Atalanta-Genoa, che tifo a Bergamo: calore per la squadra; lacrime per Masiello

Vincere fa sempre piacere, ma quando ci si imbatte in piccoli stop bisogna avere il coraggio di guardare avanti e non smettere di tifare. Atalanta-Genoa è una partita dove i nerazzurri di Gian Piero Gasperini pareggiano per 2-2, buttando al vento l'occasione per fare un passo importante in classifica, anche se il suo pubblico ha sostenuto la squadra fino alla fine: indipendentemente dal risultato finale i ragazzi sono stati applauditi da tutto lo stadio, consapevole di aver visto in campo un gruppo che ha sudato la maglia per 96 minuti. Certo, il rammarico c'è per la mancata vittoria (condizionata da tutta una serie di fattori), ma l'amore per questi colori va ben oltre tutto questo. Come del resto anche se uno come Andrea Masiello ha cambiato maglia, tutti quei ricordi che hanno contraddistinto la sua crescita sia come calciatore che soprattutto come uomo non verranno mai accantonati, e l'accoglienza dell'ex numero 5 atalantino è stata da brividi: come tutta l'atmosfera nerazzurra nella partita di ieri pomeriggio.

PRIMO TEMPO APERTO: GIOIA NEI GOAL; FISCHI PER CRISCITO (MA C'E' OTTIMISMO) - Altra partita a Bergamo, altro tutto esaurito da parte del popolo nerazzurro: pronto a trascinare l'Atalanta verso la sua vittoria consecutiva. L'ottimismo è tanto, ma c'è sempre chi preferisce andare con i piedi per terra e ricordare che la palla è rotonda e può accadere di tutto. Il clima sugli spalti è molto passionale, nella quale non c'è neanche un posto a sedere al Gewiss Stadium. Partita la gara, Curva Pisani sempre più attiva e la Dea passa in vantaggio con Rafael Toloi: grande gioia al goal, tutti quanti pensano di potersi ritrovare una strada completamente in discesa, ma basta un attimo che tutto quanto si ribalta. Gli uomini di Gian Piero Gasperini sono bloccati a centrocampo e la situazione non migliora quando Hateboer commette un fallo in area; Massa non ha dubbi: è calcio di rigore. Dal dischetto si presenta Criscito che non sbaglia, ma soprattutto provoca tutto lo stadio facendo il segno con il dito davanti alla bocca ("State zitti"). A quel punto i tifosi di casa non ci vedono più nulla, e nei confronti del numero 4 rossoblù arrivano una valanga di insulti. Gara ancora aperta, ma l'Atalanta è ancora imbambolata: inevitabile il vantaggio genoano. Nonostante anche sugli spalti ci sia rabbia per il modo in cui si sta affrontando la partita, gli ultras atalantini non demordono: trasformando i mugugni in spinta per i ragazzi (a suon di cori). Josip Ilicic riapre tutto siglando il 2-2 bergamasco, addirittura poco dopo non sfrutta una seconda occasione a tu per tu con Perin. Fine primo tempo: 2-2, e c'è l'ottimismo per cercare di portare a casa i tre punti nella ripresa.

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DAL RAMMARICO AL PIANTO PER ANDREA MASIELLO: L'ATALANTA E' ANCHE QUESTO (OLTRE IL RISULTATO FINALE) - Nel secondo tempo l'Atalanta prova ad attaccare, ma il Genoa si chiude troppo nella sua metà campo: operazione riuscita visto che i nerazzurri commettevano troppi errori nei passaggi. La Curva Pisani intensifica i cori, e cerca di coprire quei mugugni per il mancato gioco. Quegli stessi mugugni che diventano rabbia e protesta per via della direzione di gara dell'arbitro Massa: giudicato troppo severo nei confronti dei ragazzi di Gian Piero Gasperini. Il mister di Grugliasco prova a ribaltare la situazione facendo qualche cambio, ma la musica non cambia: escludendo l'assalto finale dove l'Atalanta prova il tutto per tutto, ma Perin ci mette del suo scaldando i guanti. Alla fine è 2-2, ma la Dea esce fuori tra gli applausi di tutto il Gewiss Stadium, anche se non è finita qui. A chiudere il sipario c'è Andrea Masiello con un giro di campo da brividi, prendendosi una standing ovation piena di emozioni e significati. Il pianto dell'ex numero 5 orobico sono lo specchio di quella che è stata la sua carriera a Bergamo: un percorso nella quale è cresciuto principalmente come uomo. "E' solo un semplice arrivederci, ritornerò qua". Esso non è solo il messaggio dello stesso Andrea, ma anche di quella vittoria casalinga che manca da tanto tempo. Certo, i nerazzurri sono saliti al quarto posto, ma serve l'ennesimo salto di qualità: da tirare fuori sia a Firenze che nello scontro diretto con la Roma. Occasione che non bisogna assolutamente sbagliare.

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