Inter-Atalanta, il popolo atalantino domina San Siro

Quando si parlava della febbre del sabato sera, il copione era sempre lo stesso: discoteca, alcol, ballo e passare la notte in bianco per godersi al meglio l'alba. Quando c'è di mezzo l'Atalanta questa routine viene spezzata attraverso passione, amore, cori e festeggiamenti quando si vince tutti insieme. In quel di San Siro sarà finita 1-1 tra molte polemiche e anche qualche rammarico, ma sugli spalti della Scala del calcio il popolo atalantino ha vinto sotto tutti i punti di vista: in uno stadio tutto a favore dell'Inter, i 3mila bergamaschi si sono fatti sentire alla grande: lo specchio fedele di una squadra lanciata sempre più in alto.
TRAMONTO DIETRO L'ANGOLO, E TUTTA BERGAMO VA A SAN SIRO (COME UNA SECONDA CASA) - Dalla mattina al tardo pomeriggio, ma la passione e l'entusiasmo rimane sempre lo stesso: alle 20:45 c'è da affrontare l'Inter, e per l'Atalanta diventa una grandissima occasione per fare un passo importante in classifica. Tra traffico, casello autostradale e un po' di sana pazienza, si arriva a San Siro: considerato a tutti gli effetti come una seconda casa visto che la Dea, in quello stadio, ha riscritto la sua storia in UEFA Champions League. Ovviamente classico panino al volo per cena, controlli ai tornelli e si entra caldamente in un settore ospiti gremito di atalantini: 3mila cuori che non vedono l'ora di spingere gli uomini di Gian Piero Gasperini verso i tre punti.
3MILA CUORI PER L'ATALANTA CONTRO TUTTI: NONOSTANTE LO SVANTAGGIO E IL RIGORE NEGATO, L'ENTUSIASMO NON CALA - Parte subito il match e i 3mila bergamaschi scaldano subito gli spalti del settore ospiti intonando cori su cori. Il resto dello stadio cerca di sopprimere tutto attraverso fischi, gridi di incitamento: specialmente dopo la rete segnata da Lautaro Martinez. L'Atalanta non molla il colpo come il suo caldo pubblico: neanche dopo il calcio di rigore negato ai bergamaschi che fa scatenare l'ira dei tifosi orobici. "Ecco, il copione si ripete anche stasera". Questa è la frase più citata da parte di tutti: contando che la Dea, statisticamente parlando, è quella più sfavorita sotto il profilo arbitrale (VAR compresa).
GOSENS LIBERA, MURIEL SFIORA L'IMPRESA, MA QUESTA DEA E' DA APPLAUSI - Nel secondo tempo l'Atalanta comincia a spingere alla grande (merito del falso nueve con Ilicic e Gomez), e a furia di attaccare riesce a trovare la rete del pareggio con Robin Gosens: uno dei giocatori più in forma del momento. Il settore ospiti esplode di gioia, e si scatena il classico "bergamoto" che gela San Siro: si sentono solo gli atalantini in quel freddo sabato sera. Pareggio, palla al centro, ma per la squadra di Gian Piero Gasperini non basta: si vuole vincere. Al 90' Ruslan Malinovskyi procura un calcio di rigore che potrebbe regalare i tre punti all'Atalanta: sul dischetto va Muriel, ma Handanovic riesce a parare il penalty. Il rammarico è tanto, ma questa Atalanta è da applausi sia sul campo che sugli spalti: dominare la capolista in questo modo è assolutamente impeccabile (e il bello deve ancora da venire).