Inter, conferenza di Spalletti:"Basta all'odio nel calcio"

La rete di Lautaro Martinez arrivata allo scadere di Inter-Napoli, ha permesso ai nerazzurri di portarsi -5 punti dai partenopei, a +5 dalla Lazio e a +7 dal quinto posto.
La cronaca calcistica però purtroppo è passata in secondo piano per i fatti accaduti dentro (con i cori razzisti rivolti a Koulibaly) e fuori il campo (con gli scontri che sono avvenuti in Via Novara, nei pressi dello Stadio).
Queste tematiche sono state ovviamente trattate da Luciano Spalletti, nella consueta conferenza stampa alla vigilia del match contro l'Empoli.
Il Tecnico nerazzurro condanna gli episodi di San Siro e ha dichiarato: “La mia è una posizione di condanna, è giunto il momento di dire basta.Basta all'odio nel calcio. Venire allo stadio è un qualcosa di bello e aggregante ma a volte viene utilizzato in maniera sbagliata da alcuni. Il comportamento della società è scritto nell'atto costitutivo: Internazionale perché noi siamo fratelli del mondo, senza distinzioni per colore di maglie o di pelle"
Con i fatti di cronaca che ci sono stati, la vittoria dell'Inter è passata in secondo piano e, in merito a ciò, Spalletti ha affermato: "Ho visto una partita giocata a ritmi altissimi sia da parte nostra che dal Napoli, quindi guai a sminuire la nostra vittoria (...) La fascia ad Asamoah? Noi dobbiamo dare un esempio a lungo termine e non nel breve periodo. Le cose non si cambiano con un gesto ma con il continuo impegno quotidiano, per far sì che tutto diventi normalità".
Gli ululati di San Siro, secondo molti addetti ai lavori, avrebbero dovuto portare la sospensione temporanea della partita tra l'altro più volte richiesta dalla dirigenza partenopea. Il tecnico nerazzurro, riferendosi a questo ha dichiarato: "Sono tanti gli episodi già successi anche recentemente, non solo per quanto riguarda Koulibaly. Siamo al suo fianco e a quello di coloro che vengono presi di mira durante le partite, perché non è bello essere offesi per novanta minuti. Bisogna avere un comportamento corretto costante, l'essere veri personaggi di sport è importante. Siamo vicini anche alla famiglia di Belardinelli".
Il pubblico di San Siro sarà assente nelle prossime due gare casalinghe dell'Inter contro Benevento (in Coppa Italia) e Sassuolo(in campionato). In merito a questa scelta, l'ex tecnico della Roma non ha dubbi: "Accettiamo il fatto di dover giocare con lo stadio chiuso perché ci sembra corretto il fatto di avere un comportamento differente, vogliamo vivere le partite in un altro contesto come fanno diversi paesi. Magari mancano diversi posti allo stadio ma lì la gente è felice, fa il tifo per la propria squadra".
Tra i convocati inoltre si rivede Nainggolan: "Devo valutare bene il suo caso perché è passato un po' di tempo, ma sicuramente ci sarà ad Empoli. Lui è in tutte le valutazioni come accade anche per gli altri giocatori".
Spalletti incontra il suo passato, ad Empoli ha mosso i primi passi nel mondo del calcio nei primi anni '90: "È diventata una sorta di culla del calcio, un luogo con personalità competenti per questo mondo. Lì torno sempre volentieri perché mi racconta sempre qualcosa di nuovo, ho gli amici e la famiglia, sono affezionato. Giocare contro di loro in questo momento non sarà facile: hanno qualità individuali e collettive, Iachini l'ho allenato e so quello che può trasferire ai suoi ragazzi. Ha la 'garra'. Se non saremo bravi a sfruttare tutte le nostre qualità, la partita diventerà complicata".