Ma gli arbitri italiani, conoscono il Var?

Gli arbitri italiani, una volta, erano considerati i migliori direttori di gara, del tanto famoso gioco del calcio, che in Italia, proprio per errori di chi dovrebbe garantire equità e rispetto delle regole dello sport più famoso del mondo, sta perdendo punti.
E' evidente. Ieri, in Napoli-Lecce, ed in Parma-Lazio, gli errori gravi di Giua al San Paolo e di Di Bello al Tardini, stanno facendo ricredere nell'onestà o nella capacità di chi guida il sistema arbitrario.
Commisso, la settimana scorsa scoppiò come un vulcano; ieri Giuntoli in modo molto più pacato e D'Aversa, chiedevano rispetto, per gli errori.
Nicchi la settimana scorsa, sostenne che "gli arbitri sono disgustati". Gli arbitri? e chi paga lo sport? chi paga le tv che trasmettono le partite, come sono? contenti?
Al momento nessuna replica dell'Aia sugli ennesimi errori arbitrali.
Parte spontanea una domanda, ma gli arbitri italiani, conoscono bene il protocollo? Giua, richiamato da Abisso, perché non è andato al Var? se un collega lo richiama, per esaminare un possibile errore, l'arbitro, deve andare.
In Parma-Lazio, Di Bello, non è nemmeno richiamato dai suoi assistenti.
A questo punto, vale la pena tenere questo strumento, che sta solo spaccando la serie A, una volta il campionato più bello del mondo.
Ricordiamo, che all'Europeo itinerante 2020, ci sarà un solo arbitro italiano. Orsato. Anche l'Uefa se n'è accorta.