Milan, un fallimento annunciato: Gattuso non è mai stato l'uomo giusto per i rossoneri

Gattuso ha messo in campo una formazione sperimentale, lasciano in panchina: Biglia, Paquetà, Calhanoglu e Cutrone. Poca, pochissima qualità si è vista nel Milan. Se non fosse stato per Reina il passivo contro la solita Lazio molto organizzata di Simone Inzaghi sarebbe stato molto più pesante. Kessié-Bakayoko sono in riserva da un po', Suso è ormai irritante e Piatek ha esaurito la sua verve iniziale. Una squadra completamente abulica, arrivata totalmente scarica nel periodo più importante della stagione. I colpevoli sono tanti, ma vedere giocatori senz'anima vagare per il campo fa davvero male. A tutti.
Milan, cosa può succedere adesso?
A meno di clamorosi colpi di scena domenica prossima in Torino-Milan ci sarà ancora Rino Gattuso. E' lui il colpevole della situazione in casa rossonera. I tifosi sui social si sono scatenati contro il tecnico milanista, ma anche Leonardo e Maldini cominciano a rientrare nel mirino della critica. Gattuso ha le sue colpe. Non pensiamo che l'organico dell'Atalanta o del Torino sia migliore di quello del Milan. E' che Gasperini e Mazzarri sono allenatori più navigati. E' opportuno ricordare che questo è il primo campionato di Serie A che Gattuso affronta dall'inizio. Così come lo era Seedorf, come Inzaghi e come Brocchi. Forse troppi per una società che resta una delle più famose nel mondo calcistico.
Domenica prossima c'è lo scontro diretto con il Torino. I granata sono in salute. Vincendo gli uomini di Mazzarri aggancerebbero il Milan e andrebbero in vantaggio negli scontri diretti. Elliott è padrone del vapore da 9 mesi, Gazidis è al comando da 5 mesi. Il tempo in questa stagione è stato nemico dei rossoneri. Il dio Kronos continua a non aiutare il mondo milanista. Tra 72 ore sarà ancora campionato. Il Milan e Gattuso sono con l'acqua alla gola. Nello stadio intitolato al Grande Torino servirà una grande prestazione. Da uomini prima e da calciatori poi. Per non buttare a mare l'ennesima stagione del diavolo. E' proprio il caso di dirlo.