Inter fuori dalla Champions League: basta chiacchiere, è solo colpa dei nerazzurri

Luciano Spalletti - Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Uscire dalla Champions a testa bassa. L'Inter di ieri ha regalato (ennesimo) un altro atto di follia: essere eliminata dalla massima competizione per club a causa di un pareggio con il non irresistibile Psv Eindhoven, ma il mancato salto di qualità ha radici molto più lunghe e non collegate ai 90 minuti di ieri.

Il salto di qualità è una questione di maturità ed esperienza che né squadra e né Spalletti hanno. Se si guarda lo scorso girone di ritorno in Serie A dell'Inter si notano le seguenti partite:
- 1-1 a Firenze
- 1-1 contro la Roma
- 0-0 contro il Milan
- 0-0 contro il Napoli
- 2-3 contro la Juventus
- 1-2 contro il Sassuolo (incluso nell'elenco perché considerata gara della vita)
Si può notare così che ogni qualvolta all'Inter (e a Spalletti) sia stata chiesta la partita decisiva qualcosa è andato storto, ma forse il gol di Vecino all'Olimpico contro la Lazio ha creato una dimenticanza in tutto questo.
Anche in Coppa Italia, nel momento decisivo per eliminare il Milan, è arrivato il gol di Cutrone a condannare i nerazzurri, segno evidente che i problemi sono ben maggiori rispetto a battere il Psv.
L'Inter è stata qualificata per 6 minuti nella prima parte di gara, dal boato per il gol di Dembelé al silenzio per il vantaggio di Lozano su suicidio tecnico di Asamoah.
Poi il gelo, la squadra non può pretendere che Borja Valero e Candreva possano reggere l'impatto contro gli olandesi, in una formazione sballata e priva di alternative.
Il Psv è molto più forte di ciò che si aspettava ma la partita è stata preparata più caricando il Barcellona contro il Tottenham anziché pensare prima di tutto a vincere.

In sei partite di Champions l'Inter è andata in svantaggio sei volte, cioè in tutte le gare e se si è fuori non è colpa del Barcellona che non ha battuto gli inglesi ma semplicemente è tutta colpa dei nerazzuri, incapaci di tirar fuori il momento decisivo quando serve.
Menzione d'onore per Mauro Icardi.
Può andare al Superclasico, a ballare o a far quel che vuole, ma quando lui è in campo i gol arrivano e con quello di ieri è a quota 119, con 4 reti in 6 gare di Champions e 3 in 3 partite casalinghe di coppa, unico in questo nella storia nerazzurra.