Dichiarazioni Pellissier: l'attaccante clivense aggiusta il tiro su Instagram

Chievo - Foto Getty Images© scelta da SuperNews
L'attaccante e capitano del Chievo Sergio Pellissier torna a parlare dopo la bufera dei giorni scorsi per il suo intervento al programma radiofonico "Un giorno da pecora", programma di Rai RadioUno. Il centravanti clivense, 39 anni, si era lasciato andare, incalzato dai conduttori Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, in dichiarazioni politiche parecchio discutibili: «Mussolini ha fatto tante cose belle ma anche tante brutte, e queste seconde le ha fatte davvero brutte brutte brutte». Parole che hanno scatenato una vera e propria bufera sui vari social per le sue posizioni chiaramente pro Duce mettendo in secondo piano l'importante gol realizzato nella sfida contro la Lazio con tanto di esultanza (abbraccio al figlio racchettapalle, ndr) che aveva fatto il giro del web. Il navigato attaccante, 110 reti nella massima serie, alla vigilia del delicatissimo match Parma-Chievo, in programma domenica 9 dicembre allo stadio Tardini, ha deciso di rilasciare un nuovo messaggio sul social Instagram per aggiustare il tiro e chiarire il suo pensiero. Ecco le dichiarazioni Pellissier postate nella serata di sabato 8 dicembre sul suo profilo social:
«Mi dispiace che alcune mie frasi, espresse due giorni fa durante un’intervista radiofonica, siano state interpretate in malafede da qualcuno, stravolgendone il significato. Sicuramente mi posso anche essere espresso male ma credevo che nel complesso si capisse che non dò un giudizio positivo sull’ideologia e la politica del regime. Posso solo essere contro gli orrori che hanno fatto all’epoca, contro tutta la sofferenza che tante persone hanno dovuto affrontare, e sono vicino a chi ancora adesso porta le cicatrici di quel periodo. Ho solo riportato quello che ho letto nella mia vita e che a scuola la storia mi ha insegnato, cioè che durante questo periodo oscuro per la storia italiana e mondiale si sono create infrastrutture e create città, istituti e organismi, che fanno parte ancora del nostro presente. Solo un dato di fatto, nessun giudizio. Ma c’era d’aspettarsi che venisse strumentalizzata questa esternazione. Nessuno, o quasi, si e’ soffermato sulla globalità del discorso, in cui non rivendico alcuna appartenenza politica, in cui asserisco che si devono trovare le soluzioni ai problemi dell’Italia, indipendentemente da che parte vengano proposte. Ma questo non fa clamore. Sono stato criticato e insultato per un’opinione che non mi appartiene e che qualcuno ha voluto travisare volontariamente. Volessero le stesse persone che hanno travisato e trovato il tempo per diffamarmi, far sentire la loro voce ai nostri politici e rivendicare i propri diritti. Spero che questo possa chiarire cosa penso di questa faccenda o se così non fosse, mi spiace per chi non la vuole capire».
Con queste dichiarazioni Pellissier ha provato ad aggiustare il tiro, anche se ancora molto discutibili. Con l'augurio che questo non sia stato solamente il classico messaggio per "mettere una pezza", consigliamo all'attaccante di pensare solo al calcio giocato visto le situazione deficitaria del suo Chievo e di parlare, alle prossime interviste, esclusivamente di pallone, un terreno in cui non rischia di imbattersi in pericolosi scivoloni. Perché Mussolini in venti anni di regime qualcosa di buono doveva pur farla. Ma ha fatto anche tante«cose brutte» che non possiamo ridurre, per il bene della storia, all'alleanza con la Germania.