Roma così non va: 2-2 al 95' contro un Cagliari ridotto in 9
Delusione, amarezza e sconcerto. Questi i sentimenti dominanti a margine del 2-2 rimediato alla "Sardegna Arena" da parte di una Roma avvolta nelle sue problematiche, al cospetto di un Cagliari indomito, coraggioso e passionale. I giallorossi non riescono più a vincere: l'ultimo successo ottenuto in A risale all'11 novembre, nel match contro la Sampdoria conclusosi con il punteggio di 4-1, a seguire il ko di Udine e i due pareggi contro Inter e Cagliari. Nelle ultime sette apparizioni, quello contro il Doria è l'unico trionfo ottenuto, troppo poco per cullare prestigiosi sogni Champions.
La banda guidata da Eusebio Di Francesco staziona, momentaneamente, al settimo gradino, con 21 punti all'attivo, distante quattro lunghezze dal Milan quarto, gap che potrebbe allungarsi a sette se questa sera i rossoneri dovessero sconfiggere il Torino. La Roma ha 14 punti in meno rispetto alla quindicesima giornata dello scorso campionato, ciò a testimonianza della crisi di gioco e risultati che attanaglia i capitolini. La sfida di ieri pomeriggio in Sardegna ha evidenziato i limiti di una squadra, quella giallorossa, che non riesce a gestire il vantaggio acquisito, che soffre la veemenza degli avversari e che riesce nella maledetta impresa di subire una rete, al 95', con il Cagliari ridotto in nove uomini per via delle espulsioni di Srna e Ceppitelli.
Eppure nel primo tempo la gara si era messa in discesa per la "Lupa", passata in vantaggio al 14' grazie ad un tiro dal limite di Cristante. A seguire sono i capitolini a flirtare con il raddoppio per via delle occasioni capitate sui piedi di Under, Zaniolo e Kolarov. Al 41' è proprio Kolarov, su calcio di punizione, a mettere a segno il provvisorio 0-2 per gli ospiti, risultato dal sapore di sentenza. Il Cagliari, privo degli infortunati Castro e Pavoletti, oltre dello squalificato Barella, si rende pericoloso dalle parti di Olsen in una sola circostanza, con Farias, ben imbeccato da Cerri, ma la sua conclusione viene murata dall'estremo difensore svedese.
Nella ripresa, addirittura, la banda di Di Francesco fornisce la sensazione di poter passeggiare sugli avversari, sfiorando il tris, in almeno due circostanze, con Zaniolo. Poi, complici i cambi del tutto rivedibili effettuati dal tecnico abruzzese con gli ingressi in campo di Luca Pellegrini, Pastore e Juan Jesus, rispettivamente al posto di Kluivert, Zaniolo e Schick, i sardi iniziano a dar vita ad un ritmo tambureggiante, accorciando le distanze, all'84', con Ionita. Al 94' uno scontro di gioco tra Faragò e Olsen accende gli animi di Srna e Ceppitelli, i quali vengono entrambi espulsi dal direttore di gara Mazzoleni. La Roma, però, è oramai distratta, disorientata, incapace di blindare un match già in pugno, e così al 95' un lancio in profondità di Ionita taglia a fette la retroguardia giallorossa, favorendo l'inserimento di Sau che a tu per tu con Olsen non fallisce l'opportunità di siglare il 2-2.
Al termine della gara Di Francesco si definisce arrabbiato e sconcertato per quanto accaduto. Non è la prima volta che l'allenatore dei capitolini affermi ciò, anche contro l'Udinese mostrò tutta la sua contrarietà a margine della prestazione sciorinata dai suoi uomini. I giallorossi non sembrano pronti al definitivo salto di qualità, l'andamento è alquanto altalenante, incerto e il farsi rimontare da un Cagliari in doppia inferiorità numerica è segno che all'interno della squadra capitolina regni più di qualche problema, soprattutto di tenuta psicologica. Il lavoro da svolgere, al fine di migliorarsi, appare essere alquanto impegnativo, onde evitare di trascorrere una stagione nell'anonimato più assoluto.