miglior sorte sta avendo invece la partecipazione del Diavolo in Coppa delle Coppe (di cui è detentore), con un passaggio in semifinale ottenuto pareggiando in Grecia, sul campo del Paok di Salonicco (lo stesso terreno ove solo dieci mesi prima, con una rete di Luciano Chiarugi a inizio partita e una lunga battaglia all'insegna della difesa ad oltranza, era stato conquistato il trofeo a spese degli inglesi del Leeds United).
Dal canto loro, i nerazzurri, che sette giorni prima hanno fatto fare alla Lazio capolista un bel bagno d'umiltà battendola 3 a 1 e risalendo al quarto posto con un punto in più dei "cugini", sono allenati da Enea Masiero, subentrato ad Helenio Herrera, il quale era tornato dopo cinque stagioni alla "sua" squadra nell'estate precedente ma, dopo alti e bassi, all'inizio del girone di ritorno ha dovuto fare i conti con una broncopolmonite e relative complicazioni cardiache.

Arbitra l'incontro il mestrino Aurelio Angonese, che sarà il fischietto italiano inviato ai Campionati del Mondo tedeschi di giugno (e dirigerà la finale per il terzo posto tra Polonia e Brasile). Il Milan presenta in porta dal primo minuto Pierluigi Pizzaballa, il mitico portiere dell'Atalanta anni '60 che in casa rossonera prosegue la carriera. L'Inter schiera la stessa formazione di partenza della vittoriosa partita casalinga sulla Lazio della domenica precedente, con Giorgio Mariani all'ala destra e Oriali all'ala sinistra, ed è proprio Lele (che già Gianni Brera ha ribattezzato " Piper ") a portare in vantaggio i nerazzurri dopo appena cinque minuti di gioco, un tiro di collo pieno figlio di un suggerimento di Mario Bertini, il quale aveva approfittato, pochi attimi prima, di un suggerimento di Gianni Rivera per Romeo Benetti non andato a buon fine. Neanche un giro di lancetta e siamo già sullo 0 a 2, determinato da un errore di " Tato " Sabadini, originato da un tiro di Roberto Boninsegna, che inganna Pizzaballa. Altri tre minuti e l'Inter conduce già per 3 a 0: Oriali anticipa Rivera e poi effettua un traversone per Boninsegna, il quale non può far altro che mandare in rete.

Dopo questi dieci minuti di ordinaria follia nerazzurra, la squadra di Masiero non infierisce e il Milan prova a venire fuori, accorciando le distanze al 20' con Luciano Chiarugi, su assist di Giorgio Biasiolo, e sfiorando ripetutamente la seconda marcatura, specie con Albertino Bigon: Lido Vieri perde la palla dopo un diagonale di Sabadini, quindi arriva il padovano, abile centrattacco, che tira a rete, ma il portiere interista para miracolosamente. Si arriva invece allo scadere del primo tempo con un quarto gol interista: da Mario Bertini a Mariani, che cerca il suggerimento per Boninsegna; colpo di tacco di quest'ultimo, ma in quella arriva Sandro Mazzola, prontamente rimessosi dall'infortunio occorsogli in Nazionale durante l'amichevole di Carnevale all'Olimpico di Roma con la Germania Ovest e che lo ha costretto a saltare le due partite successive, rientrando (e giocando splendidamente) proprio nella già più volte ricordata partita contro la Lazio. Tiro di destro e rete. Un abbraccio tra "Baffo" e "Bobo" Boninsegna, la cui foto a tutta pagina troneggerà il mattino dopo in apertura del supplemento sportivo del quotidiano milanese "Il Giorno", suggella questo 1 a 4 con cui si va al riposo (colpa anche della difesa rossonera, che Beppe Viola, in radiocronaca diretta per " Tutto il calcio, minuto per minuto", definisce "barcollante, tipo budino").

Nel secondo tempo succede ben poco: al 6' si infortuna il terzino-mediano milanista Angelo Anquilletti, rilevato da Dario Dolci; al 24' l'Inter ha modo di arrotondare il bottino con Mariani, detto "Pedro", su calcio di punizione battuto da Bertini a seguito di un fallo di Dolci su Boninsegna e subito dopo Masiero fa uscire tra gli applausi Oriali, autore di una prova maiuscola, rilevandolo con il biondo ex-rossonero Nevio Scala  (che peraltro sarà ancora una volta in forza ai "casciavit" nella stagione 1975-'76, prima di intraprendere quella fortunata carriera di allenatore che oggi tutti ricordiamo). Accademia nerazzurra e nulla più. Risultato finale: Milan 1 - Internazionale 5.
La consueta sintesi televisiva delle 19,00, curata da Nando Martellini, sarà dedicata proprio al primo tempo di questo curioso derby, che avrà inevitabili effetti collaterali. Il Milan crollerà ulteriormente e, sotto Pasqua, a partire dalla semifinale casalinga di andata di Coppa delle Coppe contro il Borussia Moenchengladbach, passerà sotto la guida tecnica del trentacinquenne Giovanni Trapattoni, che debutterà così come allenatore. Con lui i rossoneri faranno il possibile per chiudere dignitosamente il campionato, che termineranno al settimo posto, con 30 punti. In Coppa delle Coppe, invece, giunto in finale, il Diavolo, privo dello squalificato Luciano Chiarugi, dovrà cedere per 0 a 2 ai rampanti tedeschi dell'Est del Magdeburgo. L'Inter, tra alti e bassi, si piazzerà quarta a quota 35. Una curiosità, Inter e Milan si affronteranno ancora il 1° maggio 1974, in Coppa Italia, e sarà una passerella di riserve, di giovani e di elementi non impiegati al meglio durante la stagione, pur se, alla fine , segneranno Mazzola, Boninsegna e Sabadini per il definitivo 2 a 1.