Massimo Carrera (giocatore dell'Atalanta dal 1996 al 2003): un difensore che da quando ha vestito la casacca nerazzurra è entrato nel cuore dei tifosi grazie alla sua grinta immancabile sulla retroguardia. Dal secondo ciclo Mondonico alla cavalcata dei Vavaboys, ma lui è sempre stato in prima linea. L'ex bandiera orobica e attuale allenatore dell'Aek, ai microfoni della Gazzetta dello Sport, ha voluto parlare sia del Coronavirus che della Dea (tra ricordi e presente).
LE PAROLE DI MASSIMO CARRERA SULL'ATALANTA
IN QUARANTENA ANCHE AD ATENE - “Anche qui siamo blindati, ma non come a Bergamo dove la situazione è molto più grave del previsto. Anche qui sono chiusi ristoranti e esercizi pubblici però possiamo ancora muoverci”.
TERZI CON L'AEK - “In campionato sta andando bene, siamo terzi a un punto dalla seconda, il Paok, e quindi molto vicini alla zona Champions. Il primo posto purtroppo è molto lontano, anche perché l’Olympiakos è avanti a noi con 15 punti di vantaggio: però nel calcio non si sa mai e può accadere di tutto. Tutto sommato un’esperienza più che positiva, l’obiettivo era entrare in zona Champions e cercare di vincere la Coppa di Grecia”.
SEMPRE ALLA RICERCA DI NUOVE SFIDE DA AFFRONTARE - “Il calcio è internazionale, ormai non è difficile da un Paese all’altro. L'importante è gestire il risultato, ma anche saper reggere al meglio la pressione. Alla fine della fiera sono questi gli elementi che contano sotto tutti i punti di vista”.
CAPITOLO ATALANTA BERGAMASCA CALCIO: UNA VERA E PROPRIA SORPRESA IN CHAMPIONS LEAGUE - “L'Atalanta sta facendo qualcosa di straordinario sia in campionato che in Europa, e il bello è che non è ancora finita. Si è dimostrata una squadra europea e in Champions League è a tutti gli effetti la sorpresa della stagione".
CAPIRE DAI PROPRI ERRORI PER COLPIRE AL MOMENTO GIUSTO - “Quando i giocatori hanno capito e imparato tutti quegli errori commessi nelle prime partite è venuta fuori l’Atalanta che tutti noi ammiriamo e conosciamo: giocare senza paura e con un grandissimo allenatore in panchina come Gian Piero Gasperini".
LA REALE FORZA DI QUESTA ATALANTA - "Ilicic è un gran giocatore, come il Papu, come Zapata, anche se la reale forza dell’Atalanta è il gruppo e i giocatori di talento che si mettono a disposizione della squadra. Vedere Ilicic nel finale della partita col Valencia, dopo aver chiesto la sostituzione, fare ancora gol e un incredibile recupero difensivo, vuol dire tanto sia per la Dea che per lui”.
CHAMPIONS LEAGUE AD ALTO RITMO, MA L'ATALANTA NON MOLLA UN COLPO - “Nella Coppa dei Campioni ci sono giocatori di altissimo livello, e allo stesso tempo devi essere in grado di giocare partite che sono molto intense. In termini di mentalità europea, l'Atalanta si è adeguata benissimo perché ha applicato ciò anche in Serie A e quindi non è un problema portare questo modo di giocare anche in Champions”.
IL SOGNO (E POSSIBILITA') DI RITORNARE IN ITALIA - “In questo momento ho allenato sia in Russia che in Grecia, e prima o poi riuscirò a farmi conoscere anche in Italia come mister".