Nazionale, Capello allontana panchina azzurra: Sono in pensione. Mancano talenti

LONDON, ENGLAND - MARCH 27: The Italy team observe a minutes silence in memory of Jimmy Armfield, Cyrille Regis, and Davide Astori prior to the International friendly between England and Italy at Wembley Stadium on March 27, 2018 in London, England. ()

Photo by Laurence Griffiths/Getty Images, selezionata da SuperNews

C'è una Nazionale da ricostruire. Questa è una delle poche certezze della Figc. Il bottino delle due recenti amichevoli con Argentina e Inghilterra, una sconfitta e un pareggio, non può ritenersi lusinghiero, ma almeno l'Italia ha mostrato timidi segnali di ripresa. Adesso bisognerà gettare le basi per il futuro, iniziare a lavorare a un progetto serio e a dare identità alla squadra. L'attuale tecnico Luigi Di Biagio sembra essere destinato al ruolo di "traghettatore", condizione confermata dalle parole di qualche settimana fa del subcommissario federale Alessandro Costacurta, secondo il quale "il 20 maggio sarà annunciato il nuovo ct". Tra i nomi 'caldi' Ancelotti, Mancini e Conte.

Chi si è tirato fuori dalla possibilità di allenare gli azzurri è Fabio Capello, da poco libero dopo la rescissione consensuale del contratto con lo Jiangsu Suning, club del massimo campionato cinese. "Ho già fatto delle esperienze con la nazionali inglese e con quella russa. Ho appena concluso la mia avventura con lo Jiangsu e  questa è stata la mia ultima attività calcistica. Ho fatto tutto ciò che volevo e ne sono felice. Ora mi dedico a fare il commentatore: in questo ruolo si vince sempre", ha spiegato ai microfoni di Radio Anch'io Sport, su Radio 1. Dunque il tecnico di Pieris chiude le porte alla panchina dell'Italia, per la quale la scelta del nuovo commissario tecnico non sarà la soluzione a tutti i problemi. Infatti, secondo Capello, la questione chiave è legata all'assenza di talenti e per spiegare il concetto il mister non usa mezzi termini: "Noi allenatori siamo bravi quando abbiamo giocatori di primo livello, ma è difficile ottenere risultati con calciatori mediocri. Purtroppo in questo momento mancano i leader e c'è poca qualità. Il calcio italiano non ha dei buoni esempi dai quali copiare".

Immancabile una riflessione sul favorito per il ruolo di ct: "Mancini è un allenatore di esperienza. Ha girato il mondo e questo lo aiuterà nelle relazioni con i giocatori, ma ribadisco che di base manca sempre il talento. Bisogna trovare persone che insegnino la tecnica a questi ragazzi".  

C'è da aspettarsi che sarà un percorso lungo quello che porterà la Nazionale italiana ad essere un gruppo nuovo ma soprattutto vincente.

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