Serie B, Filippo Inzaghi non ha dubbi:"Pronti a giocare a Giugno, Luglio e Agosto"

Con l'emergenza legata alla diffusione del Coronavirus sono state sospese praticamente tutte le competizioni sportive e, per l'eventuale ripresa di quest'ultimi, si naviga a vista in attesa di miglioramenti dei dati in ambito sanitario. Tra le varie competizioni sospese vi è la Serie B italiana che, alla ventottesima giornata, vede il Benevento capolista incontrastato a quota 69 punti a ben +20 punti dal Crotone secondo.
Ovviamente tra le squadre più interessate agli sviluppi e alle decisioni in merito al futuro del calcio nel momento in cui cesserà questa emergenza (se cesserà presto, ndr.), vi è certamente la squadra campana che, in caso di annullamento della stagione, rimarrebbe beffata.
In tal proposito, ai margini della rubrica "Casa Sky Sport" è intervenuto l'allenatore del Benevento, Filippo Inzaghi, che ha dichiarato: "Parlare di calcio ora è difficile. Abbiamo fatto tutti un passo indietro rispetto alla salute. Quando tutto finirà noi vogliamo ricominciare a giocare, è la cosa più giusta. Vogliamo finire quello che abbiamo fatto in questi 8 mesi."
L'allenatore ex Milan ha anche aggiunto che, dopo aver risolto il problema sanitario, sia necessario continuare a giocare il campionato per molteplici cause:"L’interesse maggiore ora è quello della salute. Comunque noi siamo però pronti a giocare a giugno, luglio, agosto. Se non fosse così ci sarebbero diatribe nei tribunali e qualche società scomparirà e il calcio perderebbe due anni e non due mesi. Noi meritiamo di giocare la Serie A. Per il bene di tutto il sistema si deve giocare."
L'ex bomber rossonero ha anche ricordato le tappe più importanti del suo passato, dedicando un pensiero al suo ex allenatore Mondonico: "Non dimentico nessuna delle squadre in cui ho giocato. Il Milan è stato qualcosa di unico e i 5 gol nelle 3 finali a 34 anni sono altrettanto unici, rimane un grandissimo ricordo. A 23 anni ho vinto la classifica cannonieri con l’Atalanta, Mondonico era il mio allenatore e oggi sono 2 anni dalla sua scomparsa. Il Mondiale è stata un’emozione incredibile, anche se giocai poco."
Il tecnico del Benevento ha anche detto la sua sulla cosiddetta "maledizione del numero nove" in casa Milan e sul'attaccante che preferisce: "Se la mette Ibra la maledizione è già finita, è una maglia importante ma dipende anche chi la indossa (...) Il miglior giocatore italiano è Immobile: il centravanti che mi piace di più, con lui la Nazionale è a posto. Mi auguro che Cutrone possa far bene e per quanto riguarda le punte del Benevento, penso che Moncini e Coda potranno fare bene in Serie A.
Inoltre l'ex bomber della Nazionale italiana ha fatto i complimento al fratello per il suo modo di allenare e di proporre calcio: "Da mio fratello Simone c’è solo da imparare, è un allenatore moderno e uno dei migliori in Europa, vedere la Lazio giocare è uno spettacolo, mi ha stupito in tutto."
Sulla domanda relativa al calciatore più forte con cui ha giocato, il tecnico del Benevento ha dichiarato: "Troppo difficile rispondere. Dico Kakà. Ma anche Ibra. Mentre il difensore che sapeva marcare meglio era Cannavaro, che non mi lasciava un centimetro".