Atalanta-Juventus, i bianconeri non crollano, ma sono troppo Ronaldo-dipendenti?

Pericolo scampato all'"Atleti Azzurri d'Italia". Nel trappolone del giorno di Santo Stefano, la Juventus mantiene l'imbattibilità per quanto concerne le gare in trasferta, in campionato, nel 2018, strappando un pareggio per 2-2 contro i padroni di casa orobici. A seguito di questo risultato, la banda di Massimiliano Allegri compie un ulteriore passo in avanti in testa alla classifica, issandosi a quota 50, frutto di 16 vittorie e due pareggi. Complice il ko del Napoli a "San Siro", la Vecchia Signora porta a nove i punti di distanza dai partenopei secondi, capitalizzando, quindi, al meglio, un pomeriggio tutt'altro che facile in quel di Bergamo. Miglior attacco del campionato con 36 centri realizzati e difesa impenetrabile con soli 10 gol al passivo, la Juventus ha dato la sensazione di saper combattere anche in dieci uomini.

Il match si apre con il vantaggio degli ospiti, al 2' minuto, grazie ad una deviazione sfortunata di Djimsiti su cross di Alex Sandro. I bianconeri galvanizzati dal gol realizzato, pigiano il piede sull'acceleratore, sfiorando il raddoppio con Bentancur, autore di un tiro stampatosi sulla traversa, e successivamente con Dybala, protagonista di una conclusione che ha sorvolato il montante. I bergamaschi, però, gradualmente iniziano a macinare gioco e al 24' acciuffano il pari con Duvan Zapata, abile nel liberarsi della marcatura di Bonucci, per poi sfoderare un bolide che non ha lasciato scampo a Szczesny. Per la difesa bianconera fine dell'imbattibilità, tornando, così, a subire una rete in serie A dopo l'ultima datata 3 novembre.

La ripresa, poi, inizia con l'episodio incriminato, ossia con l'espulsione, per somma di ammonizioni, di Bentancur, reo di aver rifilato un pestone a Castagne. Decisione particolarmente discussa dal tecnico Massimiliano Allegri, ma l'arbitro Banti, coadiuvato dall'assistenza del VAR, ha ritenuto opportuno estrarre il rosso nei confronti del centrocampista uruguaiano. Trascorrono appena tre minuti e al 56', dagli sviluppi di un calcio d'angolo, è Duvan Zapata a timbrare nuovamente il cartellino, mettendo a segno il suo nono centro in questo campionato. L'allenatore bianconero, allora, intuisce che occorre cambiare volto, inserendo forze fresche in campo.

Al 57' entra Pjanic al posto di Douglas Costa, mentre al 65' è Khedira a far posto a Cristiano Ronaldo, inizialmente relegato in panchina. La Juventus assume più coraggio e maggior consapevolezza. Il match si fa duro, caratterizzato da continui scontri di gioco, ma al 78' i campioni d'Italia in carica riescono ad acciuffare il pareggio: dagli sviluppi di un corner, la palla giunge in area dove un assist involontario di Mandzukic favorisce CR7 che di testa non lascia scampo a Berisha. Per il cinque volte Pallone d'Oro è il dodicesimo gol in questo torneo e i bianconeri possono sperare di effettuare il sorpasso.

In teoria ciò avverrebbe a pochi minuti dal 90', con Bonucci impeccabile nello spedire in rete uno spiovente su punizione calciata da Pjanic, ma la posizione del difensore juventino è irregolare, motivo per cui la rete viene annullata. Al triplice fischio finale tira un sospiro di sollievo la Juventus. Pareggiare contro un'Atalanta indomita, coraggiosa ed ottimamente organizzata non era affatto un gioco da ragazzi. Inoltre ottenere un punto in inferiorità numerica non era così scontato. L'unico quesito che sorge è: la Juventus può fare a meno di Cristiano Ronaldo?. Una volta sceso in campo, il campione portoghese ha donato un'altra anima alla squadra, fornendo maggior sicurezza ai suoi compagni. Resta il dato inconfutabile che avere la meglio sulla Vecchia Signora sia assai arduo e sradicarla dal primo posto in classifica appaia essere decisamente improbabile.