Napoli, De Laurentiis mette in cassa integrazione i dipendenti

Napoli, scatta la cassa integrazione per trenta dipendenti
Trenta dipendenti del Napoli sono da oggi in cassa integrazione. Ha deciso cosí Aurelio De Laurentiis che ha scelto misure perentorie per contenere la crisi econominca derivante dal coronavirus. A renderlo noto l'edizione odierna della Gazzetta dello Sport, che sottolinea altresí come il Napoli sia la prima squadra italiana ad adottare certe misure. Sospese dunque le attivitá di lavoro smart-working cui i dipendenti si erano prestati fino ad oggi. La rosea ipotizza inoltre che una simile strada potrebbe essere presto percorsa da altri club. La CIG dovrebbe durare almeno due mesi.
Napoli, stipendi di marzo congelati
Nulla si muove anche sul fronte stipendi ai giocatori. Il Napoli, dopo aver regolarmente versato le mensilitá di febbraio, ha sospeso quelle di marzo, in attesa di possibili vertenze sindacali. La Lega, nei giorni scorsi, aveva infatti dettato linee guida chiare in merito a tale questione. La riduzione degli emolumenti sarebbe stata di un terzo se la stagione non fosse ripresa, di un sesto se viceversa fosse stata portata a termine, ferma restando la possibilitá per i club di giungere ad accordi diversi con i propri tesserati. La situazione in casa Napoli rischia dunque di farsi nuovamente incandescente dopo che, giá lo scorso novembre, il presidente aveva minacciato la sospensione degli stipendi a seguito dell'ammutinamento collettivo dovuto alla decisione d'imporre il ritiro forzato alla squadra. Difficile credere che i giocatori resteranno impassibili dinnanzi ad un blocco prolungato dei pagamenti, e ben presto si dovrá pervenire a un accordo