Roma: i numeri e i motivi di una crisi preoccupante

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Roma sull'orlo di una crisi di nervi. I numeri e i risultati della squadra capitolina non lasciano adito a sogni e speranze. Urge, quindi, una scossa immediata a partire dal match di domani sera contro il Genoa, conseguire una vittoria per tornare a respirare un pizzico di ottimismo e puntellare la panchina di Eusebio Di Francesco, in queste ore, particolarmente traballante.
La "Lupa" è ottava in classifica, a quota 21, distante cinque lunghezze dal Milan quarto, ultimo gradino utile per accedere alla prossima edizione di Champions League. Rispetto alla passata stagione, di questi tempi, i giallorossi hanno ben 14 punti in meno, a testimonianza delle gravose difficoltà che stia palesando la banda guidata dal tecnico abruzzese. La Roma non vince in stagione dall'11 novembre scorso, giorno del 4-1 rifilato alla Sampdoria, da lì in avanti tre ko contro Udinese, Real Madrid e Viktoria Plzen e due pareggi al cospetto di Inter e Cagliari, con il pari rimediato in Sardegna che ha fatto infuriare, e non poco, l'intero ambiente giallorosso, in quanto subito, al 95', con i rossoblù ridotti in nove.
In Champions League, i capitolini hanno centrato la qualificazione agli ottavi di finale racimolando appena 9 punti e subendo 8 gol contro squadre che, fatta eccezione per il Real Madrid, non costituiscono corazzate da brividi, ossia CSKA Mosca e Viktoria Plzen. Analizzando, poi, la situazione attuale, stanno pesando, e non poco, le assenze per infortunio di Dzeko, El Shaarawy, Perotti, Lorenzo Pellegrini e De Rossi, anche se quest'ultimo, nella giornata di ieri, è tornato ad allenarsi in gruppo, mettendo nel mirino una convocazione in vista della sfida di sabato prossimo in casa della Juventus. Per il resto squadra troppo giovane, con calciatori come Kluivert, Zaniolo, Cristante, Schick, elementi dal sicuro affidamento per il futuro ma ad oggi, forse, un pò acerbi per raggiungere obiettivi di primissimo piano.
Puntando i fari proprio su Schick, tra l'altro, l'attaccante ceco non sta sfruttando al meglio l'opportunità di giocare titolare considerando la concomitante assenza di Dzeko per infortunio. Sino ad ora il suo bottino personale è fermo ad un solo gol realizzato contro la sua ex squadra blucerchiata, e tante prestazioni sottotono, in cui è apparso un corpo estraneo nell'undici titolare. Ecco perché Di Francesco si giocherà buona parte del suo destino nella sfida contro il Genoa.
Lunedì, poi, il d.s. Monchi volerà a Boston per incontrare il presidente James Pallotta al fine di discutere sulle operazioni che andranno compiute nell'imminente finestra di mercato di gennaio. In caso di ko contro il Grifone, si parlerà, inevitabilmente, di un possibile cambio concernente la guida tecnica, ma il direttore sportivo spagnolo pare intenzionato a difendere sino all'ultimo Di Francesco, scongiurando un ribaltone in panchina. Il match contro il Genoa sarà un banco di prova da non fallire per invertire tale trend, tornando a riassaporare ambizioni che sembrano esser state messe in soffitta in attesa che il vento cambi.