Rafael Toloi: "Con l'Atalanta sono cresciuto. Sogno di indossare la maglia azzurra"

 

Rafael Toloi sta disputando una stagione fantastica sotto tutti i punti di vista: solidità difensiva, abilità nella fase di costruzione, aiuto in attacco e un grandissimo impegno in campo. Il suo percorso è stato sempre ricco di sacrifici, ovviamente tutti ripagati grazie alla sua voglia di inseguire il sogno di diventare calciatore. Dalla Roma all'Atalanta e una crescita che lo ha portato fino in UEFA Champions League: traguardo che la Dea non aveva mai raggiunto nella sua storia. Attraverso la rivista "Undici", ha rilasciato qualche dichiarazioni sul suo percorso professionale: tra l'amore verso la sua famiglia, la sua crescita personale a Bergamo con Gian Piero Gasperini, futuro (forse da allenatore), obbiettivi stagionali con gli ottavi di ritorno contro il Valencia alle porte e il sogno di indossare la maglia della nazionale italiana.

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TOLOI TRA SACRIFICI E L'AMORE PER LA FAMIGLIA - “Il mio percorso non è stato facile, e terrò sempre a mente tutti i sacrifici che ho fatto per arrivare fino a qui. Non posso permettermi di sprecare tutto, non me lo perdonerei. Vivo da solo all'età di 13 anni per inseguire il sogno di diventare calciatore. Andai a Goiás, senza i miei genitori perché avevano un lavoro nel mio paese. Flavia, mia moglie e mamma di Maria, la nostra figlia, è sempre stata con me. La mia famiglia mi ha aiutato tanto in questo percorso".

PARENTESI ROMA E POI L'ATALANTA: UN PERCORSO IN CRESCITA - “Allora scelsi la Roma perché erano presenti tanti brasiliani in squadra e potevano darmi una mano per crescere. Mi fecero sentire subito a casa nonostante fossi l'ultimo arrivato in squadra. Sicuramente penso che se avessi deciso di andare altrove, in un contesto abbastanza diverso, molto probabilmente sarebbe cambiata la mia storia calcistica. Sono arrivato nell'Atalanta nel 2015, ma è stata una fortuna aver incontrato un mister come Gian Piero Gasperini: allenatore che è sempre molto concentrato. Il suo lavoro è di altissimo livello. Ci ha fatto crescere e con lui in panchina siamo diventati ancora più forti”.

CHAMPIONS LEAGUE E FUTURO (FORSE DA ALLENATORE) -Affrontare la UEFA Champions League è un contesto completamente diverso. Incontri squadre che giocano sempre e solo per vincere. Per noi è stata un’esperienza bellissima: ci godiamo il Valencia e speriamo di passare ai quarti di finale. La differenza con il campionato italiano è evidente: li c'è una formula diversa, tempistiche più lunghe, e molti aspetti che influenzano le molte squadre, sempre intenzionate a giocare per il pareggio. In Champions sono tutti scontri frontali, non ci sono da fare determinati ragionamenti. Futuro? E' tutto da vedere, potrei anche fare l’allenatore: con tutte le cose che sto imparando il pensiero ci sta. Sono cresciuto tantissimo. Nell’Atalanta non ti puoi permettere di sbagliare: abbiamo dei movimenti e dei concetti da applicare bene. Ora li ho memorizzati, ma ci vuole tempo”.

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IL SOGNO DI TOLOI: LA NAZIONALE ITALIANA - “Sarebbe un onore poter indossare la maglia azzurra: ho i bisnonni italiani e sono da cinque anni qui. Adoro l'Italia e se nel caso Mancini dovesse chiamarmi, risponderei subito senza pensarci".