Milan: crisi totale. A Frosinone per rinascere evitando di continuare a sprofondare

Un trend pessimo che sta attanagliando l'intera squadra. Tra coloro che faticano a brillare vi è il "pipita" Gonzalo Higuain. L'ultima rete messa a segno dall'attaccante argentino risale al 28 ottobre scorso, in occasione del match contro la Sampdoria, da lì in poi un digiuno assordante: non era mai capitato, prima d'ora, che Higuain non segnasse per otto gare di fila in campionato. Né con addosso la maglia del Napoli, né tanto meno con quella della Juventus, il "pipita" era stato protagonista di un'astenia così evidente. Anche i numeri di Patrick Cutrone non sono particolarmente esaltanti: lontano da "San Siro", il giovane attaccante, classe 1998, non va a segno dal febbraio scorso, palesando un minor mordente una volta fuori dalle proprie mura amiche.
A ciò, poi, va aggiunta l'emergenza a centrocampo che "Ringhio" ha dovuto fronteggiare in vista della sfida con la Viola: Kessié e Bakayoko squalificati, Biglia, Bonaventura e Bertolacci infortunati, adattare Calabria nel ruolo di mezzala destra, completando il reparto con José Mauri e Calhanoglu, non si è rivelata la mossa giusta per evitare una fragorosa sconfitta, non tanto in termini numerici, quanto piuttosto un ko che ha acuito ancor di più la crisi di gioco e risultati. Nonostante l'emorragia di uomini a centrocampo, Gattuso ha continuato ad escludere dalle sue scelte Riccardo Montolivo. Secondo il tecnico calabrese, il numero 18 del "diavolo" non fornisce le giuste garanzie e rispetto ai suoi compagni di squadra è piuttosto indietro nella preparazione.
Resta il fatto, comunque, che le prossime due gare che affronterà il Milan, ossia contro il Frosinone, al "Benito Stirpe", mercoledì 26 dicembre, e al cospetto della Spal, a "San Siro", sabato 29 dicembre, saranno sfide da non fallire, sia per tornare prepotentemente tra le prime quattro squadre in classifica, obiettivo prioritario della nuova dirigenza rossonera, e sia per il tecnico Gennaro Gattuso, che inevitabilmente si gioca il suo destino sulla panchina del "diavolo". In caso di ko, impreziositi da prestazioni sottotono, l'allenatore di Corigliano Calabro potrebbe dire addio alla sua avventura al timone del Milan, lasciando un ambiente e una squadra demoralizzati dagli ultimi risultati alquanto negativi.